I catamarani americani da guerra.

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Il Mare Nostrum come lo chiamavano i Romani è frequentato da ogni genere di nave battenti bandiere di ogni genere di paese del mondo.  Ultimamente vanno di moda i  grandi catamarani, come quelli che collegano Pozzallo e Malta. Mezzi straordinari che grazie ad una tecnologia modernissima e a materiali speciali, seppur giganteschi, riescono a viaggiare a velocità impensabili. Addirittura 70 o 80 km l’ora,  una cosa impensabile fino a qualche anno fa. La notizia che ci arriva dal giornalista Antonio Mazzeo pubblicata sul suo blog ci parla ora non di navi passeggeri che facilitano i collegamenti tra nazioni ma  di 3 catamarani della marina statunitense, che hanno nomi di città americane,   stazionanti regolarmente dalle nostre parti. Le loro rotte sono sempre le stesse: dal Canale di Sicilia allo Ionio, dallo Ionio all’Adriatico. Andata e ritorno con lunghe soste sempre negli stessi porti: Venezia, Brindisi, Messina, Augusta, quest’ultima la principale base navale USA-NATO nel Mediterraneo centrale.   Possono trasportare di tutto a bordo: attrezzature e mezzi pesanti, rifornimenti per le truppe, sofisticati sistemi d’arma ed esplosivi, finanche gli ultimi ritrovati infernali per le guerre disumanizzate del XXI secolo, droni e minidroni aerei, navali e subacque . Hanno una livrea mimetica che li rende particolarmente truci e minacciosi e sono ormai di casa in Sicilia. Dai registri navali on-line è possibile ricostruire segmenti delle loro rotte. Il catamarano Carson City era a Messina dal 22 al 30 novembre; poi dopo aver attraversato tutto l’Adriatico è dal 23 dicembre ad Augusta. L’USNS Yuma dal 3 all’8 dicembre ha fatto scalo a La Valletta, Malta; poi sino al 16 dicembre era ad Augusta e dal 24 dicembre è in porto a Venezia. Il catamarano Trenton ha trascorso la prima settimana di novembre in rada ad Augusta; il 12 novembre ha raggiunto La Valletta; infine il 24 dicembre è approdato a Messina, a due passi da Piazza Duomo e il Palazzo municipale. Nulla di particolare  anzi ,per gli americanisti, puri sono mezzi che garantiscono la pace. L’unica pecca è che loro, nonostante i mezzi più sofisticati al mondo per rintracciare anche una barchetta nel raggio di centinai di Km, non si interessano di migranti. Eppure con la loro velocità e la loro forma sarebbero particolarmente adatti ai recuperi del genere.  Si dice che lo abbiano fatto una volta e dopo uno contro diplomatico con il ministro Salvini abbiano deciso di desistere. Nel 2018 ci fu una polemica dopo che almeno sei migranti avevano dichiarato che se la nave Trenton non avesse ignorato le richieste di salvataggio, si potevano salvare molte vite umane”.  Gli ufficiali di US Navy hanno affermato invece che il Trenton non ha ignorato le persone in acqua in difficoltà ma si è  conformato a tutte le leggi e ai doveri internazionali per dare assistenza in mare”. I magistrati di Ragusa, incaricati dell’indagine,  hanno allegato agli atti d’inchiesta il video prodotto da Repubblica con le accuse dei sopravvissuti. “I migranti hanno confermato che quando hanno chiesto la prima volta aiuto, i marinai del Trenton hanno risposto che non era compito loro”, scrive The Guardian.   Ciò conferma che il mare non è uguale per tutti e che la questione migranti continua a pesare solo sulle spalle dell’Italia e di alcune cittadine che sono capaci di  mostrare la loro disponibilità come Pozzallo.

di Direttore02 Gen 2022 19:01