“La Sicilia fa Scuola”. Un piano triennale da oltre 700 milioni di euro
“La Sicilia fa Scuola”. Un piano triennale da oltre 700 milioni di euro
Guarda che voli!!!
Guarda che voli!!!
Nello Dipasquale in una sua dichiarazione pubblica ha nuovamente indicato il presidente della Regione come principale colpevole della precaria condizione dello scalo ragusano. Abbiamo più volte ribadito che Trapani, più precisamente l'Airgest, che è la società di gestione, è di proprietà al 99% della regione stessa e sembra quasi naturale che da quest'ultima arrivino contributi, come se piovesse. Diverso il caso di Comiso dove, in seguito ad un serie di errori macroscopici, la gestione è finita al principale concorrente dello scalo che in una decina di anni lo lateralmente affossato. Ma questa è storia vecchia e tutti sanno di chi sono le colpe. Ma grazie ad una azione martellante del territorio le istituzioni si sono mosse, non nello stesso modo di Trapani, e si sperava che qualcosa si potesse muovere. Ma non è stato così. Per questo inverno infatti, a parte la continuità territoriale della quale ancora dobbiamo renderci conto bene, puntiamo su 3/4 voli settimanali e anche le speranze di collegamenti all'estero, sovvenzionati dai bandi di cui abbiamo parlato, sembra va via via spegnendosi.
Però, non è invidia certamente ma solo constatazione dei fatti, a vedere il volantino pubblicato dall'Airgest è lecito in..cavolarsi. Lo riportiamo proprio per cercare di capire come possono esserci tante differenza tra i due cosiddetti aeroporti minori di Comiso e Trapani.
Famiglie italiane sono sempre più penalizzate
Famiglie italiane sono sempre più penalizzate
Accendere i "fari" della legalità
Accendere i "fari" della legalità
Il tema è quello della legalità, a dimostrazione che non c'è un colore politico su una battaglia giusta. Purtroppo episodi grandi, importanti come quelli di Mondello ci fanno capire che c'è il rischio di essere impotenti di fronte alla tracotanza e alla connivenza politica. Nel mirino quindi Ismaele Lavardera che ha il"merito" di aver sollevato il caso delle concessioni e non solo. Il movimento Controcorrente di Ragusa ha espresso profonda vicinanza e solidarietà dopo le inquietanti rivelazioni su quell'episodio. Questi fatti, che hanno scosso l’opinione pubblica, riportano alla luce l’urgenza di tenere alta la guardia contro la criminalità organizzata, un male che continua ad affliggere il tessuto sociale siciliano. In una terra dove i fenomeni mafiosi, vecchi e nuovi, sembrano non voler lasciare spazio al cambiamento, la voce di chi denuncia l’illegalità e si espone in prima persona non deve mai restare isolata. Come sottolinea Massimo Iannucci, referente faro territoriale di Controcorrente Ragusa: “La mafia non deve trovare spazio né nelle strade né nella politica. A Ismaele va la nostra vicinanza, ma anche l’impegno a trasformare questa battaglia in cambiamento concreto per la Sicilia”. Un messaggio che trova eco nelle parole di Saverio Buscemi, coordinatore regionale dei consiglieri comunali di Controcorrente, nonché consigliere comunale di Ragusa: “La legalità non è uno slogan, ma un diritto che va difeso ogni giorno. Senza coraggio e senza scelte nette, la nostra terra resterà sempre ostaggio di interessi e immobilismo. Io stesso mi sto spendendo in lungo e in largo, senza remore, per far sì che la comunità di Controcorrente cresca, si radichi e diventi una presenza solida e credibile nei territori. Questo impegno non è soltanto politico, ma umano: significa stare accanto alle persone, ascoltare i loro problemi e trasformarli in battaglie comuni. È così che la Sicilia potrà finalmente liberarsi dalle catene che la tengono ferma”. Nelle prossime ore, in occasione della visita di Ismaele La Vardera a Ragusa, dove accenderà i riflettori su questioni cruciali e concrete, che incidono sulla vita quotidiana dei cittadini. Aeroporto