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Interrogazione parlamentare di Art. 1 sulla realizzazione dell’impianto ACIF a Scicli

Interrogazione parlamentare di Art. 1 sulla realizzazione dell’impianto ACIF a Scicli
Dicembre 20
14:462017

Il movimento Art Uno MDP di Scicli fin dalla sua nascita è impegnato nel contrasto alla realizzazione dell’impianto ACIF per il trattamento di rifiuti pericolosi in contrada Cuturi, anche attraverso la partecipazione di suoi esponenti nel Comitato Salute e Ambiente, di cui condivide le meritorie iniziative a tutela della città.
In questo contesto si inquadra l’interrogazione di tre suoi deputati nazionali, tra cui Claudio Fava, che continuerà l’azione, per altri aspetti, all’Assemblea Regionale Siciliana, ove è stato di recente eletto.
Riprendendo tematiche più volte sollevate dal Comitato Salute e Ambiente, i tre parlamentari di Art. 1 hanno chiesto al Ministero dello Sviluppo Economico di verificare la certificazione di conformità urbanistica che la ditta dovrebbe aver presentato per ottenere il finanziamento, stante il fatto che tale conformità era stata negata con ampia motivazione dall’ Ufficio Tecnico Comunale; hanno poi chiesto al Ministero dell’Interno le ragioni delle scelte – o delle non scelte – della Commissione Straordinaria, che hanno obiettivamente favorito l’approvazione in variante al PRG da parte dell’Assessorato Regionale all’Energia dell’AIA ( Autorizzazione Integrata Ambientale) del costruendo impianto per la lavorazione di 200.000 tonnellate annue di rifiuti, di cui 115.000 pericolosi, in una zona che il Comune di Scicli ha dichiarato “di particolare valenza ambientale e paesaggistica”. Si ritiene dunque che il Comune di Scicli sarà interpellato per i dovuti chiarimenti. Ci auguriamo che la risposta sia chiara e completa, senza reticenze e adeguatamente documentata. In tal modo si contribuirà da un lato a fare un po’ di luce sulle oscure vicende che ci hanno colpito; e dall’altro a sostanziare l’azione di contrasto alla realizzazione dell’impianto, che comprometterebbe lo sviluppo economico naturale del nostro territorio e della nostra gente, chiaramente indirizzati verso l’agricoltura di qualità e il turismo, come peraltro sancito dal nostro PRG. Non a caso in tutte le nostre zone agricole sono esplicitamente vietate le attività “riconducibili al D.Legs. 152/2006”, come quelle dell’impianto ACIF.
Sia chiaro: le iniziative imprenditoriali, ivi comprese – con le dovute garanzie – quelle relative al trattamento dei rifiuti, sono necessarie e utili. Ma vanno ubicate nelle aree appositamente indicate dagli strumenti urbanistici, aree di solito anche attrezzate dal punto di vista logistico e viario. Altrimenti lasceremmo a singoli privati – e ai loro particolari interessi – la decisione in merito all’uso delle nostre città e del nostro territorio.

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