La corda ruppa…….

firmaimmacolataSui giornali di questa mattina,sabato 8 dicembre, si puo leggere una notizia che ci pone di fronte ad una triste realtà. Nella classifica delle città con un maggiore disagio sociale Ragusa occupa il terzo posto in Italia. Insomma Ragusa, la città grande di nuovo, il gioiello barocco della Sicilia, mostra evidenti segni di sofferenza sociale con il numero delle persone a rischio povertà che aumenta giorno per giorno. Ma è anche vero che ci dobbiamo dare da fare e ragionare un pò di più con il cuore che con la calcolatrice. Oggi stiamo assistendo al tentativo della burocrazia di rimettere in piedi i conti dello stato partendo dalle città ma di contro ci sono realtà che avrebbero biosgno anche di un po di fiducia. E  a fare da parafulmine in questa situazione c’è il commissario Rizza alla quale, in molti, ascrivono un bel po di colpe del momento. E’ infatti passata la convinzione nella mente della gente normale che, appunto, una città senza sindaco è una città senza anima. Lo scrivono sui giornali, guarda l’editoriale della Sicilia, lo dicono i responsabili delle associazioni di categoria, come ad esempio Cesare Sorbo. Durante la registrrzione del programma di Teleiblea, che andrà in onda domenica, sera  dedicato alla riapertura della via Roma, Sorbo  si lamenta della poca disponibilità dell’amministarzione nei confronti dei commercianti. Criticato l’uso della tassa di soggiorno non conforme alle idee per la quale era stata istituita e criticato il comportamento, troppo rispettoso delle regole, di alcuni alti dirigenti che hanno impedito, appunto nell’esagerato rispetto delle disposizioni comunali, di far svolgere una manifestazione natalizia a costo zero per il comune  Si sarebbe potuto ravvivare con i mercatini di natale ed altro almeno la zona di piazza san Giovanni. E poi le beghe tra il personale e così via. Alla fine come dicono i proverbi : la corda ruppa ruppa etc etc. Dunque non tutte le colpe sono del Commissario anche se sarebbe giusto ascoltate di più le istanze che vengono dalla gente. Per ci accontentiamo di affidare la citta alla Madonna sperando che in qualche modo ci ascolti. A questo proposito vi riportiamo la cronaca della cerimnia di ieri sera.  La città di Ragusa è stata affidata, ancora una volta, alla Vergine Immacolata. E’ statarinnovata, ieri pomeriggio, l’antica tradizione. Dopo la celebrazione dei Vespri, presieduti dal vescovo della diocesi di Ragusa, mons. Paolo Urso, il commissario straordinario, Margherita Rizza, ha recitato, nella chiesa di San Francesco all’Immacolata, stracolma di fedeli, l’atto di affidamento della Città alla Vergine Immacolata. “Insieme con la Città io Vi affido, o Vergine Immacolata – ha letto tra l’altro il commissario rivolgendosi alla Vergine – la nostra terra ed i nostri monti, gli interessi spirituali e temporali, il presente e l’avvenire, le nostre culle e le nostre tombe, la nostra vita e la nostra morte”.Subito dopo, il prefetto di Ragusa, Annunziato Vardé, il commissario straordinario, Giovanni Scarso, il questore di Ragusa, Giuseppe Gammino, il comandante provinciale della Guardia di Finanza, Francesco Fallica, il comandante dei carabinieri, Salvatore Gagliano, hanno apposto la loro firma sul registro delle autorità. Presente anche il deputato regionale Nello Dipasquale e i consiglieri comunali Mario Chiavola e Titì La Rosa. Durante i Vespri, il vescovo, dopo l’introduzione di padre Pietro Floridia, rettore della chiesa di San Francesco, ha sottolineato la specificità di questo rito antichissimo dell’affidamento. “E’ un momento bello – ha detto tra l’altro il vescovo – perché ci si trova accanto alla madre e quando ci si trova accanto alla madre si è sempre felici. E’ molto significativo il gesto tradizionale compiuto in questa chiesa. Il primo cittadino che affida Ragusa alla materna intercessione della Vergine. Il compito delle autorità, al giorno d’oggi, non è facile. E’ come dire all’Immacolata: “Prenditi cura di questa città”. E siamo certi che la Vergine accompagnerà la città e tutti i suoi abitanti. E vigilerà con il suo materno sguardo anche su coloro che sono di passaggio. Perché una madre non distingue tra figlio e figlio ma ha amore per tutti i figli”. “Siamo chiamati – ha poi aggiunto mons. Urso – ad essere immacolati, immagine splendente del volto di Dio. Contemplare l’Immacolata vuol dire contemplare l’amore di Dio. Guardare la Vergine significa guardare questo amore del Padre. Tutti siamo figli di Dio. E chiediamo che la Madre ci accompagni, ci guidi, ci consoli”. Nel pomeriggio di oggi, alle 18, si terrà la funzione religiosa che sarà seguita dalla processione del simulacro dell’Immacolata per le strade del quartiere barocco.

di Redazione08 Dic 2012 11:12