Attenti a quei due. Qualità per eccellere anche nel turismo

fratellidipasqualeGrazie ad un continuo riconoscimento di eccellenze e di qualità la provincia di Ragusa sta diventando uno dei siti più rinomati d’Italia per quanto riguarda la qualità dei suoi prodotti ma anche dei suoi esercizi commerciali nel settore della ristorazione. Lo dicono tante  prestigiose guide  che, anche per il 2013, incoronano l’area iblea con una serie di importanti riconoscimenti.  Possiamo vantarci di avere alcuni dei migliori ristoranti della Sicilia che possono contare su prodotti Doc e Dop assolutamente straordinari. E non dobbiamo dimenticare il ruolo importante che i bar e le apsticcerie svolgono nella conservazione delle tradizioni dolciarie dei territori. La guida 2012  del Gambero Rosso  attribuisce ad alcune attività ragusane il massimo dei consensi.  Iniziamo dai Fratelli Dipasquale, corso Vittorio Veneto 104, Ragusa; quindi “Idillium Food Bar” di via Ugo La Malfa 21, Ragusa; “Peccati di gola” di viale Europa 114-116, Ragusa; Caffè Sicilia, viale Sicilia 12, Ragusa; “Prima classe”, via Ercolano 7, Ragusa. Ma non solo. Quest’anno anche la guida “Pasticceri & Pasticcerie”, sempre del Gambero Rosso, ha riservato grosse soddisfazioni per l’area iblea con tre menzioni: ancora per i Fratelli Dipasquale, corso Vittorio Veneto 104, Ragusa; Caffè Sicilia, viale Sicilia 12, Ragusa ed infine “Dolce e salato”,in via Risorgimento 10, Modica. In particolare, i fratelli Enzo e Ciccio Dipasquale, con il loro bar e pasticceria, sono diventati ormai i decani iblei delle guide del Gambero Rosso continuando ad ottenere menzioni da ben dodici anni. “La prima – afferma Enzo Dipasquale – nell’ormai lontano 2001. Quest’anno, la guida Bar d’Italia ci ha riservato tre chicchi e tre tazzine, quindi il massimo, mentre l’altra guida ci ha classificato con un punteggio di 83 su 100 e due torte, anche in questo caso risultati di assoluto prestigio. Ma non solo. Abbiamo ottenuto una menzione pure nella nuovissima guida, sempre del Gambero rosso, “Foodies” riservata alle specialità alimentari. La presenza sulle guide, oltre a favorire e promuovere la nostra attività, proponiamo ad esempio la crostata ragusana con ricotta e caciocavallo che è diventata uno dei punti di riferimento per chi viene a trovarci, è un modo senz’altro efficace di assicurare un connubio tra gastronomia e turismo che sta andando sempre più per la maggiore in questi ultimi anni”.  Ma a parte la soddisfazione delle associazioni di categoria dobbiamo prestare una particolare attenzione  proprio a questa ultima affermazione fatta dai fratelli Dipasquale. Turismo ed enogatsronomia vanno a braccetto a patto che si possano dare una mano a vicenda. I turisti devono prima venire dalle nostre parti e poi scoprire queste eccellenze. Non bisogna abbassare la guardia in questi momenti di sconforto generale dovuto alla crisis. Il calo delle presenze  deve far pensare a nuovi obiettivi. A Ragusa per la tassa di soggiorno sono stati incamerati poco meno di 250 mila euro, in sei mesi, da luglio a dicembre, ma  sono quelli i mesi che vantano il maggior numero di turisti. Le previsioni fatte prima dell’entrata in vigore  della tassa  parlavano di almeno 400 mila presenze nella sola Ragusa. Dunque dobbiamo decidere di investire veramente  in questo settore proprio perchè possiamo offrire quanto di meglio c’è in Sicilia e abbiamo diritto ad un rientro economico interessante.  Guai ad abbassare la guardia e farci superare da chi, vicino a noi, può solo offrire pressi bassi ma senza qualità.  La scommessa dell’aeroporto è  pronta ad essere giocata ma a pochi giorni dalla sua ipotetica apertura ci sembra che non ci siano prospettive concrete e ancora  non si sa  bene con chi  discutere o  accordarsi.

di Redazione05 Gen 2013 12:01