di Comiso: una risorsa strategica che rischia di rimanere inutilizzata, priva di una visione di sviluppo capace di rilanciare l’economia locale; sanità pubblica: un sistema sempre più fragile, con liste d’attesa interminabili e servizi insufficienti che mettono a rischio il diritto universale alla salute; infrastrutture e viabilità: promesse disattese e opere incompiute penalizzano cittadini e imprese, ostacolando la crescita del territorio; gestione dei rifiuti e politiche ambientali: si procede di emergenza in emergenza, senza una strategia che tuteli davvero l’ambiente e il benessere collettivo; giovani e lavoro: le nuove generazioni sono costrette a emigrare, lasciando la Sicilia priva di energie e talenti indispensabili per il rilancio. Gli appuntamenti con Ismaele La Vardera, finalizzati, e non solo, all’accensione di fari territoriali, sono i seguenti. Domani, sabato 4 ottobre, ore 9, aeroporto di Comiso: incontro con il comitato a difesa e sviluppo Aeroporto degli Iblei, per ribadire l’importanza strategica dell’infrastruttura nel rilancio del territorio e ascoltare le istanze della cittadinanza. A seguire, alle 11,30, a Giarratana, via Andrea Costa presso Planet Caffè, con Salvo Pagano; alle 17,30 a Scicli, chiosco “A funtana” in corso Umberto I; alle 19,30 a Ispica, ex mercato di corso Umberto. Domenica 5 ottobre, ore 9, Pozzallo, bar del porto: inaugurazione del faro, evento simbolico che vuole rappresentare la volontà di illuminare il futuro della costa e della comunità locale, favorendo dialogo e partecipazione. Non si tratta solo di opporsi alla mafia, ma anche a tutte le forme di immobilismo che soffocano la Sicilia e ne frenano lo sviluppo. Il governo regionale guidato da Renato Schifani, infatti, ha mostrato solo incertezza e mancanza di visione. La Sicilia non può continuare a vivere di rinvii e passerelle: c’è bisogno di una svolta vera, di una classe politica capace di restituire dignità alla terra e risposte ai cittadini. “Non possiamo limitarci a denunciare i problemi: occorre costruire soluzioni. E noi siamo pronti a farlo, con coraggio, concretezza e radicamento nei territori”, conclude Iannucci. Controcorrente Ragusa ribadisce il proprio impegno a non abbassare la guardia, a difendere la legalità e a promuovere un cambiamento all’altezza delle aspettative della nostra terra. È tempo di voltare pagina: insieme, si può davvero dare nuova linfa alla Sicilia, nella convinzione che “chi va controcorrente porta il vento del cambiamento”.
Condanna per la gestione dell’iter del nuovo appalto dei rifiuti
Condanna per la gestione dell’iter del nuovo appalto dei rifiuti
Il Partito Democratico di Ragusa esprime la sua più ferma condanna per la gestione dell’iter del nuovo appalto dei rifiuti, definendo l’atteggiamento dell’amministrazione a seguito dell’incontro con i sindacati una “messinscena utile solo a mascherare il grave fallimento amministrativo e la palese mancanza di trasparenza. Nonostante l'esultanza con cui sindaco e assessore al ramo hanno annunciato l'accordo con i sindacati, che desta perplessità in assenza di una lettura del capitolato da parte di questi ultimi, il Partito Democratico denuncia il ritardo complessivo di 18 mesi rispetto alla scadenza del primo affidamento e la volontà di proseguire per il nuovo appalto senza sottoporre il capitolato all’esame del Consiglio comunale”. “Il capitolato andava preparato sei mesi prima della scadenza - dichiara in particolare Peppe Calabrese, capogruppo PD in Consiglio comunale - e con la nuova proroga di sei mesi, si giunge a un totale di 18 mesi di ritardo: un dato di per sé vergognoso e un fallimento in partenza. Inoltre, il sindaco Cassì mentre da una parte dice di guidare un’amministrazione trasparente, nasconde l'atto amministrativo più importante e costoso per la città dei prossimi otto anni, pari a oltre 100 milioni di euro”.Duro anche il segretario