Le preoccupazioni di Confcommercio

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Confcommercio provinciale Ragusa ha partecipato al tavolo sull’ordine pubblico
convocato in Prefettura dopo i recenti episodi di criminalità che hanno interessato
Comiso, Acate, Modica e Giarratana, episodi che hanno generato preoccupazione tra
cittadini e operatori commerciali. La delegazione ha tracciato
un’analisi lucida e fondata sulle criticità, accompagnata però da una forte volontà
collaborativa e da un approccio costruttivo orientato alle soluzioni. È stato
riconosciuto il valore concreto del confronto promosso dal prefetto, la qualità
dell’impegno delle forze dell’ordine e la sensibilità dimostrata dai sindaci presenti,
elementi che confermano la possibilità di affrontare questa fase con una strategia
condivisa.
Nel corso dell’incontro, Confcommercio ha evidenziato che i segnali emersi nelle
ultime settimane non riguardano soltanto la natura dei reati, ma soprattutto il loro
impatto sulla percezione collettiva. Gli episodi registrati sembrano voler mettere alla
prova la presenza dello Stato più che perseguire un vantaggio economico, e questo
genera un clima emotivo nuovo: non solo preoccupazione, ma esposizione. Quando
cittadini e imprenditori iniziano a sentirsi esposti, si producono due effetti critici: lo
sconforto, che indebolisce la fiducia, e la rassegnazione, che abbassa la capacità di
reazione della comunità. Per il tessuto commerciale questo si traduce in un rischio
concreto: riduzione del presidio sociale, chiusure anticipate, rinuncia agli
investimenti, perdita di vitalità urbana. E ogni spazio che si svuota diventa più
vulnerabile.
Proprio per questo, la delegazione di Confcommercio ha chiesto al prefetto un
segnale chiaro e percepibile di rafforzamento del presidio sul territorio. Non
interventi straordinari, ma continuità, visibilità e un incremento degli organici, perché
non si può continuare a chiedere alle stesse forze dell’ordine di sostenere carichi sempre più complessi senza adeguati rinforzi. Moncada ha ringraziato le forze dell’ordine nelle singole persone che le compongono, riconoscendone l’impegno quotidiano, e ha rivolto al prefetto – quale rappresentante del Governo – la richiesta
di maggiori uomini e mezzi, sottolineando che il tema delle statistiche non può essere
l’unico parametro di valutazione: la diminuzione delle denunce non sempre
corrisponde a una diminuzione dei reati, e la percezione di insicurezza è oggi un
indicatore fondamentale della tenuta sociale ed economica.
Confcommercio ha inoltre ribadito la propria disponibilità a collaborare attivamente,
rafforzando la condivisione informativa con le forze dell’ordine, promuovendo
comportamenti organizzativi più attenti alla prevenzione e lavorando sulla coesione
tra operatori, perché l’isolamento è il primo fattore di vulnerabilità. L’obiettivo è
contribuire a un modello di intervento che non arrivi dopo, ma prima: prima che i
comportamenti devianti si consolidino, prima che la paura diventi abitudine.
Le imprese non chiedono protezione passiva: chiedono di poter continuare a lavorare,
investire e tenere vive le nostre città in un contesto in cui la legalità sia una presenza
riconoscibile. Per questo è stato  chiesto un rafforzamento del presidio e
un’attenzione particolare ai territori più esposti. Se riusciamo a mantenere questo
livello di dialogo e di impegno reciproco, non stiamo solo reagendo a un problema:
stiamo costruendo le condizioni per rafforzare la tenuta sociale ed economica della
nostra provincia».

di Peppe Lizzio28 Mar 2026 23:03
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