Il resoconto del convegno organizzato dal Lab. 2.0 su “Legalità e trasparenza negli appalti pubblici”

Una Sala Avis stracolma di autorità, politici, rappresentanti di categoria e di gente comune è stata la perfetta cornice al convegno, organizzato dal Laboratorio politico culturale 2.0, dal titolo la “Legalità e la trasparenza negli appalti pubblici. Verso la semplificazione amministrativa”.

Poco più di tre ore di interventi, su un tema fondamentale e sempre di attualità come quello della legalità e della corruzione nell’Amministrazione pubblica, ha tenuto inchiodato, alle proprie sedie, un pubblico attentissimo. “Abbiamo invitato – ha dichiarato Claudio Castilletti, presidente del Lab. 2.0, salutando i relatori e gli ospiti – le massime autorità del territorio per parlare di corruzione e legalità. La corruzione negli appalti pubblici rappresenta un fronte particolarmente importante in questa sfida e rende necessario l’adozione di misure legislative ancora più coraggiose. Per raggiungere questi risultati, occorre una maggior collaborazione tra istituzioni ed imprese, specie in tema di prevenzione degli illeciti, anche con il contributo delle parti sociali, ed occorre che le imprese affermino l’esigenza di promuovere al proprio interno una governance aziendale che faccia della legalità un presupposto imprescindibile, solo così si può contribuire ad un percorso di rigenerazione del Paese”.
Organizzato in concomitanza della Giornata nazionale della legalità e a pochi giorni dall’approvazione del decreto anticorruzione, il convegno è stata l’occasione per affrontare il tema della legalità e quindi della corruzione sotto l’aspetto politico, giuridico, giudiziale, economico ed imprenditoriale. Perché la corruzione inficia, condiziona e determina, qualsiasi aspetto della vita democratica, ricadendo a cascata, sulla vita dei singoli cittadini.

“E’ essenziale capire cosa sia la legalità e la trasparenza nell’Amministrazione pubblica – dichiara Sonia Migliore, salutando gli ospiti e aprendo i lavori dell’assemblea – perché il concetto di legalità ha ricadute e si ripercuote su tutto. Di contro, è un fatto ormai acclarato, l’assenza di legalità nella Pubblica Amministrazione ha conseguenze nefaste sul sistema politico, economico e sociale. L’abuso del diritto, di cui siamo troppo spesso testimoni, una burocrazia bizantinesca, sono tra le cause prime della corruzione, il cui primo effetto è quello di sottrarre drammaticamente risorse economiche alla società, ai cittadini. L’ultimo rapporto della Guardia di Finanza sulla corruzione in Italia è spaventoso. Un dato su tutti, un appalto su tre è irregolare e ciò è emblematico della società in cui viviamo, della gravità di questo fenomeno. Ciò che mi rammarica è che la nostra città non è immune da questo fenomeno. Le 130 proroghe, le varie inchieste avviate dalla magistratura, ma ancora, le gare d’appalto vinte anche con ribassi del 100%, le condanne dell’Autorità nazionale anticorruzione o la sentenza del Tar, che ha sospeso la gara sui servizi idrici a causa dell’utilizzo del cottimo fiduciario, in aperta violazione delle norme comunitarie, delineano emblematicamente una situazione, nella nostra Ragusa, per nulla rassicurante”.

Particolarmente appassionato ed interessante l’intervento dell’on. Nello Musumeci, presidente della Commissione regionale antimafia. “Il politico, e di conseguenza la politica, oggi è ostaggio di una burocrazia e quindi dei burocrati, che sono il vero anello di congiunzione tra il malaffare e le amministrazioni pubbliche. Senza voler generalizzare – prosegue l’onorevole – non possiamo sottovalutare il ruolo ed il peso dei dirigenti, che, a differenza dei politici, sono inamovibili. È quasi da manuale il caso di Scicli, sciolto per mafia, dove a far da capro espiatorio è stata solo la classe politica. Il politico è l’anello debole di questa catena, per questo è essenziale che la politica si riappropri di una sua dignità, del suo ruolo. Uno degli effetti devastanti della malamministrazione e della corruzione è quello di allontanare il cittadino dalla politica e più il cittadino si allontana dalla politica, più la corruzione ha campo libero e questo è un lusso che non possiamo permetterci. Siamo ben lontani – continua l’onorevole – dall’esser prossimi a sconfiggere la corruzione nella nostra società, anche se sono stati fatti passi da gigante, per esempio l’approvazione del decreto anticorruzione. Il politico, da un lato, ed il cittadino, dall’altro, il quale non può abiurare dalle sue responsabilità, stanno combattendo la medesima battaglia. La politica ha il dovere di prendere il toro (la burocrazia, ndr.) per le corna, ma lo può fare solo se ha al suo fianco il cittadino, il quale decide le sorti del suo Paese con il suo voto e questo non può essere né dimenticato né sottovalutato”.

“Mafia e corruzione sono le due facce della stessa medaglia – dichiara il giornalista Paolo Borrometi, prendendo in prestito le parole di don Lugi Ciotti, fondatore di Libera – la corruzione è una piaga devastante per la nostra società. Il primo effetto della corruzione è quello di drenare denaro pubblico, con le conseguenze che tutti noi possiamo constatare quotidianamente sulla nostra pelle. La battaglia per la legalità è una battaglia che riguarda tutti noi e per questo è un bene che ci siano manifestazioni di questo tipo, l’attenzione su questi temi non può e non deve calare. Ringrazio perciò il Laboratorio per aver organizzato questo convegno, che a buon diritto fa del Laboratorio 2.0 un faro nella nostra provincia”.

