Sopralluogo del sindaco nel centro storico per interventi anti-degrado

Sopralluogo del sindaco nel centro storico per interventi anti-degrado

Il Sindaco Peppe Cassì ha effettuato nei giorni scorsi un sopralluogo nella zona del centro storico di Ragusa superiore compresa tra il City, via Mario leggio e SS. Salvatore, per definire una serie di interventi finalizzati a contrastare la particolare situazione di degrado che si registra nelle suddette zone.
Nei giorni scorsi ho voluto fare personalmente un sopralluogo nella zona tra via Mario Leggio, via SS. Salvatore e il City, e oggi in Municipio ho incontrato una rappresentanza di commercianti e residenti. La situazione è chiara: è palese che ci siano degli atteggiamenti inaccettabili da parte di determinate persone, che si fanno sempre più sfacciati a ogni ora del giorno. Nel corso del sopralluogo ho voluto con me dirigenti e funzionari, affinché ogni settore del Comune si occupi tempestivamente di effettuare tutti gli interventi necessari per contrastare il degrado Sono necessari, in tal senso, il potenziamento di video sorveglianza e dell'illuminazione, la potatura delle alberature per evitare che ci siano angoli ciechi, i controlli incrociati sugli affitti in nero, il potenziamento dei controlli su abbandono rifiuti e deiezioni dei cani con il sistema di fototrappole già avviato. Risulterà inoltre importante l’ausilio delle Guardie ambientali che presto entreranno in servizio. Necessario anche un maggiore presidio da parte delle Forze dell’Ordine; a tal fine il Prefetto, sempre sensibile al tema, ha convocato un Comitato per l’ordine e la sicurezza mercoledì 23 settembre. Non possiamo permetterci che si diffonda uno scoraggiante senso di impunità. A parte il presidio e i controlli, la vivibilità della zona migliora se gli spazi si animano”.


Bapr ottiene il massimo rating dall'European Data Warehouse

Bapr ottiene il massimo rating dall'European Data Warehouse

La Banca Agricola Popolare di Ragusa ottiene il rating A1 sulla qualità dei dati del pool residenziale di crediti conferiti nell’ambito della procedura A.BA.CO. (Attivi Bancari Collateralizzati) predisposta dalla Banca d’Italia per la gestione dei prestiti stanziabili in BCE, ossia idonei al funding collateralizzato presso la Banca Centrale Europea.
Il massimo rating di data quality - attribuito dall’European Data Warehouse della Banca Centrale Europea al portafoglio dei crediti collateralizzati - certifica l’assoluta conformità del pool alle regole stabilite dall’Autorità Bancaria Europea. Oltre al pool residenziale, nel mese di settembre la Banca ha collateralizzato in A.BA.CO. un nuovo pool consumer costituito dai finanziamenti a fronte di cessioni di quinto dello stipendio.

"Siamo molto lieti che l’Autorità Bancaria Europea abbia riconosciuto la qualità dei nostri impieghi. Quest’attività si colloca tra le iniziative che abbiamo intrapreso già dallo scorso mese di giugno con la partecipazione alla SME Initiative del Fondo Europeo degli Investimenti (FEI) per sostenere concretamente il territorio in cui opera la Banca, mediante finanziamenti destinati principalmente alle Piccole e Medie Imprese, ai Professionisti ed alle famiglie” ha dichiarato il Direttore Generale Saverio Continella.
Tale strategia ha consentito alla Banca di aumentare ulteriormente il proprio buffer di liquidità, disponendo di importanti risorse da destinare ai suoi territori di elezione.


