Non riarmo, per fortuna, ma prolungamento della pista a Fontanarossa.

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Sarebbe davvero da ridere se fosse vero. In una terra come la nostra dove servono investimenti nelle infrastrutture e nella promozione sociale sapere che la Regione Siciliana avrebbe deciso deciso di stornare 252 milioni di euro del Programma Regionale FESR per sviluppare ‘”infrastrutture di difesa resilienti”’ cioè risorse destinate alle armi,   può far impazzire.  Secondo la CGIL che ha diffuso la notizia si tratta di investimenti giustificati dall’uso anche a fini civili di investimenti per la mobilità militare e per rafforzare presidi di rilevanza nazionale, europea ed extraeuropea (quali sistemi di comunicazione satellitari, basi militari, ecc.) che insistono sul territorio della Sicilia”
Sarebbe  dunque una decisione gravissima che andrebbe a sottrarre fondi europei e nazionali stanziati per la lotta alle diseguaglianze sociali e ai divari territoriali, utilizzandoli per scopi militari. Fortunatamente non è così. Almeno a quanto dichiarano dal Governo. Pubblichiamo infatti la nota ufficiale che smentisce categoricamente quanto affermato dalla CGIL e precisa che si tratta di informazioni prive di fondamento.
Nessuna somma dunque è stata stanziata per finalità di riarmo. Quei fondi nell’ambito della riprogrammazione del Pr Fesr Sicilia 2021-2027, si tratta di un rafforzamento della priorità  trasporti. La verità dunque parla di investimenti ferroviari soprattutto, 176 milioni di euro (e non 252)  ricollocati per l’interramento della linea e prolungamento della pista dell’aeroporto di Catania Fontanarossa, un’opera già prevista nella pianificazione nazionale e regionale, del valore complessivo di 567,6 milioni di euro. Tutto buono e benedetto anche se, come abbiamo detto più volte, stiamo spendendo soldi pubblici quasi 600 milioni e migliorare l’aeroporto catanese ma lo stiamo vendendo. Queste somme faranno crescere il valore della società? A quanto sembra no. Anzi sembra certo che le cifre a suo tempo ipotizzate, Agen parlava di un miliardo, per la vendita delle quote Sac siano di molto ridimensionate. E allora? Siamo davvero degli sciocchi ! Continuiamo a spendere su una struttura in  vendita  non facendo altro che favorire il privato che se lo aggiudicherà. E poi si piange miseria per qualche milione a Comiso. Non c’è paragone è vero! Ma se lo andassimo a cedere ai militari otterremmo di più e magari la base per istruire i Top Gun della Nato la farebbero da noi spendendo molto  sul territorio. Tanto su quella pista non vola quasi nessuno.

di Direttore07 Ott 2025 23:10
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