Ignazio Baglieri, segretario gen. Libero Consorzio di Comuni di Ragusa, ha concentrato il suo intervento sull’importanza della trasparenza nella pubblica amministrazione, perché più gli atti di un’amministrazione sono trasparenti più si crea un terreno sfavorevole per l’illecito. “Tutti – dichiara Baglieri – devono esser in grado di vigilare e controllare sugli appalti e sulle gare, dal comune cittadino alle imprese. Ecco perché tutto deve essere on line e facilmente consultabile, oggi troppo spesso il cittadino si trova dinnanzi ad una mole di carte e documenti difficilmente decifrabili. La trasparenza – conclude – porta ad un controllo diffuso”.

“Non si può scindere la devastante crisi economica, che stiamo vivendo, da certi fenomeni corruttivi – così Sebastiano Caggia, presidente dell’Ance –. Va rivisto l’intero sistema degli appalti pubblici. Non è ammissibile infatti che ci siano gare vinte con ribassi del 60 o del 70%, lì si annida la corruzione, perché nessuna impresa può ragionare secondo criteri antieconomici. Un ribasso normale è quello che si aggira intorno al 20%, adesso quando questa soglia viene abbondantemente superata possiamo esser certi che vi sono strani accordi tra amministratori compiacenti ed imprese”. Caggia, infine, punta il dito contro strumenti quali il cottimo fiduciario o l’offerta economicamente più vantaggiosa. “Queste tipologie di gara, furono concepite per particolari tipi di appalti – spiega – adesso però sono divenute la norma negli appalto pubblici, ciò o va a detrimento della qualità del progetto, e quindi del lavoro, o è solo un escamotage per la ditta, che in tal modo arricchisce il suo curriculum affinché possa acquisire determinati requisiti indispensabili per partecipare ad altri appalti”.

“Tutti hanno salutato positivamente l’approvazione del decreto anticorruzione, mi spiace dirlo ma non sono di questa opinione – dichiara in chiusura l’avv. Dario Riccioli, componente dell’Ufficio di Presidenza della Camera Penale di Catania – per un fatto molto semplice: questo decreto è costruito su un vizio di forma. Una legge di questo tipo dovrebbe tutelare il mercato e le imprese e non la Pubblica Amministrazione, come si faceva nelle società stataliste. Noi viviamo in una società liberale. Il decreto anticorruzione appena approvato, invece, da un lato inasprisce le pene, ed ormai sappiamo che la pena non è un deterrente, dall’altro lato, riduce la pena stessa sino a 2/3, qualora il corrotto si dovesse pentire, quindi si sancisce per legge una sostanziale impunità dell’imprenditore, del funzionario pubblico o del politico. Andrebbe ribaltato l’intero impianto, partendo da un assunto fondamentale: la vittima non l’istituzione, ma l’imprenditore onesto, il mercato”.

Il dibattito seguito agli interventi dei relatori è stato impreziosito dalle dichiarazioni dell’onorevole Giorgio Assenza, del sindaco Ammatuna , del colonnello Cavalli della Guardia di Finanza, del presidente delle PMI dott. Roberto Biscotto e dal contributo della poetessa, Giovanella Spina Barbagallo, in onore del gen. Dalla Chiesa. Particolarmente toccante è stato il lungo applauso che la platea, tutta in piedi, ha dedicato a Govanni Falcone.

I relatori On Musumeci, Paolo Borrometi, Avv. Dario Riccioli, il Dr. Ignazio Baglieri, Il Presidente Sebastiano Caggia,

S.E il Prefetto, il Questore, il Comandante Provinciale dei Carabinieri, il Colonnello della Guardia di Finanza, i Direttori della Coldiretti e di Confagricoltura, il vice Presidente della Camera di Commercio, i rappresentanti dell’ASP Presidente della CNA , Confindustria, Confcooperative, La Città Solidale e SolCoop, il Presidente dell’ENS e UIC, il Direttore dello IACP, Ordine dei Commercialisti, Ordine degli Avvocati, Ordine degli Ingegneri e Architetti, l’ ex Sindaco di S.Croce Camerina, Lucio Schembari, l’ ex vice Sindaco di Giarratana, i territori di Comiso, Ispica e Monterosso, la Presidente dell’Associazione Moika, FI DA PA, Ideaintegrata, la poetessa Giovannella Spina Barbagallo (per il Suo contributo)
il Direttore e il Presidente dell’ANCE, le Segreterie Provinciali e Comunali della Cgil, Cisl, Uil e Ugl, il Presidente provinciale Antiraket, il Presidente dell’Associazione Confronto Enzo Cavallo, l’ENPA, il Lungobaffo e OIPA, Sindaco e vice Sindaco di Pozzallo, il vice Sindaco di Acate, l’Amministrazione di Vittoria, gli Onorevoli Assenza, Antoci e Mauro, il vice Presidente Nazionale PMI, i consiglieri comunali Cavallino, La Rosa, Chiavola e D’Asta, i Rappresentanti delle Cooperative presenti
I cittadini, funzionari e dirigenti della ex Provincia e Comune di Ragusa
Il Presidente Castilletti, il vicepresidente Livio Tumino, il consigliere comunale Manuela Nicita, il Direttivo del Lab. 2.0, il Gruppo giovanile e l’ Assemblea del Laboratorio 2.0.

di Redazione23 Mag 2015 16:05