Supporto religioso ai malati

Quest’anno non è stato il solito Natale. Alcuni hanno trascorso le feste in famiglia,
altri hanno perso i loro cari e altri ancora sono stati costretti a trascorrerlo in
ospedale. Non è stato il Natale degli abbracci e delle grandi tavolate, ma del rispetto
delle regole e della vita. L’importante è avere sempre la forza di andare avanti, come sottolineato dal
direttore dell’ufficio diocesano per la Pastorale della salute di Ragusa, il sacerdote
Giorgio Occhipinti, dopo avere trascorso le giornate che anticipavano le
celebrazioni del 25 dicembre nei reparti ospedalieri, con il supporto arrivato da
medici, infermieri e operatori sanitari. “Siamo stati in Neonatologia con una santa
messa molto intima e allo stesso tempo parecchio sentita – spiega don Occhipinti –
abbiamo celebrato la messa della vigilia in Rianimazione, altro momento alquanto
particolare. E poi la messa di Natale al piano terra della Torre B dell’ospedale
Giovanni Paolo II con la partecipazione dei medici e degli operatori sanitari che si
sono affacciati dai vari piani della Torre in corrispondenza dei vari reparti”. Un supporto religioso che, per quanto solo di contorno, può davvero regalare un sorriso e una speranza a tutti coloro che non hanno avuto la possibilità di godersi il Natale (seppur anomalo) tra l’affetto dei propri cari. L’auspicio è che questa iniziativa contribuisca a fare in modo  che si trovi la forza di reagire e (laddove possibile) di cominciare con più forza ed entusiasmo (un’utopia per quasi tutto l’arco del 2020) il nuovo anno alle porte.

di Stefano Ferrera26 Dic 2020 13:12