Presentato il Manifesto del Turismo Ibleo

soprintendenza 021Si è concluso domenica mattina con una degustazione di prodotti tipici, offerto dall’Istituto alberghiero Grimaldi, l’evento organizzato dalla Soprintendenza di Ragusa dedicato al turismo integrato, alla rete dei Beni Culturali e alle valenze artigianali e enogastronomiche del territorio ibleo.

Dopo il convegno svoltosi, venerdì, all’aeroporto di Comiso che ha affrontato il tema delle infrastrutture e dei collegamenti, le “giornate” di studi sono proseguite nella Sala Borse della Camera di Commercio di Ragusa dove si è discusso di promozione e ospitalità, infine, a Modica, nel ristrutturato Auditorium Pietro Floridia, per parlare di eccellenze e di programmazione.

Le “giornate di studi internazionali” sono anche servite a fotografare, grazie ad interventi di esperti e professionisti vari, l’attuale contesto nel quale si muovono gli operatori del settore turistico e culturale, evidenziandone pregi e difetti ma confermando l’enorme potenzialità che il territorio ibleo riesce ad esprimere.

C’è tanto da fare, questo è vero, ma l’intera classe imprenditoriale sembra disposta ad impegnarsi in una sfida che necessita di linee guida e di precise direttive comuni.

Serve anche un raccordo con le istituzioni che non riescono ad esprimere una governance credibile anche quando vengono individuati, con apposite leggi  e regolamenti, i soggetti più idonei a svolgere i vari ruoli.

Al termine dei lavori, facendo tesoro  dei numerosi  e qualificati interventi,  è stato stilato e ufficialmente presentato il primo “Manifesto del Turismo Ibleo”.

Si tratta di un documento programmatico in cui, i futuri sottoscrittori, si impegnano a produrre il massimo sforzo per identificare forme e dispositivi di  un costante  raccordo partecipativo nel promuovere le diverse politiche per lo sviluppo turistico.

La Soprintendenza di Ragusa auspica che questo evento non esaurisca il suo corso ma possa essere  motivo di altre riflessioni ed azioni concordate.

Ecco, in allegato,  il testo integrale del Manifesto del Turismo Ibleo.

Il territorio del Distretto Turistico degli Iblei si configura, nel contesto della realtà regionale, come un’entità omogenea ed integrata, sia sotto il profilo morfologico che storico – culturale – economico, caratterizzata da una dotazione naturale estremamente variegata e da condizioni ottimali per la qualità del vivere della propria comunità, che può essere estesa anche a

fruitori esterni nel rispetto delle identità locali.
Un territorio ancora integro sotto il profilo ambientale e urbanistico, naturalmente vocato al turismo, che risulta ancora oggi sotto dimensionato rispetto alle effettive potenzialità dei suoi attrattori naturali, artistici, culturali ed enogastronomici.
Una qualità ed una quantità rilevantissima di singoli elementi di peculiarità territoriale, custodite “gelosamente” dalle piccole comunità e tramandate di generazione in generazione che fanno parte indissolubile della cultura del territorio degli Iblei, e che possono, nel contesto di una dimensione distrettuale essere aggregate e rese immediatamente evidenti, fruibili,comunicabili, ma soprattutto “spendibili” nel mercato turistico sotto forma di offerta integrata.
Un patrimonio che appartiene all’umanità ed alle future generazioni che potranno giudicare la capacità del nostro tempo nell’opera di tutela, di gestione e di piena valorizzazione.

Il Turismo può e deve essere riconosciuto come principale opportunità di sviluppo dell’economia del territorio degli IBLEI.
I promotori e sottoscrittori di questo Manifesto intendono pertanto avviare un processo di rinnovamento tempestivo e appassionato, stimolando e orientando il territorio verso la creazione e lo sviluppo di una offerta turistica integrata, nel solco del Piano di Sviluppo Turistico degli Iblei, e identificando i seguenti cardini come i principi guida di una politica locale per lo sviluppo turistico entro cui veicolare il proprio e rispettivo impegno:
 Il Turismo è una Risorsa Straordinaria: il PIL Turistico Europeo rappresenta  il 10% del PIL complessivo e genera il 12% dell’occupazione: questi valori per effetto dei flussi turistici mondiali possono raddoppiare.