del circolo PD di Ragusa, Riccardo Schininà: “Evitare di sottoporre il nuovo capitolato all’esame del civico consesso è un atteggiamento antidemocratico. Su questo atto importantissimo per Ragusa, non sono state convocate né le commissioni consiliari, né i partiti, né le parti sociali, né i cittadini, impedendo di dare indicazioni su un servizio che condizionerà la pulizia e le risorse di Ragusa, Ibla, Marina e San Giacomo per due sindacature”. Il Partito Democratico rivendica il merito di aver allarmato l'opinione pubblica e i sindacati sulla mancanza di garanzie per i lavoratori e sulla segretezza dell'atto. “Se il problema per i lavoratori si è risolto, così come riportato dagli organi di stampa - aggiunge Schininà - ci prendiamo il merito di aver sollevato la questione e per essere stati al loro fianco. Tuttavia, crederemo solo a quanto potremo leggere e non a mere promesse. Continueremo a vigilare, ovviamente”. Di fronte all’atteggiamento dell’amministrazione comunale, il Partito Democratico annuncia che valuterà ogni azione necessaria, inclusa la possibilità di ricorso al TAR, per garantire la trasparenza e la legalità dell’appalto. “Per dare voce alla città e ripristinare la prerogativa politica del Consiglio - annuncia poi Calabrese - il PD chiede l'immediata convocazione di un Consiglio comunale aperto sulla questione dei rifiuti e sul nuovo capitolato”. “La trasparenza e la condivisione - conclude Schininà - si devono non tanto al PD, ma ai cittadini ragusani che hanno il dovere di sapere come vengono impegnate le risorse pubbliche, per questo non solo è necessario l’esame dell’atto da parte dei consiglieri, ma anche che i ragusani possano dire la propria nel corso del Consiglio comunale aperto che ci accingiamo a chiedere ufficialmente”.
Difficoltà negli istituti penitenziari in Sicilia
Difficoltà negli istituti penitenziari in Sicilia
Ancora una volta la cronaca penitenziaria registra episodi di protesta da parte di detenuti insofferenti alle regole.
Nei giorni scorsi c’è stato un susseguirsi di episodi che vedono coinvolti gli istituti della Sicilia, sia per
adulti sia minorili.
A Ragusa per futili motivi, nelle ore notturne, dopo che un detenuto ha contestato la diagnosi del Medico di
Guardia sulla sua condizione di salute, ha attirato l’attenzione degli altri detenuti, i quali hanno
immediatamente iniziato un’azione di protesta, risolta dopo che è intervenuto il personale di Polizia
Penitenziaria libero dal servizio.
A Caltanissetta durante una perquisizione straordinaria, durante la quale, sono stati rinvenuti diversi
Smartphon, i detenuti interessati, hanno iniziato una manifestazione di protesta arrecando danni irreversibili
alle cose e alle strutture. Nello stesso Istituto, la settimana prima, è stato scoperto il tentativo d’intrusione di
sostanze stupefacenti e smartphon dall’esterno, compreso materiale utilizzabile per l’evasione di alcuni
detenuti.
Presso l’IPM e la CPA di Palermo, un susseguirsi di episodi determinati dai minori che in due momenti
diversi hanno tentato di appiccare il fuoco alle suppellettili.
A San Cataldo la violenza contro il personale di Polizia Penitenziaria che ha visto coinvolto un agente con
frattura al braccio e un ispettore con contusione al volto, episodio della settimana scorsa.
In tutti gli altri istituti della regione è un susseguirsi continuo e giornaliero di episodi di protesta,
tentativi d’introduzione di sostanze stupefacenti e telefoni.
Solo il pronto intervento del personale di Polizia Penitenziaria in servizio e di quello accorso libero dal
servizio ha evitato che gli episodi si trasformassero in tragedie. Le continue proteste e aggressioni sono
determinate dalle richieste, di detenuti violenti per garantirsi i trasferimenti ad altri istituti, l’insofferenza
alle regole penitenziarie, il vedersi scoperti della detenzione di sostanze stupefacenti o di telefoni.
