E’ stata un successo la VI edizione di Ragusani nel Fondo

Come ogni anno la partecipazione cittadina alla manifestazione “Ragusani nel Fondo” – giunta ormai alla sua sesta edizione, non ha fatto mancare calore, interesse e coinvolgimento.
La serata, presentata da Mara Gelmini, si è aperta con l’annunciata tavola rotonda sull’immigrazione.
Grazie all’intervento dei tre relatori, Nello Lo Monaco – capo del servizio di Ragusa del dipartimento regionale Protezione Civile- , Alfonso Di Stefano – Rete Antirazzista Catania – e Vincenzo La Monica responsabile della Caritas regionale per i migranti, il pubblico ha potuto assistere ad una vera e propria opera di contro-informazione.
I relatori infatti, non solo hanno sfatato “alcuni miti” legati agli immigrati ma hanno fatto chiarezza anche sulla disinformazione portata avanti quotidianamente dai nostri politici locali e nazionali.
Il dibattito è stato moderato da Michele Mililli che nella sua introduzione ha voluto lanciare alcuni spunti per la discussione: l’ipocrisia degli stati capitalisti(tra cui l’Italia) che da un lato creano le condizioni,tramite la guerra e lo sfruttamento delle risorse, affinché enormi masse di uomini scappino dalla loro terre per cercare una vita migliore, dall’altro una volta che i migranti giungono sulle nostre coste vengono additati come i responsabili di tutte le nefandezze possibili (portatori di malattie, ladri del lavoro dei cittadini italiani, ecc…). Una guerra tra poveri, immigrati, disoccupati e lavoratori italiani.
Nello Lo Monaco, che ha spiegato come la Protezione Civile gestisce uno sbarco di immigrati, ha tenuto a precisare che “nessuno dei volontari della Protezione Civile percepisce un euro per il loro impegno, così come è da sfatare l’altra assurda diceria che i migranti percepiscano soldi dallo Stato. I soldi che vengono spesi per l’accoglienza dei migranti – ha aggiunto Lo Monaco – vanno tutti alle Cooperative che si occupano di accoglienza creando così una ricaduta economica non indifferente sul nostro territorio”.
Alfonso Di Stefano, affrontando la questione degli sbarchi a Catania, si è soffermato sul Centro d’accoglienza di Mineo, il più grande d’Europa dove i migranti rimangono rinchiusi sino anche due anni in attesa di ricevere lo status di rifugiato.
Vincenzo La Monica ha posto l’accento invece sul problema delle guerre in medio oriente e soprattutto sulle condizioni in cui vivono i migranti stabilitisi nelle nostre zone, in particolare nelle nostre campagne: “Le condizioni di vita sono intollerabili ha spiegato LaMonica – i migranti vengono sfruttati nelle serre per pochi euro. Le donne,molto spesso,vengono costrette a subire le violenze dei “padroncini”,prova ne è l’alto numero di interruzioni volontarie di gravidanza, un dato altissimo che non ha paragoni in tutta la provincia”.
I premiati di questa sesta edizione:
Premio a Letizia Giarratana – gestore della Bottega equo e solidale di Ragusa – che ha chiuso i battenti: “Una Bottega che ha dato la possibilità ai ragusani di acquistare merce proveniente da tutto il mondo con una caratteristica fondamentale: i prodotti venduti seguivano un rigido protocollo di controllo per garantire che ai produttori(piccoli artigiani di tutto il mondo)fosse garantito il rispetto di tutte le norme sul lavoro, garantendo così non venissero sfruttati”.
Premio al “Comitato Randello Libera” che nel suo intervento ha rimarcato le responsabilità politiche e anche l’inconsistenza dell’amministrazione Piccitto.
Premio all’artista Salvatore Modica che parlando della sua storia personale piena di errori che lo hanno costretto a conoscere il flagello della droga e poi la “diseducazione” delle nostre carceri ha spiegato come l’arte possa far rinascere un uomo e reinserirlo socialmente. Per questo si è detto disponibile ad accogliere tutti i ragazzi che vogliono iniziare questo percorso di rinascita nel suo laboratorio.
Un premio ai compagni del Comitato No Muos ragusano denunciati per la loro attività politica.
Infine un video-denuncia sulla pessima condizione su cui vertono le strade di Ragusa, un tempo città dell’asfalto e oggi ridotta “con le strade spirtusiate”. Ha ritirato il premio Elio Sortino, noto ciclista del territorio, che a nome di tutti i ragusani ha voluto rimarcare lo stato disastroso delle nostre strade.
A conclusione della serata si sono esibiti gli “Ameriglio”, gruppo folk che ha presentato il loro nuovo cd con canzoni popolari che raccontano della nostra terra, degli ultimi,dei contadini e delle loro dura vita.

di Redazione15 Set 2014 12:09