Cara…spesa.

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La politica dei prezzi nel settore dell’agroalimentare e dell’ortofrutta è davvero incomprensibile. Alcune teorie basate sugli ultimi dati ONU evidenziano che, in un anno, i prezzi agricoli sono cresciuti del 30%, soprattutto a causa della politica di accaparramento delle scorte alimentari perpetrata dalla Cina. In una interrogazione presentata dall’on  Tajani insieme al Gruppo Ppe alla Commissione europea sui prezzi agricoli e sulle politiche cinesi aggressive viene detto che, oggi, sono in mano cinese il 69% delle riserve mondiali di mais, il 60% di quelle di riso e il 51% di grano.  E’ stato  chiesto in particolare quali misure si  intende adottare per aumentare la produzione europea e le scorte di prodotti agricoli e ancora se la Commissione intende creare un sistema di stoccaggio comune del grano e del gas sulla falsa riga di quello proposto per il vaccino contro il Covid e quali iniziative intende adottare per rendere ancora più stringenti le misure del regolamento UE 2019/452 sul controllo degli investimenti diretti extraeuropei in settori strategici europei.  Questa dicevamo è la teoria quasi complottista che guarda alla Cina  ma è pur vero che il maltempo e l’aumento dei consumi durante le festività natalizie hanno portato  a un rialzo dei prezzi dei prodotti ortofrutticoli.  Tali aumenti si stanno facendo sempre più allarmanti e rappresentano un serio danno per i cittadini già fortemente provati da crisi e bollette energetiche. E’ importante capire però quale è la parte della filiera che sta speculando e cioè se il produttore in campagna ha un guadagno maggiore oppure sono gli intermediari e la grande distribuzione a fare il bottino ricco.  Si potrebbe capire qualcosa di più se fosse possibile accedere alle contrattazioni che avvengono nei mercati della nostra provincia e creare, magari, dei corridoi a Km zero. Alcuni esempi servono a spiegare quello che sta accadendo.  È iniziata la campagna delle arance rosse siciliane della varietà Tarocco. Sono ancora bassi i quantitativi e, per questo motivo, i prezzi sono su livelli leggermente più alti rispetto l’anno precedente. Risulta presente prevalentemente prodotto di pezzatura ancora piccola. La domanda è ancora su bassi livelli, ma tende all’aumento. Al contrario la campagna dei cachi comuni sta volgendo al termine, con una diminuzione dei quantitativi e quindi con prezzi in leggero rialzo. Le basse temperature invogliano il consumatore finale all’acquisto. In aumento, invece, i quantitativi dei cachi mela italiani, che trainano le quotazioni del prodotto spagnolo su livelli superiori. Discorso diverso per i carciofi che negli anni scorsi costavano meno della metà. In questa settimana, oltre a mostrare un incremento della domanda tipica del periodo, ha registrato una diminuzione dei quantitativi entranti a causa del maltempo che ha colpito  l’Italia . Per questo motivo le quotazioni sono superiori ai livelli dello scorso anno. Prezzi in aumento per i cavoli broccoli della Puglia, mentre termina la campagna delle mele di pianura e scendono i prezzi , domanda statica per i radicchi rossi, con quotazioni che diminuiscono ulteriormente. Domanda su livelli medi per l’uva. Risulta prevalentemente richiesta la varietà uva bianca da tavola Italia. Aumentano ancora le quotazioni delle zucchine. Il maltempo ha causato  problemi alla raccolta del prodotto, provocando minori quantitativi entrati nei mercati. La domanda, tuttavia, si mantiene sempre su livelli elevati, che trascinano le quotazioni su un trend alto, soprattutto per la media del periodo.

di Direttore03 Gen 2022 15:01