Il Segretario Nazionale del Si.N.A.P.Pe, Dott. Rosario Di Prima, dichiara: “sarebbe auspicabile che i
detenuti violenti e che esercitano violenza nei confronti del personale di Polizia Penitenziaria, dovrebbero
essere assegnati in circuiti penitenziari diversi da quelli comuni”.
Questi atti di violenza e d’insofferenza, documentano come il personale di Polizia Penitenziaria corre rischi
elevatissimi, senza strumenti adeguati di difesa e con gli organici ridotti all’osso. Proprio in quelle realtà
dove la carenza degli organici, come Ragusa, non ha fatto segnare il passo all’Amministrazione centrale
sulla rivisitazione degli organici necessari rispetto a quelli previsti.
Aggiunge Di Prima, «Ogni episodio non può più essere ignorato. Chiediamo che siano rivisitate le piante
organiche, che s’introduca con urgenza una nuova normativa come strumento operativo, che si rivedano le
procedure interne di gestione dei detenuti più pericolosi e che sia garantita tutela immediata al personale
coinvolto. Le proteste e i tentativi di evasione o introduzione di materiale non consentito, della settimana
scorsa, sono segnali che devono fare riflettere e colmare il vuoto degli organici. Non possiamo più assistere
in silenzio a episodi che mettono a rischio la vita dei nostri agenti. Il sistema penitenziario non può reggere
se continua a poggiare sulle spalle di uomini e donne lasciati senza adeguato supporto».
Le OO.SS. SAPPE-SINAPPE-UIL-USPP-CISL della SICILIA hanno richiesto un urgente incontro
con il Sottosegretario di Stato On. Le Andrea DEL MASTRO in occasione del giuramento del 185°
corso degli Allievi del Corpo di Polizia Penitenziaria che si terra presso la Scuola di San Pietro
Clarenza (CT) in data 10ottobre 2025 e, in quell’occasione ci sarà un presidio del personale a sostegno dei
giovani agenti che hanno fatto ingresso nel corpo. Tale sostegno è necessario a far sentire la vicinanza di chi
opera quotidianamente nei penitenziari e il sostegno ai neo agenti. Il Si.N.A.P.Pe rinnova la sua richiesta di un intervento normativo che garantisca sicurezza e protezione reale al personale penitenziario, affinché episodi simili non si ripetano. Esprime compiacimento al personale della Polizia Penitenziaria della regione Sicilia che ha sempre saputo, con professionalità, sopprimere tentativi
14,1 miliardi di euro sprecati
14,1 miliardi di euro sprecati
In un paese come il nostro, dove, purtroppo il 10% della popolazione vive sotto la soglia di povertà fa male al cuore vedere che c' è un enorme spreco , quotidiano, di prodotti alimentari. Prendiamo ad esempio i supermercati che cercano di attirare i clienti a suon di
sconti fanno a gara a riempire, oltre modo, i banconi, soprattutto del reparto fresco e quello della gastronomia. Mi sono sempre chiesto che fine fa tutta la merce che resta invenduta o che è a limite di scadenza. Eppure si tratta di risorse imperdibili. Lo spreco alimentare è un esito delle contraddizioni del consumismo, con tutta una serie di impatti sociali, economici e ambientali. Ogni italiano butta nella pattumiera mezzo chilo di alimenti a settimana, pari a 130 euro a testa, mentre la povertà alimentare morde i sei milioni che non riescono a garantirsi pasti giornalieri sufficienti. A Milano per rimettere in circolo il cibo invenduto, per evitare che finisca tra i rifiuti, l'associazione Recup con la gratuità del dono e della condivisione, si è impegnata a salvare i prodotti rimasti sul bancale o scartati e li redistribuisce ai singoli e ai partner che si occupano di assistenza alimentare. “E’ nato tutto dal basso, in maniera spontanea, da tre ragazze che si trovavano al mercato di viale Papiniano, nel centro di Milano, e vedendo che gran parte di quello che veniva sprecato era recuperabile, decidono di rimetterlo in