I sottoscrittori del manifesto si impegnano, per le rispettive competenze, a produrre il massimo sforzo possibile per raggiungere, anche nel nostro territorio, questi risultati che possono generare sviluppo, ricchezza e occupazione per le future generazioni;
Il Turismo è Cultura: nella più ampia accezione del termine, il binomio Turismo – Cultura, sintetizza e integra i concetti di umanità, pace, relazioni internazionali, sviluppo sostenibile, scambi, luoghi, ambiente, conoscenza, cibo, arti, tecniche,
scienza, ricerca, design, architettura, sport, comunicazione, finanza, web, shopping, stile di vita e tanto
altro ancora. Il futuro del Turismo è nella cultura, nella società digitale, nella sostenibilità, nell’accessibilità, nei giovani, nelle donne, nella possibilità di produrre dati e informazioni in grado di modificare visibilità, reputazione e immagine di
destinazioni, imprese, luoghi e persone. I sottoscrittori del manifesto intendono produrre il massimo sforzo per ricomporre e valorizzare in un contesto integrato di dimensione  distrettuale ogni singola iniziativa culturale che possa contribuire ad
affermare e a  qualificare nei confronti dei turisti l’immagine di destinazione degli IBLEI.
 Il Turismo è Ricchezza: l’impresa turistica, nelle sue molteplici forme, è  lo strumento a disposizione della collettività e delle persone per generare e distribuire ricchezza proveniente dal Turismo. L’impresa turistica è resa più solida da un
contesto che conosce  e condivide valori, scopi e attività del turismo, e da scelte qualificate di cultura di impresa, ricerca, innovazione e formazione continua del capitale umano. I sottoscrittori del manifesto si impegnano a produrre il massimo sforzo per favorire e sostenere la nascita ed il potenziamento di attività produttive nel settore turistico e nell’indotto e a valorizzare il ruolo del capitale umano nei processi di sviluppo dell’economia turistica.
Il Turismo è Economia Integrata: Il Turismo del XXI secolo è un’economia integrata  che tramite cultura, glamour, ospitalità, servizi, sostenibilità, ascolto e collaborazione  promuove conoscenza e relazioni tra società, cultura ed economia dei luoghi
di  destinazione. La leva che induce milioni e milioni di persone provenienti da aree sempre più ampie del pianeta è la ricerca di Bellezza e di Serenità. L’economia integrata del Turismo è penalizzata da norme anacronistiche e da governance miopi e a
compartimenti stagni che tendono a separare cultura e pratica del turismo da altre competenze.

I sottoscrittori del Manifesto si impegnano a produrre il massimo sforzo per trovare, ponendo al centro la qualità della vita dei residenti e dei potenziali  fruitori turistici, una sintesi omogenea ed integrata alle politiche di sviluppo del territorio degli Iblei.
 Il Turismo è Collaborazione Partecipata: E’ interesse generale dell’intera collettività conoscere, condividere e partecipare il turismo del XXI secolo: sostenere l’ innovazione  turistica significa dare futuro a persone e luoghi e alimentare la crescita
civile e sociale. Le policy di governo del turismo dovranno essere ispirate e misurate sulla base di questi valori e finalità. Efficacia e autorevolezza di queste scelte dipenderanno da capacità e intensità di ascolto e continuità di partecipazione di turisti, cittadini, imprese, istituzioni e di tutte le persone che ogni giorno “fanno” turismo.

I sottoscrittori del Manifesto si impegnano a produrre il massimo sforzo per identificare forme e dispositivi di un costante raccordo partecipativo nel promuovere politiche per lo sviluppo turistico. Per la realizzazione dei percorsi turistici integrati con i Beni Culturali: devono poter partecipare più soggetti affinché il patrimonio culturale e le eccellenze del territorio ragusano e della Sicilia meridionale vengano messi in rete e fatte fruire ad un pubblico quanto più ampio, che deve poter sostare nei luoghi. In tal modo si potrà sostituire il fenomeno del turismo “mordi e fuggi” con quello di un turismo più stabile che porti risorse sul territorio. Quest’ultimo porterà stimoli ed impulsi allo sviluppo socioeconomico con ricadute occupazionali.

di Direttore17 Nov 2013 18:11

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