Davvero un bel guadagno!!

ascomcamcomDopo le dimissioni di Sandro Gambuzza da presidente della Camera di Commercio di Ragusa e di altri sette componenti del consiglio camerale, in molti, oggi, stentano a capire cosa sia veramente accaduto. Gli addetti ai lavori sanno che già da tempo esistevano all’interno dell’ente camerale ibleo delle divergenze che andavano oltre alla sola vicenda della presidenza della SAC,( motivazione utilizzata per giustificare la presentazione della mozione di sfiducia) e che hanno determinato un conflitto praticamente insanabile. Il risultato che ne è scaturito è comunque di sconfitta su tutti i fronti. Infatti le  fermissime posizioni dei due schieramenti hanno  portato, alla fine, l’azzeramento totale della camera di commercio, unico ente in provincia a non essere in gravi difficoltà economiche e quindi in grado di operare per lo sviluppo. Questa mattina c’è stata una conferenza stampa presso Confcommercio con l’intento di spiegare il perchè di tanta  determinazione nelle decisione dei consiglieri di dimettersi. “Impossibile sostenere il grave gesto di rottura determinato da 12 componenti il Consiglio camerale riguardo all’operato della Giunta. Per questo motivo abbiamo rassegnato le dimissioni”. E’ quanto hanno dichiarato questa mattina i componenti del consiglio camerale che fanno riferimento a Confcommercio. Vale a dire: Angelo Chessari, già vicepresidente Camcom Ragusa, Rosario Dibennardo, Salvatore Digiacomo, Francesco Fidelio, Giuseppe Giannone, con Giuseppe Drago e Marco Tanasi. Abbiamo più volte constatato e sottolineato – è stato chiarito poi da Sergio Magro presidente Confcommercio– che l’avvelenamento del clima prima e la mozione di sfiducia adesso, muovono da una circostanza datata e documentata dalla lettera del presidente della Camera di commercio di Siracusa del 28 agosto scorso, ribadita con quella del 6 settembre, con cui prima si indicava la “linea” da seguire per poi gridare ad un presunto tradimento. Tutto ciò in nome di una millantata alleanza a due, intesa a senso unico, fra le Camere di Ragusa e Siracusa, con una implicita egemonia della seconda. La mozione è stata chiaramente rivolta alla Giunta perché i sottoscrittori, dopo averci provato, non hanno trovato i numeri per rivolgerla al presidente Sandro Gambuzza che è rimasto il vero obiettivo, anche di coloro che lo avevano proposto, votato e sostenuto senza alcuna critica fino allo scorso luglio”. “L’atto lo abbiamo considerato gravissimo in quanto è avvenuto “a comando”, in un clima di alta tensione ed ha ufficializzato anche, per espresse dichiarazioni rese da alcuni rappresentanti in occasione degli incontri che si sono svolti, un atteggiamento di subalternità mostrando, di fatto, di consegnare la Camera di commercio di Ragusa nelle mani di una “direzione” esterna. Tale atteggiamento è scaturito nel momento stesso in cui il presidente Sandro Gambuzza, in occasione del rinnovo del Cda della Sac, ha prima concordato e poi contribuito a farne eleggere il presidente designato dalla Camera di commercio di Ragusa. Mentre restano opinabili i motivi di ingerenza da parte della Camera di Siracusa, certamente non possono essere condivisibili le motivazioni di coloro che hanno firmato la mozione di sfiducia, motivazioni che non hanno nulla a che fare con gli interessi delle organizzazioni territoriali rappresentate, né con gli interessi del nostro territorio, né con il comune sentire dei ceti produttivi e della società civile”. Comunque tutte belle frasi ma anche in questa occasione non si è riusciti a far emergere quelle che poi sono le vere motivazioni che come dicevamo prendono spunto da tradimenti e veleni verificatisi un anno fa al momento delle elezioni dello stesso Gambuzza. Alla fine però hanno perso tutti anche coloro che hanno tessuto questa tela. Tutti a casa senza ricorsi e a Catania potranno fare quello che vogliono senza di noi. Come si dice: abbiamo fatto un bel guadagno e gli altri godono!

di Redazione11 Dic 2012 17:12