circolo”, racconta. Allestiscono il primo banchetto per la raccolta e spiegano ai commercianti la loro idea, recuperare l’invenduto, il cibo troppo maturo o l’eccedente di ordini troppo alti, soprattutto frutta e verdura, e ridistribuirlo, mentre cercano volontari con cui condividerlo, anche coinvolgendo chi già lo faceva in solitaria, come le persone anziane o chi vive ai margini della società. “All’inizio non tutti comprendevano bene la novità, poi hanno cominciato a collaborare”, aggiungono. Dai primi passi l’associazione è arrivata in venti mercati, tra Milano e Roma, dove in un anno raccoglie complessivamente oltre trecento tonnellate di cibo ancora commestibile da distribuire a chi ne ha bisogno, tra cui “coloro che restano fuori dai canali di distribuzioni dei pacchi alimentari”. Una pratica collettiva fatta da volontari vuol dire anche occasione d’incontro che può trasformarsi in relazione. Un impatto sociale importante per un Paese in cui il 40% delle persone anziane è solo. Al momento si opera in due grandi città, dove non è facile stabilire connessioni”, "con questa attività intercettano chi ha bisogno di una spesa gratis, ma spesso i problemi sono più di uno e per molta gente l’appuntamento al mercato diventa un momento di socialità”. La solidarietà di Recup non raggiunge solo i singoli che incontra, perché collabora con associazioni come la Croce Rossa, nelle sedi dell’hinterland milanese, quelle che si occupano di assistenza alimentare e le mense che preparano pasti per chi è in difficoltà. Il cibo diventa quindi il punto di partenza di qualcosa di più grande, importante e “nutriente” per la persona.
Benché ancora al di sopra della media europea, lo spreco alimentare degli italiani è in diminuzione, anche se non si è ancora raggiunto l’obiettivo di scendere sotto i quattro etti previsto dall’Agenda 2030. Questo scarto non ha solo un costo in termini monetari, 14,1 miliardi di euro secondo il rapporto “Il Caso Italia” presentato da Last Minute Market e l’Osservatorio Waste Watcher, ma anche ambientali. La responsabilità di quasi il 10% delle emissioni globali si deve allo spreco di cibo. “Significa sperpero di risorse, dal seme piantato nella terra all’acqua usata per irrigare fino alla logistica”, sottolinea D’Elia. Per misurare il proprio impatto ambientale, Recup inserisce in un software gestionale realizzato dal Dipartimento di informatica dell’Università statale di Milano i dati inerenti ai prodotti raccolti all’Ortomercato, “dal packaging al trattamento, che con il recupero del cibo si trasformano in acqua salvata e soldi risparmiati”. Il cibo è qualcosa che riguarda ognuno di noi almeno tre volte al giorno, quindi lo spreco alimentare è un problema su cui non si possono chiudere gli occhi. E sempre più persone li aprono, anche nei mercati. “C’è maggiore consapevolezza dell’importanza di questo tema, lo vediamo da chi si avvicina a noi e dalla crescente voglia di collaborare”, riconosce la portavoce dell’associazione. A quasi dieci anni dall’approvazione della legge Gadda, che mirava a ridurre gli sprechi lungo la filiera e a favorire il recupero e la redistribuzione delle eccedenze, secondo Recup c’è bisogno di fare un passo ulteriore. Così l’associazione ha lanciato una petizione che punta a raccogliere cinquemila firme entro la fine dell’anno per ottenere una legge per il recupero del cibo invenduto nei mercati, prevedendo tra l’altro l’istituzione di aree di recupero e redistribuzione, da assegnare alle organizzazioni del Terzo settore, e sgravi per i commercianti che scelgono di portare l’invenduto in uno di questi punti. “Le nostre richieste sono chiare e ci auguriamo vengano prese in considerazione”, conclude D’Elia, “la petizione consente di raggiungere tante persone che credono in quello che facciamo”.
