Basket f: Passalacqua, l’aquila NON è atterrata

E’ un fatto: l’aquila non è atterrata. Anzi: ripeto, non solo non è atterrata ma vola di nuovo alto, da ieri sera almeno quanto Schio. Con buona pace di chi aveva capito tutto, di chi sapeva.., degli addetti ai lavori (un mare), dei gufetti travestiti da laureato in basket femminile e, naturalmente, di quanti proprio non si fanno neppure sfiorare dalla possibilità di uno scudetto per una squadra al di sotto della linea Gotica. E’ un fatto, piaccia o non: come è un fatto che la Passalacqua abbia giocato meglio, costringendo le campionesse alla sconfitta interna e al primo stop dell’anno con Yacoubou in campo, ingabbiata a meraviglia dagli schemi predisposti da coach Molino, anche se Ashley Walker (lo abbiamo notato tutti in un’inquadratura delle spalle dal basso) è la metà esatta della mastodontica francese. I coraggiosi, pochi ma “vivissimi”, al seguito hanno vissuto di nuovo la magica serata dello scorso anno, resa forse ancora più indimenticabile dal -32 di gara uno che spandeva sale a cascata sulla ferita sconfitta e sembrava non autorizzare grandi speranze. Invece è cambiato tutto, al punto che ora toccherà a Schio tentare di “rimediare” nelle due gare di fila al PalaMinardi. Il che, mettiamocelo bene in testa, significa una cosa sola: per mercoledì sera la parola d’ordine (evitiamo “vincere” che sappiamo com’è andata a finire) è PalaMinardi20,30=bolgia, girone dantesco ecc.ecc.. Bene, ma la gara successiva ?. Ci penseremo a tempo debito. Intanto adottiamo la politica dei piccoli passi e proviamo a mettere sotto pressione quelle che hanno lo scudetto (più la Coppa Italia) sulla maglia, costringendole al “vinci o muori” dell’anno scorso: poi vedremo. Coach e ragazze sanno benissimo qual’è il loro compito: quanto al pubblico, atteso naturalmente in quantità “over booked”, sa che deve prepararsi a quaranta minuti quaranta di tifo al massimo. Civile, corretto, come nel nostro stile e nelle nostre tradizioni, ma assordante, implacabile, stordente e senza fermate (come il treno che va dritto a casa di “Generale”). Dovrà sembrare (meglio dovrà rivelarsi) un’inespugnabile “muretto a secco” (versione nostrana della diga) biancoverde. Fatto da tanti “noi”, ognuno moralmente impegnato nel dare il suo contributo all’onda sonora, alla passione divenuta tangibile: caldo supporto per il cuore delle nostre; insopportabile, sfiancante “temperatura a rischio” per Schio. Proviamoci, tutti. Tabellino: Ivezic 5, Gorini 7, Cinili 6, Mauriello, Galbiati 2, Walker 11, Gonzalez 10, Nadalin 6, Valerio, Pierson 18. Allenatore Molino.

di Lina Giarratana27 Apr 2015 16:04