L’Etna mette in ginocchio la Sicilia Orientale e non solo.
Di fronte alla ennesima crisi all’aeroporto di Catania dovuta all’attività dell’Etna, Claudio Melchiorre, presidente del Mec ha dichiato: .Solo un paio di settimane fa l’assessore regionale ai trasporti Alessandro Aricò, l’amministratore delegato della Sac Nico Torrisi e la Presidente del Cda della Sac hanno dichiarato che era stato elaborato un piano cenere che sarebbe entrato in vigore ad ogni ricorrenza eruttiva. Quel che vediamo è sempre la solita tragica scena: passeggeri senza notizie, passeggeri che devono cercare da soli soluzioni per partire o arrivare, passeggeri senza alternative buttati per terra ad attendere che qualcuno li riporti a casa.” Continua Melchiorre “Chiederemo a forze politiche e sociali di unirsi a noi per chiedere le dimissioni immediate del CdA della Sac, la richiesta di individuazione di un direttore generale capace nell’aeroporto e anche le dimissioni dell’assessore regionale ai Trasporti. L’incapacità è ragione più che sufficiente per le dimissioni. In questo caso, l’incapacità è davanti ai nostri occhi. La stiamo vivendo. E bisogna dire basta quando la misura è colma. Un’intera stagione turistica è stata devastata. Recuperare i tanti che dicono ‘mai più in Sicilia, mai più a Catania, sarà difficilissimo.” Sull’argomento interviene anche , Ludovico Balsamo (Mpa) che chiede un protocollo permanente per assistere i passeggeri e attivare subito i collegamenti con gli aeroporti alternativi. «La proposta nasce da un’esigenza concreta: superare gli interventi organizzati di volta in volta e costruire una rete pronta ad attivarsi. Occorre individuare preventivamente operatori, mezzi, conducenti e punti di raccolta, stabilendo tempi di intervento e risorse per i servizi straordinari. La tutela della mobilità dei siciliani e l’accoglienza dei visitatori richiedono programmazione». La mozione prevede un accordo quadro tra Regione, gestori aeroportuali, AST, Trenitalia e operatori del trasporto pubblico e privato, affiancato da una cabina di coordinamento permanente. Tra le misure proposte figurano navette dedicate verso gli scali alternativi, eventuali collegamenti ferroviari straordinari e un sistema coordinato di informazione che indichi ai viaggiatori il punto di raccolta, il mezzo assegnato e la destinazione.