Dal quotidiano online Interris
La pace, il lavoro, la sanità, la sicurezza, lo sviluppo dei territori
La pace, il lavoro, la sanità, la sicurezza, lo sviluppo dei territori
In piazza San Giovanni a Ragusa si è chiusa la Festa provinciale dell’Unità del Partito Democratico, iniziata lo scorso 17 settembre a Comiso. Una Festa diffusa che con le sue tappe ha attraversato diversi comuni della provincia, riportando il PD tra la gente e affrontando con coraggio i temi centrali del dibattito pubblico: la pace, il lavoro, la sanità, la sicurezza, lo sviluppo dei territori. Dopo l’apertura a Comiso, dedicata al riconoscimento della città come “Città della Pace” e al valore civile dell’aeroporto Pio La Torre, la Festa ha fatto tappa a Vittoria, con un approfondimento sulla sicurezza come diritto di cittadinanza, a Scicli, dove il confronto si è concentrato sul diritto universale alla salute, a Modica, con la partecipata fiaccolata contro il massacro di civili a Gaza, e a Monterosso Almo, per discutere di aree interne, spopolamento e sviluppo. La serata conclusiva di Ragusa ha invece portato al centro i temi del lavoro, della dignità e della giustizia sociale, con una forte sottolineatura sulla battaglia per il salario minimo. Alla chiusura era presente anche l’on. Anthony Barbagallo, segretario regionale del Partito Democratico, che ha voluto sottolineare l’importanza di una comunità democratica unita e attiva sui territori. Il segretario della Federazione provinciale PD di Ragusa, Angelo Curciullo, ha commentato: “Questa Festa è stata una scommessa vinta. Un percorso faticoso ma entusiasmante, che ha cementato il legame tra i Circoli della provincia e ha riportato il PD tra i cittadini. Abbiamo scelto il tema della Pace come filo conduttore perché crediamo che la politica debba contrapporsi alla logica dei conflitti con il rispetto del diritto internazionale e con la difesa dei più deboli. Le piazze piene di confronto e partecipazione ci dicono che questa è la strada giusta per costruire un partito più coeso e capace di rappresentare il territorio”. Il segretario del Circolo PD di Ragusa, Riccardo Schininà, ha presentato durante la serata il lancio dell’iniziativa “Io C’entro – E dico la mia”, spiegando: “Vogliamo raccogliere opinioni e suggerimenti sul centro storico di Ragusa Superiore e di Ibla. È un progetto di ascolto e partecipazione che coinvolge residenti, commercianti e visitatori, perché crediamo che il futuro della città debba essere costruito insieme alla comunità”. Infine, l’on. Nello Dipasquale, parlamentare regionale all’ARS, ha dichiarato: “La Festa provinciale dell’Unità 2025 ha dimostrato che il PD è vivo, presente, radicato nelle piazze e tra la gente. Abbiamo parlato di pace, lavoro, diritti, sanità, sicurezza, aree interne: temi concreti che riguardano la vita quotidiana dei cittadini. Questa festa, quest’anno in modalità diffusa, ha confermato che il nostro partito è in grado di unire opposizione e proposta, denuncia e visione. Continueremo a stare in mezzo alla nostra comunità, con coerenza e con la forza delle idee, perché è lì che il Partito Democratico trova la sua ragion d’essere”.
Buscemi chiede che non si faccia da stampella a Cassì.
Buscemi chiede che non si faccia da stampella a Cassì.
