Sull’Etna posizionati 4 cielometri a laser.

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Finalmente un progetto della Sac che mira a migliorare i servizi che vengono dati ai passeggeri. Fino ad oggi infatti la società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso ha pensato a vendere, fare fusioni ma soprattutto fatturare dopo il periodo di magra del covid . Una delle iatture peggiori per lo scalo siciliano è l’Etna quando fa le bizze . Il progetto Aeromat,  mira al miglioramento della qualità delle previsioni sulla contaminazione dello spazio aereo dovuto a emissioni vulcaniche. Stamani, presso lo scalo aeroportuale catanese, si è svolto il Comitato tecnico scientifico appositamente convocato per fare il punto, nella fase finale del progetto. “ Oltre a porre importantissime questioni di sicurezza del volo qualunque innovazione tecnologica possa essere sviluppata e proposta, per supportare lo scalo nell’essere sempre più veloci ed efficienti nella prevenzione delle conseguenze dei fenomeni vulcanici e nella mitigazione delle stesse,  troverà la Sac quindi sempre pronta all’ascolto e alla collaborazione”. Sac fa parte del Nucleo di Coordinamento Operativo, nucleo tecnico convocato e
presieduto dall’Enac, che vede anche la partecipazione degli esperti del traffico aereo Enav  ed Aeronautica Militare, che individua eventuali limitazioni operative da mettere in atto tempestivamente per evitare che un aeromobile attraversi una porzione di spazio aereo
contaminato.
“Il progetto è in via di conclusione ed è già possibile evidenziare gli esiti positivi” – ha sottolineato il Presidente di EHT S.C.p.A, Emanuele Spampinato “Quanto portato avanti ci permetterà di progettare modelli di previsione relativamente alla cenere vulcanica, minimizzando l’;impatto sull’aeroporto e sui territori interessati. Non solo: Aeromat avrà grande impatto nell’applicazione pratica. Il modello può infatti venire incontro alle
esigenze del territorio per quanto riguarda la gestione dell’emergenza cenere, la rendicontazione da parte dei comuni e le informazioni alla ciittadinanza. I recenti e  frequenti episodi di emissione di cenere dall&’Etna, ci hanno tra l’altro permesso di affinare i modelli previsionali, potendone sperimentare l’;aderenza alla realtà”.
Scopo di Aeromat è lo studio di soluzioni tecnologiche per la mitigazione dell’interferenza
tra le emissioni di ceneri vulcaniche dall’Etna ed il traffico aereo che interessa gli aeroporti
civili di Catania, Comiso e Reggio Calabria e quello militare di Sigonella.
Nel corso del progetto Aeromat si sono effettuate attività di ricerca per il perseguimento
dei seguenti obiettivi specifici:
• Lo studio di un modello meteorologico e di trasporto di contaminanti ad alta
definizione (WRF-CHEM 1km) che in caso di evento parossistico consenta di
prevedere l’evoluzione del fenomeno della dispersione nube vulcanica alle diverse
quote (simulazione 4D);
• L’installazione di una rete fissa attorno all’Etna di 4 cielometri, strumenti che hanno
sensori laser ad infrarosso (invisibili) per il rilevamento, sulla verticale dello
strumento, della stratigrafia da 0 a 15km dell’aerosol e del particolato in
sospensione nella troposfera. Lo strumento è utilizzato nel progetto Aeromat per la
misura diretta dell’altezza e spessore della nube vulcanica e per la stima della sua
concentrazione. Queste misure sono utilizzate per la verifica delle previsioni del
modello WRF-Chem. Il cielometro è progettato per l’installazione in aerea
aeroportuale ed il fascio laser emesso dallo strumento è di classe 1M eye-safe,
quindi, sicuro per l’uomo e per l’ambiente. Non interferisce con altra
strumentazione elettronica eventualmente presente e non vi è alcun impatto
ambientale di tali strumentazioni che possa considerarsi negativo per l’uomo e per
l’ambiente.
• Lo studio di un sistema a supporto delle decisioni (DSS) che, in caso di evento
parossistico la cui emissione sia tale da interferire con il traffico aereo, supporti gli
operatori nella definizione dei provvedimenti di inibizione o limitazione del traffico
e la loro durata prevista. Il DSS integra le previsioni elaborate dal modello
meteorologico e di trasporto delle ceneri vulcaniche alle diverse quote, con le
procedure operative per il decollo/atterraggio dei quattro aeroporti interessati dagli
eventi eruttivi dell’Etna.

