AIL: convegno ad Acate “Regala una speranza di vita”

ailacateAffollato convegno  al Castello dei Principi Biscari di Acate,  organizzato dalla sezione provinciale AIL di Ragusa e dall’Avis Comunale di Acate col supporto del Comune.  Come voleva lo  slogan “Regala una speranza di vita”,  l’incontro è stato finalizzato alla maggior conoscenza, anche in un’ottica di promozione, della donazione del midollo osseo e della sua fondamentale importanza nella cura delle leucemie, ripercorrendo il grande cammino fatto in provincia grazie al lavoro congiunto dell’Ail di Ragusa, che ha istituito al riguardo borse di studio fin dal 2008, e l’Avis Comunale di Ragusa, che ha messo a disposizione struttura e parco donatori. Dopo un breve saluto del sindaco Caruso, i lavori sono stati aperti da Myriam Battaglia, delegata Ail per Acate,  che ha ricordato la sua dolorosa esperienza personale, seguita dall’intervento della presidente provinciale Ail Cettina Migliorisi, che ha evidenziato i risultati ottenuti nei sette anni dalla costituzione della sezione provinciale, evidenziando le importanti ricadute sul territorio in forma di sostanziali supporti, ai malati ed alle loro famiglie (sportello, accompagnamento e biglietti per i centri di cura, trasfusioni domiciliari, ecc.).   La dott. Ornella Manenti, ematologo Simt, ha poi spiegato con chiarezza come si sia arrivati alla cura delle leucemie attraverso il trapianto del midollo osseo ed i vari passaggi che, nel tempo, hanno portato all’attuale sistema di donazione, ormai quasi  una normale donazione di sangue, esaltandone lo straordinario valore come dono  salva vita per il paziente e l’assenza di rischi per il donatore. In chiusura il dott. Giovanni Garozzo, direttore sanitario Avis provinciale, dopo “i numeri”  (le percentuali e la quantità di donatori potenziali in provincia, possibilità di essere chiamati a donare, il record ragusano di tre donazioni effettuate, ecc.) ha ribadito l’enorme importanza della certificazione di qualità ottenuta dal Centro Trasfusionale di Ragusa, uno dei soli quattro centri  “certificati” in Sicilia, indispensabile per garantire l’assoluta sicurezza sia per il donatore sia per il paziente chiamato a ricevere.

di Lina Giarratana26 Mag 2013 12:05