Zona artigianale di Modica: gli imprenditori aspettano risposte concrete

“Non si possono considerare i capannoni come beni di lusso al pari delle seconde case o delle case al mare. Sono luoghi di produzione e quindi riteniamo opportuno, in un momento di crisi, agevolare le nostre imprese”.

E’ la voce che si alza unanime dall’assemblea di tutti gli assegnatari dei lotti della zona artigianale di contrada Michelica, svoltasi ieri sera nel centro direzionale dell’area. Ma è solo uno dei punti su cui i soci dell’area artigianale non intendono fare un passo indietro. Permane, infatti, lo stato di agitazione. L’assemblea, convocata dalla Cna, ha visto la presenza del sindaco di Modica Antonello Buscema, dell’assessore allo Sviluppo economico Nino Frasca Caccia, dei capigruppo consiliari Vito D’Antona e Massimo Puccia. Ha partecipato all’incontro, oltre ai responsabili della Cna territoriale, anche il segretario provinciale Cna Ragusa Giovanni Brancati. L’incontro è servito a fare il punto sull’attuale situazione interna a seguito delle dimissioni dei soci dall’Art.gest, la società consortile di gestione della zona. I singoli insediati hanno deciso di mantenere lo stato di agitazione fino a quando le rivendicazioni poste sul tavolo della discussione non saranno prese in considerazione dall’Amministrazione comunale. E’ stato chiesto al sindaco di procedere, entro dieci giorni, alla modifica del regolamento di gestione dell’area apportando modifiche ritenute urgenti dalle imprese. E’ stato chiesto di pubblicare immediatamente il bando per l’assegnazione dei lotti attualmente liberi all’interno della zona esistente consentendo a nuove imprese di trovare nuovi spazi. Le imprese, a tal fine, hanno sollecitato i capigruppo ad approvare in Consiglio comunale una variante al Piano regolatore generale per ampliare l’attuale zona. L’ufficio tecnico dovrà redigere il progetto di ampliamento. Infine, per quanto concerne altre priorità, è stato chiesto al sindaco di adottare, ai fini Imu, l’aliquota più bassa. “Se su tali questioni non ci saranno le risposte giuste e tempestive, le imprese, insieme con la Cna, adotteranno delle forme di protesta che sfoceranno nella chiusura delle aziende con ripercussioni economiche anche sul lato occupazionale – sanciscono dall’assemblea – La zona artigianale di Modica occupa più di 200 addetti rappresentando per l’associazione di categoria un vanto da tutelare e proteggere. Una nota polemica rimane l’allocazione all’interno del centro direzionale dell’ufficio Ecologia. “Abbiamo sempre concordato con l’amministrazione comunale di mettere a reddito il centro – afferma la Cna – affittandolo ad una banca e ad un ufficio postale. Avevamo chiesto di trasferire al primo piano gli uffici comunali al servizio delle imprese come ad esempio lo sportello unico per le attività produttive. E invece in queste ore abbiamo trovato decine di faldoni, riferite all’ufficio Ecologia, e scrivanie che occupano di fatto l’intero centro, nato per servire le imprese attraverso servizi di supporto. La Cna è stata molto chiara sulle posizioni e sui risultati da raggiungere forte del sostegno di numerose imprese. Non abbasseremo la guardia fino a quando, una volta per tutte, non vedremo fatti concreti. Misure urgenti e visibili riguardano anche la pulizia immediata dell’intera area diventata una vera e propria discarica e la sistemazione della segnaletica stradale ormai inesistente. La nostra zona artigianale deve avere la stessa dignità e il decoro di altre parti importanti della città”.

di Redazione13 Set 2012 15:09
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