Il consigliere Buscemi, nel corso dell'ultimo consiglio comunale di Ragusa, ha avuto parole durissime nei confronti del sindaco Cassì. L'idillio con l'allora esponente di Sud Chiama Nord, nato per vincere le elezioni comunali è ormai morto e sepolto e , ad onor del vero, lo stesso sindaco non ha fatto nulla per mantenere buoni rapporti anzi è arrivato a pronunciare giudizi molto pesanti nei confronti del suo ex consigliere di maggioranza. Ora Buscemi è leader del movimento Controcorrente e nel corso dell'ultima seduta del civico consesso ha fatto delle dichiarazioni nelle quali ha espresso dure valutazioni politiche sulla gestione della giunta di palazzo dell'Aquila da parte del sindaco Peppe Cassì. Buscemi ha puntato il dito contro quello che definisce un tradimento dei patti politici e della fiducia dei cittadini. “Abbiamo letto articoli su articoli – ha dichiarato Buscemi – dove di fatto il sindaco chiude la porta a Fratelli d’Italia per l’accesso in giunta. Siamo certi di un suo ripensamento, sa perché? Perché i patti non li onora. Parla di coerenza e rispetto, ma quale coerenza? Tutti i patti che ho visto stipulare li ha traditi: ha tradito me, il mio gruppo, gli alleati e soprattutto ha tradito l’intera città. Si è presentato come volto civico, distante dai partiti, e invece ha scelto Forza Italia, simbolo di quella politica di interessi che diceva di voler combattere”. Il consigliere ha poi evidenziato come l’operato del primo cittadino sia dettato da puro opportunismo politico: “Non è stata coerenza, ma calcolo. Se fosse stato coerente avrebbe dato continuità al suo progetto civico, ritagliandosi un ruolo di peso nella prossima amministrazione. Invece, ha deciso di riaprire giochi di potere e lacerare equilibri interni”. Dichiarazioni che non possono essere contestate ma il sindaco ha già detto più volte che la sua scelta è coerente con la sua idea politica ed è legittimata dalla opportunità politica. Per opportunità si intende la possibile candidatura alle regionali che con una lista civica non avrebbe avuto senso. Ma Buscemi va oltre e guida la rivolta dell'opposizione facendo appello a diretto ad alcuni colleghi del consiglio: “Invito i consiglieri Bitetti e Battaglia a compiere un atto di dignità e orgoglio, a non fare da stampella a questa maggioranza claudicante. Il sindaco non può dare lezioni di coerenza quando non rispetta i patti e non condivide le sue scelte con nessuno”. Concludendo il suo intervento, il consigliere ha lanciato una provocazione netta: “Se davvero il sindaco vuole rispettare qualcuno, rispetti i ragusani. La smetta con manovre di potere e abbia il coraggio di dimettersi. Ridia la parola ai cittadini, solo loro possono decidere. Il vento sta cambiando”.
Giallo?
Giallo?
Già si parla di "giallo" per il sequestro lampo a Vittoria. Ipotesi, se permettete, avvalorata dal comunicato stampa del procuratore Puleo che parla di presunto rapimento. Il diciassettenne, Gaetano Nicosia, così sembra che si chiami, era stato prelevato giovedì sera da due persone col volto coperto, davanti ad un gruppo di 4 amici che chiacchieravano vicino alla loro auto a Vittoria in una piazzetta di via Fava. Secondo le attuali acquisizioni processuali, improvvisamente sono arrivate altre due vetture, una panda bianca ed una nera, dalle quali sono scese 4 persone che hanno prelevato il giovane gettando a terra il suo cellulare. Da quel momento sono scattate le operazioni previste da protocollo ma del ragazzo non se ne è saputo più nulla fino a ieri sera, intorno alle 20, quando il Nicosia si è presentato alla questura di Vittoria accompagnato da un amico. Nella conferenza stampa di questa mattina. convocata in tribunale dal Procuratore della Repubblica, non ci sono state date altre notizie se non quelle che appunto si sapevano. Il giovane è stato trattato bene, non risultano richieste di riscatto, non si sa dove ha trascorso la notte. Coperte dal segreto istruttorio le altre ipotesi. Non sappiamo se c'entra la droga, anche se qualcuno ne avrebbe fatto cenno, non si è capito l'accento dei rapitori in modo da poter risalire alla loro nazionalità, ma si è detto, in giro, fossero albanesi, Non si è provveduto, almeno al momento, a bloccare i beni della famiglia. Insomma non si sa nulla e la conferenza stampa ha lasciato l'amaro in bocca ai tanti giornalisti esperti di cronaca nera. L'unica cosa che mi sento di aggiungere fa riferimento alla situazione precaria in cui versa l'ordine pubblico, lo ha detto il sindaco Aiello facendo appello allo stato, e la giustizia a Ragusa. Di questo ne ha parlato Puleo nel corso della conferenza stampa. Mancano i magistrati e non si può lavorare in queste condizioni. Tutto si diluisce nel tempo e i risultati si fanno attendere. Il questore ha però confermato che la Polizia e le altre forze dell'ordine si sono subito messe al lavoro e forse tale dispiegamento di uomini e mezzi hanno suggerito ai presunti rapitori di mollare la preda..










