Pozzallo. La Susino fa chiarezza sulle primarie

Di primarie, simboli e rese dei conti nel PD cittadino, in questi giorni, s’è fatto un gran parlare. Interpretazioni fantasiose incluse, elaborate al solo scopo di confondere iscritti ed elettori pozzallesi.
E siccome, come spesso accade nei piccoli borghi come il nostro, la realtà supera di gran lunga la fantasia, mi sembra doveroso fare un po’ di chiarezza.
Nella narrazione giornalistica del calderone elettorale per le prossime amministrative di Pozzallo, la sottoscritta viene tirata in causa come una degli “otto” candidati alle prossime amministrative di Pozzallo, come se il discorso “primarie” fosse chiuso ed archiviato. Ma non lo è affatto.
Partiamo da una certezza: invocare le primarie per la scelta del candidato sindaco, non è un capriccio, ma l’applicazione di una fondamentale previsione statutaria. Un passaggio dal quale non si può prescindere, salvo che non ci sia il più ampio e condiviso consenso attorno ad un progetto, discusso e maturato in assemblea. Ipotesi che, allo stato attuale, è da escludere. Su questo, Statuto alla mano, non vi possono essere dubbi o incertezze. Evocare “tecnicismi”, come fa il segretario, che poco hanno a che fare con i problemi dei pozzallesi, è solo l’ennesimo tentativo di spostare l’attenzione su altro e di negare a tesserati e simpatizzanti il diritto di essere parte determinante nella scelta di un progetto vincente per la città, piuttosto che subirlo.
Francamente, questo mi sembra un rischio che a pochi mesi alla data delle elezioni, il Partito Democratico di Pozzallo, non possa permettersi di correre. Vittoria e Scicli, d’altronde, su questo, fanno scuola.
Da sempre, questa è la mia posizione e quella dei tesserati e simpatizzanti che sostengono un progetto politico che passerà per la candidatura alle primarie del PD. Quanto al simbolo, ad una sua possibile contesa, come si legge in un recente articolo giornalistico, è bene chiarire che, in quanto strettamente collegato alle primarie, questo non può essere in alcun modo in discussione. Le regole sono chiare, chi vince fa la squadra, chi perde non va via col pallone, ma da una mano a chi ha vinto. Oggi si parla di primarie e chi si candida alle primarie del PD, si candida con il simbolo del PD. Ogni altra ipotesi giornalistica di avveniristici epiloghi è frutto di pura fantasia. Se proprio si vuole parlare di partito, per quel che mi riguarda, mi si richieda una intervista ufficiale e sarò ben lieta di rispondere, anche se non credo che questo possa interessare ai cittadini.

di Redazione31 Gen 2017 11:01