Modificare il “comparto sicurezza”

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Filippo Frasca Segretario Generale del MOSIS ha inviato il seguente comunicato stampa che costituisce un valido punto di partenza per una rivisitazione dell’intero comparto sicurezza. .L’accordo tra MOSIS, PNFD, LISIPO e USIPOL del 4 gennaio 2024 tenutosi a Napoli, rappresenta l’avvio di un impegno, per insediare tavoli politico- istituzionali extra-dipartimentali, per una rivisitazione della L. 121/81 al fine di auspicare l’autonomia economica delle “autorità civili di P.S.”, modificare il D.P.R.  737/81 “Regolamento di Disciplina”, modificare il D.P.R. 782/85, regolamento di servizio dell’amministrazione PS, dando il via ad un progetto di ampio respiro  istituzionale che vede il sindacato entrare nella catena di produzione delle  politiche pubbliche, a supporto delle comunità locali; condividiamo questi principi , per questo abbiamo aderito “STATUTARIAMENTE” al progetto del MOSIS (dichiarano all’unisono i rappresentanti legali del PNFD Franco Picardi, LISIPO Antonio De Lieto e Rosario Manco per l’USIPOL). Non bisogna disperdere l’autorevolezza, l’autonomia e la storia delle singole individualità statutarie, che devono essere salvaguardate mantenute e protette, in quanto patrimonio della Polizia di Stato (a dire del Segretario Generale del Mosis Filippo Frasca). Il “COMPARTO SICUREZZA” già costellato di presenze sindacali, si arricchisce col decreto
legislativo nr. 192/23, una conquista per le forze ad ordinamento militare, ma, per chi auspica come noi, l’unificazione delle forze di polizia, è una contradizione in termini e l’ennesima differenziazione del diritto sindacale, collocando il “Comparto” in materia di rappresentanze sindacali, come la porzione di Stato, tra gli Stati membri dell’UE, più intrigata. Un caos sindacale. L’Art. 39 della Costituzione – chiaro – non trova pace all’interno del comparto, eppure gli operatori impiegati, sia per la sicurezza interna o quella delle frontiere
e dell’intera patria “Italia”, per specificità ed azioni, non sono così distanti professionalmente e il tutto andrebbe affrontato con un dibattito senza preclusioni e pregiudizi, su come unificare l’apparato sicurezza, facendolo   dirigere da un’unica autorità civile di PS, con forze di Polizia potenziate, riorganizzate, eliminando duplicati istituzionali sui territori. La diversità sindacale   è discriminatamene presente tra Ministeri, tra le stesse mura di un Ministero ed    ancora più strano, all’interno di uno stesso dipartimento. Oggi, a nostro parere,
il movimento sindacale in Polizia non è protagonista nella produzione di “Politiche Pubbliche” per elevare i livelli di sicurezza delle città rendendoli omogenei in ogni angolo del territorio; noi vogliamo esserlo, collaborando con i primi cittadini; le
politiche per la sicurezza e le dinamiche in corso che vorrebbero mortificare le rappresentanze sindacali fuori dal coro, non possono esaurirsi nei corridoi di un singolo dipartimento e l’accordo concluso tra le 4 OO.SS. di valenza giuridica
certa, va oltre i numeri.

di Direttore08 Gen 2024 22:01
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