Avola (Cgil): “Subito le assunzioni delle categorie protette nei settori pubblici e privati”

La drammatica situazione occupazionale dell’ex provincia di Ragusa si colora di un “giallo” che passa inosservato ma che va subito scoperto.
Parlo della quasi totale mancata applicazione nella pubblica amministrazione Iblea della legge 68/99 che prevede assunzioni nominative e numeriche di disabili, figli di caduti per lavoro e vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, di profughi.
Un totale di ben 93 posti scoperti che riguardano l’Asp di Ragusa, l’Agenzia delle Entrate, il Tribunale e alcuni Comuni tra cui il comune capoluogo.
Inoltre, pur non essendo quantificati, altre decine di posti scoperti ci sono nelle aziende private in palese violazione dell’art.7 della Legge 68.
Certamente la copertura di detti posti non risolve il problema strutturale della nostra disoccupazione, ma allevia il dramma della disabilità cronica inoccupata e di chi è stato privato della genitorialità per causa di servizio o altre concause esterne.
Ma come è possibile che una norma che ha come finalità l’inserimento e l’integrazione lavorativa dei disabili e degli orfani di coloro che siano deceduti per cause specifiche, sia sostanzialmente disattesa?
I cittadini si sentono rispondere che il contenimento della spesa nella pubblica amministrazione è la vera causa. Tutto ciò è falso in quanto riguarda soltanto i Comuni in situazione di dissesto e pre-dissesto ma non gli altri enti e gli uffici ministeriali territoriali.
ADDIRITTURA ALL’ASP (AZIENDA SANITARIA PROVINCIALE), DOVE SONO SCOPERTI BEN 70 POSTI DEL TOTALE, TUTTO LE LIMITAZIONI DELLA SPENDING REVIEW SONO STATE SUPERATE DA UNA CIRCOLARE DELL’ASSESSORE ALLA SANITA’ BORSELLINO CHE FA INVECE OBBLIGO ALLE ASP DI PROCEDERE ALLA COPERTURA DEI POSTI. OGGI PIÙ DI IERI VISTO CHE SONO STATE DEFINITE LE PIANTE ORGANICHE DI TUTTE LE ASP DELLA SICILIA.
Dunque i motivi della mancata assunzione negli enti territoriali, Asp e Comuni, vanno ricercati altrove. Vanno individuati nei tentacoli della politica, nei poteri esterni ed interni agli Enti che non riescono a trovare la quadra nella spartizione dei posti delle persone rientranti tra le categorie protette.
Un mercato di promesse permanente ed inconcludente sulla pelle di poveri disgraziati che attendono un posto di lavoro.
Bisogna voltare pagina e sottrarre il riconoscimento dei diritti alla discrezionalità dei potentati di turno.
La Direzione Territoriale del Lavoro ( ex ufficio provinciale del lavoro ) convochi una Conferenza di Servizi con gli Enti Territoriali e la parte datoriale (per le aziende private) per individuare criteri certi, trasparenti e snelli e procedere alle relative assunzioni. Dopo questo passaggio si può procedere alla stipula della convenzione tra DTL e la parte datoriale pubblica e privata, come prevede l’art. 12 della L. 68.
Solo così potrà essere garantita celerità e trasparenza nelle assunzioni e svelare il “giallo”.

di Redazione19 Mag 2015 15:05