La ricerca condotta nell’ambito del progetto Aeromat ha l’obiettivo di fornire uno
strumento che, nel caso di emissioni vulcaniche, possa trasferire la decisione da prendere,
dalla sfera qualitativa, basata sull’osservazione dei piloti e solo in un secondo momento
validata dagli esperti degli INGV tramite rilevazioni strumentali, alla sfera quantitativa.
Questo tramite uno strumento che consenta di elaborare, nello stesso momento in cui si
verifica una eruzione, le mappe quantitative di rischio relative ai diversi settori dello spazio
aereo e alle diverse quote interessate dalle rotte di avvicinamento/decollo di ciascuno degli
aeroporti interessati.
Ricadute dirette:
• la previsione della dispersione e la stima della variazione nel tempo delle ceneri
vulcaniche nei vari settori dello spazio aereo e alle diverse quote, consentirà di
valutare quando e dove, tale concentrazione rientrerà al di sotto della soglia
massima fissata dall’ICAO (Organizzazione internazionale dell'aviazione civile), per
cui sarà consentito il volo. Questo permetterà di adottare i provvedimenti di
limitazione del traffico aereo per le zone e il tempo strettamente necessario;
• la previsione delle aree interessate dalla ricaduta di ceneri e la stima delle relative
quantità, consentirà di predisporre, in anticipo, tutte le azioni da mettere in essere
per il ripristino delle condizioni di sicurezza della pista, riducendo in questo modo,
significativamente, i tempi necessari per il recupero della piena operatività.
• Operatori ed utenti potranno essere messi a conoscenza nell’immediatezza del
verificarsi dell’evento eruttivo, della durata prevista, dei provvedimenti di
limitazione del traffico aereo, contribuendo in questo modo a mitigare gli inevitabili
conseguenti disagi e perdite economiche; 
Ricadute indirette:
• Il modello WRF consente di ottenere previsioni meteorologiche a piccola
scala (la Sicilia orientale) e ad una definizione tale da migliorare
sensibilmente la valutazione dell’impatto sul suolo di eventi meteorici
estremi. La collaborazione con modelli idrologici per le aree periurbane o
idraulici per le aree urbane consentirebbe di migliorare sensibilmente la
valutazione delle criticità attese, dando la giusta rilevanza alla valutazione
degli effetti sul suolo provocati da un evento meteorico piuttosto che
dall'ingannevole valutazione basata principalmente sull’intensità attesa a
scala di zona di allerta, dell’evento stesso;
• WRF-Chem è un modello di trasporto in atmosfera, sia di contaminanti che
di inquinanti, consente quindi di valutare la concentrazione, anche di altre
sostanze oltre alle ceneri vulcaniche, oggetto di studio del progetto Aeromat.
Potrebbe dare risposte anche nel caso di utilizzo per la previsione della
dispersione di fumi dovuti ad incendi o ad incidenti industriali;
• Il cielometro è uno strumento generalmente utilizzato in ambito aeronautico
per la misura dell’altezza delle nubi. Ma più in generale è di fondamentale
importanza in meteorologia per la misura in continuo dello strato di
rimescolamento turbolento della troposfera, che è lo strato più vicino alla
superficie terrestre, di altezza estremamente variabile, sia stagionalmente
che nell’arco della giornata. Ma lo spessore di questo strato non influenza
solo il clima ma è lo strato in cui avvengono i fenomeni di diluizione delle
componenti inquinanti e contaminanti. La variazione oraria

di questo spessore determina la concentrazione di inquinanti come i PM10 o NO2, così
come di pollini e spore. Questi dati potrebbero essere quindi utilizzati, ad esempio, per
informare i soggetti fragili su quali siano le ore della giornata in cui è preferibile rimanere
in casa.

di Redazione15 Giu 2022 23:06