Ingloriosa fine dell’Alitalia. Ma lo sapevano tutti.

>

Il 15 ottobre è una data storica nel nostro paese. prima di tutto per il green pass che a me sembra una grande cosa poi perchè è il giorno in cui chiude i battenti definitivamente l’Alitalia. Non vorrei che si pensasse che sono contento per le migliaia di lavoratori a spasso o per la perdita d’immagine del nostro paese nei confronti del mondo. La verità è che ci siamo tanto spesi per tenere in vita questo carrozzone che faceva acqua da tutte le parti che alla fine il tonfo è stato davvero rumoroso e non sappiamo nemmeno come andrà a finire. Chi vi scrive l’aveva detto tante volte. Come aveva detto tantissime volte che le vicende aeroportuali di Comiso sono assolutamente sbagliate e vengono gestite con la stessa identica politica con la quale si è portata l’Alitalia a questo punto. Prendiamo per esempio la continuità territoriale assegnata all’Alitalia anche se tutti sapevano che aveva vita breve. Ci sono delle colpe gravissime che causano ritardi enormi sullo sviluppo del territorio e dell’infrastruttura aeroportuale.  Ma siccome non voglio essere accusato di nutrire astio personale, sulla questione Alitalia vi riporto un articolo di Gianni Scapellato da Comiso, pubblicato sul giornale on line Malpensa h24 con la didascalia sotto la firma di esperto aeronautico. Ecco il pezzo che  ribadisce quanto da me detto i decine di occasioni.
Alitalia muore, Ita vola. É già successo nel mondo del trasporto aereo. Grandi compagnie aeree hanno chiuso, sono scomparse. Compagnie che hanno fatto la storia dell’evoluzione del modello economico del trasporto aereo. La belga SABENA, le statunitensi TWA e PAN AM, le inglesi BEA e BOAC. Altre sono nate e hanno trasformato i rispettivi aeroporti di base in veri e propri Hub di transiti internazionali. EMIRATES, ETIHAD, QUANTAS, QATAR AIRLINES, SINGAPORE AIRLINES, CATHAY, hanno introdotto nuovi modelli di trasporto aereo economicamente efficaci. Altre si sono trasformate in meglio divenendo dei network importanti non solo per la loro nazione, ma per il sistema mondiale del trasporto aereo, come TURKISH e AEROFLOT. Altri vettori hanno sviluppato altri modelli economici efficaci di trasporto aereo, quelli che genericamente chiamiamo Low Cost. Lungi dall’essere in crisi, queste compagnie volano, investono, assumono, collegano, rispondono alla domanda di mobilità. RYANAIR, EASYJET, WIZZAIR, VOLOTEA. Altri ancora, quali NEOS e BLU PANORAMA in Italia, continuano a volare.

alitalia ita scapellato
Gianni Scapellato

Alitalia chiude. Chiude dopo un trentennio ove in un mercato realmente competitivo e finanziato solo da capitali privati non sarebbe sopravvissuta sei mesi. Alitalia è sopravvissuta in questi ultimi 30 anni solo con enormi e continui esborsi di denaro pubblico. Stime attendibili stimano all’incirca 30 miliardi di euro. Un miliardo l’anno. Denaro nostro, senza che una lira, o un euro, siano stati ritornati indietro, né come soldi, né come servizio. Lufthansa, è notizia di ieri, ha concluso l’aumento di capitale ed entro la fine del 2021 rimborserà il Fondo Tedesco di Stabilizzazione Economica (FSE) dell’ultimo miliardo di euro ricevuti in prestito, dopo che la stessa Deutsche Lufthansa AG ha già rimborsato la prima tranche di 1,5 miliardi di euro. Due miliardi e mezzo di euro ricevuti dallo stato, utilizzati allo scopo di sopravvivere, e ora restituiti.

Alitalia chiude. Non svolge alcun Servizio Pubblico. Non è sopravvissuta. E non ci ha restituito un centesimo. È sempre una perdita quando un’impresa non riesce ad essere efficace nella sua missione e abbandona il campo. Si parla di sacrifici che il personale Alitalia deve sopportare. Alcuni di essi. Quelli di terra sono i lavoratori che più di altri hanno sopportato e continuano a sopportare sacrifici. Come accade a un artigiano o a una PMI che non trova sopravvivenza nel mercato. Altri no. Piloti e Assistenti di volo in testa hanno usufruito e chiedono di continuare a usufruire di Cassa Integrazione per importi che vanno oltre le 5 o le 6 volte in più di quelli che vengono somministrati ai lavoratori di altri settori in crisi. Perché in Alitalia è sempre valsa una regola. Falsa. I piloti fanno volare gli aerei. No, i piloti non fanno volare gli aerei. I passeggeri fanno volare gli aerei. Se ci sono i passeggeri, gli aerei volano e i piloti pilotano. Se non ci sono i passeggeri, gli aerei non volano e i piloti non pilotano.

E se non ci sono i passeggeri, è perché tariffe e destinazioni non sono ritenute soddisfacenti dai noi consumatori. Che acquistiamo tariffe e destinazioni più convenienti offerte da altre compagnie. Tariffe e destinazioni non appetibili da una parte, eccessivo costo di produzione del volato dall’altra, e Alitalia chiude.

ITA apre. Non conosco il Piano Industriale, pare non lo conoscano in tanti. C’è chi ha autorevolmente scritto che questa operazione sembra mascherare una dilazione nel tempo di una chiusura definitiva e radicale. Si riduce sempre più la flotta, si riduce il personale e il numero dei voli. Altri faranno il resto, ma dopo. Altri decideranno il resto, ma dopo. Altri ci metteranno la faccia, ma dopo. La politica di oggi si salva così. Oggi Alitalia chiude. Domani ITA parte. La politica invece rimane padrona immutata. Fino alla prossima crisi, in attesa di perdere quel poco che è rimasto. Come i nostri soldi, sempre inutilmente spesi in Alitalia, per avere nulla in cambio. Alitalia chiude. ITA apre.

di Direttore14 Ott 2021 22:10