Province addio, ecco i Consorzi di Comuni

Presidente Rosario CrocettaAgli enti saranno assegnate nuove competenze, come quelle su acqua e rifiuti. Gli Ato andranno in pensione. Presidenti e consigli non saranno eletti direttamente ma verranno scelti da sindaci e consiglieri comunali. E non avranno stipendio. Congelato il voto di maggio. Ecco le linee guida del ddl che stanotte dovrebbe essere varato dalla giunta dopo il vertice coi capigruppo.

PALERMO – Detto fatto. La giunta e la maggioranza accelerano sulla rivoluzione delle Province. Che non sarà solo una abolizione dell’esistente, ma piuttosto una riorganizzazione generale delle competenze degli enti locali. Che, se sarà approvata dall’Ars, porrà la Sicilia all’avanguardia sul piano nazionale. Al di là dello Stretto, infatti, la riforma del governo Monti per mandare in pensione le Province si è persa per strada con la fine anticipata della legislatura. In Sicilia la musica potrebbe essere diversa. Si è concluso dopo un paio d’ore di confronto il vertice tra Rosario Crocetta e i capigruppo di maggioranza a Palazzo d’Orleans. Il governatore ha illustrato i punti salienti del ddl di riforma che stanotte dovrebbe essere varato dalla giunta per approdare domani a Palazzo dei Normanni. Una riforma su cui c’è una condivisione di massima da parte dei partiti di maggioranza.

Le Province verranno sostituite dai liberi consorzi di Comuni previsti dallo Statuto. Che avranno funzioni e competenze diverse rispetto alle attuali Province. A partire dalla competenza su rifiuti, acque ed edilizia popolare. Un quadro nuovo che porterà alla fine dell’era degli Ato idrici e degli Ato rifiuti. “Con la riforma, proprio come il Pd ha sempre sostenuto, ci sarà un abbattimento reale dell’apparato pubblico con l’eliminazione di duplicazioni di spesa”, sottolinea il capogruppo dei democratici Baldo Gucciardi. Sarà proprio dalla fine di cda e collegi sindacali degli Ato e degli altri enti che saranno sostituiti dai consorzi che maturerà una delle voci di risparmio di spesa. Ma non solo.

Un altro risparmio sensibile arriverà dalle cariche elettive, che saltano tutte nella riforma. Per i consorzi, infatti, sono previste “elezioni di secondo livello, con organi elettivi più snelli, senza indennità”, riferisce Lino Leanza, capogruppo dell’Udc. In pratica, saranno i sindaci dei Comuni del consorzio a eleggere tra loro il presidente del consorzio. Mentre i consigli comunali eleggeranno il consiglio, che sarà comunque meno numeroso degli attuali consigli provinciali. Non ci saranno indennità, ma solo rimborsi per consiglieri e presidenti.

Inoltre, la riforma se da una parte assegnerà competenze nuove agli enti che prenderanno il posto delle Province, dall’altra potrebbe decentrare ai Comuni alcune competenze attualmente in carico alle Province, come l’edilizia scolastica.

“È emerso un discorso radicalmente innovativo, con una forte riduzione di spesa – commenta Nino Malafarina della Lista Crocetta -. Questi organismi diventeranno enti di programmazione territoriale. Siamo andati ben oltre la mera abolizione”.

Il ddl di riforma conterrà anche il congelamento delle elezioni provinciali di maggio. “E’ necessario – osserva Malafarina -, altrimenti si spenderebbero dei soldi per votare chi cesserebbe dalle funzioni al momento di approvazione della riforma”.

Soddisfatti i partiti. “Credo che sia un buon inizio”, osserva Gucciardi, che però insiste sulla necessità di procedere in tempi celeri: “Domani il tsto dovrebbe approdare in Assemblea, poi bisognerà fare speditamente, prima si approva la riforma meglio è”. Lino Leanza dell’Udc tiene a precisare che “con il testo in mano” si approfondirà la riforma “nei gruppi parlamentari già convocati per domani”. Malafarina è ottimista: “Certo, si potranno fare delle limature in Parlamento, ma la Sicilia ha l’occasione di fare qualcosa di storico mai realizzato altrove”.

(fonte Livesicilia.it)

di Redazione04 Mar 2013 20:03