Siamo pochi e con troppe case.

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Il consiglio comunale di Ragusa nella seduta di venerdi 10 dicembre ha ratificato una delibera di giunta che impedisce, nel futuro, di costruire nuovi appartamenti nelle cosiddette zone Peep cioè in quelle zone, individuate per legge diversi anni fa, dove era possibile l’espansione edilizia e popolare della citta di Ragusa.
“Con il voto di ieri – dichiara il sindaco Peppe Cassì – l’Amministrazione comunale ha preso una posizione urbanistica chiara, in controtendenza rispetto alle politiche edificatorie espansionistiche degli anni passati, che hanno di fatto determinato la nascita di interi quartieri in aree periferiche, senza un filo logico, senza la previsione
di adeguati servizi ed infrastrutture, senza spazi ed immobili di socialità ed aggregazione, senza una visione urbanistica di insieme, e soprattutto senza che si procedesse ad una reale verifica del fabbisogno abitativo, che è il parametro cardine sul quale deve ruotare qualunque seria pianificazione urbanistica.
Di chi sono le responsabilità di quanto accaduto, di questo scollamento tra aree urbane, di questo proliferare di alloggi di edilizia residenziale pubblica in assenza di requisiti, saranno il tempo e la storia a decretarlo.
Quello che oggi interessa è che il gruppo della maggioranza consiliare ha preso atto dell’impietoso quadro fornito dagli uffici, all’esito di uno studio ed un approfondimento che hanno fotografato lo stato di fatto e da cui è scaturito
l’accertamento della assenza, al momento, dei presupposti per una ulteriore espansione delle aree PEEP, ed avvalendosi dei propri poteri di pianificazione si è assunto la responsabilità di invertire decisamente una rotta che ha prodotto in città le disfunzioni urbanistiche sotto gli occhi di tutti, se è vero, come è vero, che sono circa
15.000 in città gli alloggi abitativi non utilizzati (fatto che ha comportato il crollo del valore degli immobili e del costo delle locazioni). Fin qui il commento tecnico di Cassì sulla scelta che a quanto pare non ha suscitato malcontenti ad esempio tra le categorie di costruttori o degli artigiani che sarebbero dovuti essere i primi a protestare. Ed è stata proprio questa la fortuna dell’amministrazione o forse c’ era un accordo precedente perchè se il settore edilizio economicamente provato dalla pandemia si fosse messo di traverso la decisone di ieri avrebbe avuto altre conseguenze.
Cassì poi continua con una valutazione politica nella quale prende atto che la sua maggioranza ha votato compatta. , I consiglieri ed i gruppi di minoranza, con la sola eccezione del consigliere Iurato,( che bravo Iurato  che fa prove di maggioranza) sono invece svaniti, evaporati. Hanno scelto di sottrarsi alla responsabilità di esprimere il loro voto, di rendere palese la loro opinione su una materia così delicata e sulla quale il Consiglio Comunale, e non la Giunta (è sempre utile ricordarlo), ha potere decisionale. Ci sono temi sui quali si può fare strategia, si può contare sulle lacune o sulle titubanze dei gruppi politici avversi. Ce ne sono altri, cruciali per il futuro della comunità, sui quali il dovere di restare in aula e di votare fa il paio con il diritto degli elettori di conoscere l’opinione degli eletti, di tutti gli eletti.
Il Consiglio Comunale ha adottato la scelta “giusta”, non so quanto “utile” in termine di consenso, ma è di certo la scelta giusta, improcrastinabile e forse persino tardiva, in piena coscienza, senza condizionamenti ideologici o pregiudizi, ma con in mente un modello di città più equilibrato ed armonico. La strada che porta verso la
adozione del nuovo PRG è stata imboccata con decisione, anche se i buoi sono già scappati dal recinto e il percorso verso una riconnessione delle varie parti di una città che decresce anziché crescere per numero di abitanti, non sarà breve ed indolore.“

di Direttore11 Dic 2021 15:12