La tappa di Pozzallo per il UIL Tour

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“Se si legge il piano di azione per l’integrazione ed inclusione 2021-2027 dell’Europa, si scopre cosa dovrebbero fare i Paesi sull’integrazione dei migranti. Ben diversa è la realtà che l’Italia ed in particolare la Sicilia in tema di accoglienza, si trova ad affrontare. Un’emergenza che ormai è quotidianità. L’Italia porta d’Europa non può essere lasciata sola ad affrontare questi flussi di persone, bambini, donne, uomini, che cercano un futuro dignitoso. L’accoglienza è fondamentale ma senza integrazione si rischia di abbandonare queste persone allo sfruttamento, e a condizioni di vita disumane. Non c’è una strada alternativa, ad una assunzione di responsabilità europea”. Lo ha detto la segretaria nazionale Uil Ivana Veronese, intervenendo oggi in videoconferenza a Pozzallo per la seconda tappa siciliana di “Uil Tour 2021”. Domani appuntamento a Palermo.

In piazza delle Rimembranze nel comune ibleo, uno dei 27 appuntamenti scelti dall’organizzazione sindacale “per ridisegnare l’Italia con le persone”, s’è discusso su “I diritti, le speranze, il dialogo: dall’accoglienza all’integrazione”. Aprendo il dibattito Luisella Lionti, segretaria organizzativa della Uil Sicilia con delega all’Area Vasta Palermo-Siracusa-Ragusa-Gela, ha sottolineato “la millenaria cultura siciliana dell’accoglienza, tradita da chi mette a rischio l’esercizio effettivo delle politiche di integrazione lasciando per mesi senza stipendi le lavoratrici e i lavoratori delle cooperative sociali come la Badiagrande di Trapani”. “Ai bisogni di chi fugge dalla propria patria e cerca rifugio da noi – ha aggiunto Luisella Lionti – bisogna rispondere assicurando davvero istruzione e formazione, ma anche tempi certi per il rilascio dei permessi di soggiorno e un collocamento pubblico finalmente efficace che sia capace di incrociare domanda e offerta”. Nelle riflessioni conclusive il segretario generale della Uil Sicilia, Claudio Barone, ha dichiarato: “Chi mette contro migranti e italiani punta a demolire il sistema dei diritti e dei contratti, per speculare sulle persone. La sfida dell’integrazione coinvolge, quindi, tutti noi. Non solo in Italia. L’Europa deve decidere se aprirsi, scoprendo la propria centralità rispetto a continenti e popoli che ci guardano”. Barone ha affermato ancora: “Chiediamoci finalmente che futuro costruire. La Uil non ha scelto a caso Pozzallo per discutere di migrazioni, futuro e diritti. Questa è una città-simbolo della voglia positiva di confronto su un problema da cui dipendono le sorti di tutti noi”.

L’introduzione è stata affidata a Giovanni d’Avola, esponente della Uil di Ragusa: “I cittadini stranieri residenti nella nostra provincia – ha precisato – sono più di 31mila, con la stessa incidenza dei cittadini ragusani emigrati verso l’estero. Potremmo parlare di un equilibrio numericamente perfetto. Per niente semplici le condizioni di lavoro per gli stranieri. Persistono evidenti forme di sfruttamento, di sottosalario, con picchi davvero eclatanti difficili da controllare sia da parte del sindacato che da parte degli organi ispettivi”.

Sul palco di “Uil Tour”, nel corso del dibattito moderato dalla giornalista Francesca Cabibbo, l’impegno delle istituzioni nella gestione del fenomeno migratorio è stato evidenziato dal viceprefetto di Ragusa Ferdinando Trombadore, e da Filiberto Fracchiolla, dirigente dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Ragusa. Dal sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, una nota polemica verso la Regione “che fa la bella addormentata quando bisogna occuparsi di migranti”, mentre il segretario generale della Uila Sicilia Nino Marino ha ricordato “il diritto fondamentale al lavoro dignitoso e la difficile battaglia sindacale per la lotta allo sfruttamento di operaie e operai agricoli, stranieri e italiani, vittime di caporalato e sottosalario”.

Kheit Abdelhafid, presidente della Comunità islamica in Sicilia, ha parlato di “necessità del dialogo” e citato Andrea Camilleri per esclamare che “non bisogna mai avere paura dell’altro perché tu, rispetto all’altro, sei l’altro!”. Il responsabile Immigrazione della Caritas di Ragusa, Vincenzo La Monica, ha invece denunciato “l’assenza di servizi essenziali e lo scandalo delle residenze fittizie che offendono la dignità delle persone”.

Monsignor Antonio Staglianò, vescovo di Noto e delegato Cesi per le migrazioni, ha inviato un messaggio letto dal segretario, don Crescenzio Muscia. Applaudite, infine, le testimonianze di impegno “in prima linea” a fianco dei migranti quotidianamente assicurato dagli operatori della coop “Foco” di Chiaramonte Gulfi.

di Redazione17 Nov 2021 00:11