La commedia dell’arte sulla Siracusa-Gela.
C’era una volta un’opera pubblica promessa quando i dischi in vinile erano l’ultima avanguardia tecnologica: l’autostrada Siracusa-Gela. Dopo decenni di cantieri a passo di lumaca, deviazioni infinite e nastri tagliati a rate — ultimo dei quali il tratto verso Modica — il Consorzio Autostrade Siciliane (CAS) ha avuto l’illuminazione geniale: è giunto il momento di farla pagare il pedaggio per il tratto Siracusa- Rosolini/Modica.
È opportuno subito chiarire che il Consorzio Autostrade Siciliane (CAS) versa da tempo in gravi difficoltà economiche, soffocato da un indebitamento complessivo che supera i 250 milioni di euro (tra arretrati verso i fornitori ed esposizioni con l’Erario). L’introduzione del pedaggio sul tratto Siracusa-Rosolini/Modica rientra a tutti gli effetti nei piani di riequilibrio e risanamento dei conti dell’ente. L’infrastruttura diventa così lo strumento per far cassa immediata e ripianare le falle di una gestione storica in perenne perdita.
Anziché offrire una rete efficiente per poi chiederne il pagamento, si sceglie di tassare gli utenti per salvare dai debiti l’ente gestore. Il “servizio al cittadino” passa in secondo piano rispetto all’urgenza del CAS di coprire il proprio deficit d’esercizio.
Ma si sa, nulla trasmette meglio il senso di efficienza di un’autostrada incompiuta che installare un bel casello con barriera automatica.
In questo desolante quando si inserisce la magnanima proposta dell’MPA: “Pagate, ma con lo sconto!”
Di fronte all’ondata di sdegno dei pendolari che ogni giorno percorrono l’arteria per andare a lavorare, studiare o curarsi, non si è fatta attendere la provvidenziale controproposta della politica locale. L’MPA (Movimento per le Autonomie), per bocca del presidente della Commissione Ambiente e Infrastrutture dell’ARS Giuseppe Carta, ha calato l’asso: il bigliettino con costo mitigato per i residenti.
> “Non possiamo ignorare che l’infrastruttura è stata realizzata con risorse pubbliche e che non esiste una viabilità alternativa in sicurezza. Quindi? Sconto ai residenti e rinvio al 2028!”
L’acrobazia logica è da applausi a scena aperta:
Riconoscere che l’autostrada è stata pagata fino all’ultimo centesimo con le tasse dei cittadini.
Ammettere che le strade alternative (come la statale 115) sono colabrodo senza garanzie di sicurezza.
Conclusione: non eliminare il balzello, ma offrire un “patetico contentino” sotto forma di pedaggio scontato.
Come a dire: “Caro cittadino, la strada l’hai pagata tu con le tue tasse, non ti diamo viabilità alternativa decente, ma ti facciamo il favore di farti pagare un biglietto ridotto per usare ciò che è già tuo!”
La chicca finale è la solenne promessa: “Vigileremo affinché i soldi del pedaggio vengano reinvestiti esclusivamente sulla Siracusa-Rosolini per migliorarne la sicurezza”.
Una garanzia da fare sonni tranquilli. Dopotutto, la storia della manutenzione autostradale in Sicilia è nota per la sua proverbiale tempestività. Pagare oggi un pedaggio su un’autostrada che doveva arrivare a Gela vent’anni fa, sperando che gli incassi servano a rattoppare l’asfalto domani, ha tutto il sapore della solita beffa contornata da supercazzola burocratica.
Nel frattempo, la prospettiva reale è semplice: chi non vorrà o non potrà permettersi l’abbonamento “scontato” finirà per intasare le vecchie statali, trasformando la viabilità del Sud-Est in un immenso ingorgo quotidiano. Ma niente paura: avremo sempre la rassicurazione di un “bigliettino mitigato” per consolarci.
Riusciremo a ricordarci questo e tanto altro il prossimo anno quando andremo a votare?
Ne dubito fortemente.

