Migranti, in 300 a Pozzallo. Tra loro il cadavere di una donna. Scafista incastrato da un selfie

C’era anche il cadavere di una giovane donna a bordo della nave Hos Hestia di Save the Children che ha sbarcato a Pozzallo i circa 300 migranti di varie nazionalità che aveva in precedenza soccorso.
Con la donna, una trentenne che si ritiene originaria del Mali, c’erano anche i suoi due figli di 6 e di 9 anni, che sono già stati affidati a una comunità.
Nonostante la tragica esperienza vissuta, i bambini sembrerebbero essere in buone condizioni di salute. A bordo della nave anche una donna incinta, ricoverata per controlli, e circa cinquanta persone affette da scabbia.

Fermato dalla polizia uno scafista inchiodato dal selfie di un altro migrante

Intanto è stato arrestato lo scafista che avrebbe condotto un imbarcazione soccorsa dalla motovedetta Barletta della Guardia di Finanza al largo di Lampedusa i cui passeggeri sono stati trasferiti ieri mattina a Pozzallo.
Si tratta di un tunisino, Msarra Ben Ammar, 39 anni, che è stato inchiodato dall’immagine scattata con uno smartphone da uno dei 32 passeggeri a bordo che inizialmente non avevano collaborato con gli investigatori.
Quando gli investigatori hanno trovato nello smartphone di un giovane migrante il selfie con l’immagine del tunisino al timone anche gli altri testimoni che erano accanto a lui non hanno potuto fare altro che ammettere l’evidenza.
Lo scafista è stato fermato con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e accompagnato nel carcere di Ragusa.
Durante i controlli sull’identità tutti gli sbarcati, gli agenti hanno anche accertato che un altro tunisino, Chebani Hedi, era stato arrestato a Bolzano per spaccio di stupefacenti nel 2007 e doveva scontare una condanna a sette mesi di reclusione. Anche lui è stato condotto in carcere per scontare la pena residua.

di Redazione06 Nov 2016 17:11