Lotta al gioco d’azzardo a Ragusa

“La situazione del gioco d’azzardo rappresenta nella città di Ragusa una vera e
propria emergenza sociale. Un’emergenza che rischia di sfociare in conseguenze
gravissime per le famiglie e soprattutto per i giovani”. E’ quanto denuncia il
consigliere comunale Mario D’Asta dopo avere preso atto dei dati aggiornati
dell’Agenzia dogane monopoli che, con riferimento alla sola città di Ragusa, fa
registrare un impiego di somme pari a 124 milioni di euro nel solo 2018. “Una cifra
enorme, esorbitante – sottolinea D’Asta – pari a una media di 1.770 euro a persona.
Sono numeri devastanti che, con riferimento soprattutto alle conseguenze psicosociali
del fenomeno, devono indurci a riflessioni di carattere generale, solo in apparenza
lontane dalla realtà contingente della diffusione patologica del gioco, cosiddetto
“legale”. E’ necessario un piano concreto, in primis da parte del governo che includa
norme per il contrasto, per la prevenzione, e la riduzione del rischio della dipendenza
dal gioco d’azzardo patologico che ne vieti concretamente l’utilizzo ai minori. Difatti,
quello che preoccupa maggiormente è la crescita della ludopatia tra i giovanissimi”. Il
consigliere D’Asta, inoltre, ritiene che anche il Comune possa fare qualcosa di
concreto. “Giro questa mia preoccupazione all’amministrazione comunale – continua
D’Asta – che sollecito a trovare delle risposte sul fronte educativo e informativo, di
concerto con l’Asp. Tra l’altro, nel luglio scorso, era stato votato, in Consiglio
comunale, un mio ordine del giorno che impegnava l’amministrazione comunale ad
adottare una moratoria per limitare in maniera vigorosa il gioco d’azzardo sul
territorio cittadino. Che fine ha fatto l’ordinanza che il sindaco avrebbe dovuto
emanare, proprio in seguito all’odg in questione, per vietare l’apertura di sale da
gioco, sia di quelle tradizionali che di video lottery terminal, localizzati anche oltre
cinquecento metri da istituti scolastici di ogni ordine e grado, luoghi di culto, centri di
aggregazione sociale, centri giovanili e ricreativi e sportivi frequentati principalmente
da giovani, strutture culturale e istituti bancari? Perché non è stato ancora adottato
alcun provvedimento in questo senso? Rischiamo di bruciare in maniera devastante
una intera generazione se non si interviene nella maniera più efficace possibile.
Abbiamo bisogno di risposte e di iniziative con ricadute di un certo tipo. Intanto il Comune di Ragusa ha l’obbligo di dare una stretta all’incontrollata crescita
dell’offerta di gioco in denaro che contribuisce ad alimentare l’incremento
esponenziale delle ludopatie. Poi, e questa è una proposta, penso all’organizzazione
di stage educativi, di corsi di formazione nelle scuole, di meeting periodici nei
quartieri. Insomma, tutto quello che può servire per fare veicolare il messaggio della
gravità di un fenomeno, quello della ludopatia appunto, che può ingenerare tensioni
familiari e sociali di una pesantezza inaudita. Abbiamo bisogno di avviare una
ulteriore riflessione su questo argomento anche in seno al Consiglio comunale. Me ne
farò portavoce con l’auspicio di trovare sponda in tutti i gruppi consiliari. Il dato
registrato è eccezionalmente allarmante. E ci vorrà una risposta eccezionale per
cercare di frenare questo disastro sociale di portata immane”.

di Redazione23 Set 2019 21:09