Diocesi di Ragusa - Al via le attività pastorali e di catechesi

Diocesi di Ragusa - Al via le attività pastorali e di catechesi

Le attività pastorali e di catechesi potranno riprendere nel rispetto delle indicazioni finalizzate a prevenire il diffondersi della pandemia. Lo ha disposto il vescovo, monsignor Carmelo Cuttitta, con un decreto, cofirmato dal cancelliere don Paolo La Terra, che integra anche nuove norme in merito alla reintroduzione dei cori durante le funzioni religiose e il distanziamento dei congiunti in chiesa. Ai parroci e ai sacerdoti sono state trasmesse le linee guida da seguire. A tutti è raccomandato un ulteriore contributo in termini di responsabilità e attenzione. «Questo momento così delicato di ripartenza – afferma monsignor Cuttitta – è stato tanto desiderato e atteso. Ognuno, nella sua condizione e nel suo ruolo, è chiamato ad esercitare una attenzione consapevole e una premurosa sollecitudine, nell'ottica della corresponsabilità ecclesiale, affinché le attività catechistiche e associative dei più piccoli, insieme alla bellezza delle celebrazioni, possano riprendere in modo sicuro e sereno. In questo ci assista la benevola intercessione della Santa Madre di Dio». Nella fattispecie, il decreto prevede la possibilità di riprendere la catechesi e le altre attività di gruppi, associazioni, movimenti e oratori, realizzate in locali della parrocchia o nella sua disponibilità, nel rispetto di precise indicazioni. I parroci, inoltre, dovranno far compilare e firmare i moduli della scheda di iscrizione, dell'informativa sulla privacy e sulle informazioni particolari; spiegare e sottoscrivere insieme con i genitori il patto di corresponsabilità reciproca CoVid 19; attivare incontri di formazione destinati agli operatori pastorali (catechisti, animatori, educatori) sulle norme di prevenzione e sicurezza relative all’emergenza CoVid-19. Durante le funzioni religiose e gli eventi di natura religiosa sarà inoltre possibile la reintroduzione dei cori.I componenti dovranno mantenere una distanza interpersonale laterale di almeno un metro e almeno due metri tra le eventuali file del coro e dagli altri soggetti presenti.

Infine, durante lo svolgimento delle funzioni religiose non saranno più tenuti all’obbligo del distanziamento interpersonale i componenti dello stesso nucleo familiare o conviventi/congiunti, parenti con stabile frequentazione; persone non legate da vincolo di parentela, di affinità o di coniugio, che condividono abitualmente gli stessi luoghi e/o svolgono vita sociale in comune. Rimane però invariato il numero massimo di fedeli che è possibile ammettere in relazione alla capienza della chiesa. Restano in vigore tutte le altre norme contenute nei decreti precedenti e, in particolare, quelle riguardanti la sospensione delle processioni e del conferimento del sacramento della Confermazione. «È necessario – aggiunge il vescovo nella premessa alle linee guida – adottare un atteggiamento equilibrato: è bene non sottovalutare il rischio di contagio, ma non bisogna neanche farsi paralizzare dalla paura. Adottare le necessarie misure di prevenzione consente lo svolgimento di attività educative in sicurezza». Nelle linee guida si fa, tra l’altro riferimento alla capienza massima di ogni aula e alla disposizione dei posti a sedere (tale da garantire sempre la distanza interpersonale di un metro); alle modalità di entrata e uscita (tali da evitare la formazione di assembramenti); agli accorgimenti di tipo sanitario (non potrà prendere parte agli incontri chi ha temperatura corporea superiore ai 37,5°C o altri sintomi influenzali; chi è in quarantena o in isolamento domiciliare; chi è entrato in contatto con una persona affetta da CoVid-19 nei 14 giorni precedenti); all’uso della mascherina (negli ambienti della parrocchia sarà sempre indossata); al rispetto delle norme igieniche (lavarsi o igienizzarsi spesso le mani; tossire nel gomito o su un fazzoletto; non toccarsi il viso, arieggiamento dei locali e pulizia e igienizzazione di tutte le superfici).


Pescherecci sequestrati - Conte risponde a Musumeci

Pescherecci sequestrati - Conte risponde a Musumeci

Il presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte ha inviato, al presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, una nota in merito al sequestro dei due motopescherecci di Mazara del Vallo “Antartide” e “Medinea”, avvenuto il primo settembre a 35 miglia a nord di Bengasi. Proprio nei giorni scorsi il governatore, con una lettera, aveva chiesto al premier: "Un autorevole intervento, presso le autorità libiche, affinché si pervenga a una rapida e indolore soluzione della triste vicenda, che sta creando sgomento e inquietudine nella mia Isola". Da qui la risposta del Premier Conte, che condivide pienamente l'attenzione e la preoccupazione manifestate da Musumeci : "Intendo rassicurarla in merito all'impegno del Governo, in tutte le sue articolazioni e componenti, per giungere a una rapida e positiva soluzione della vicenda. Io stesso sto seguendo il caso quotidianamente con tutta la determinazione che la situazione richiede".


COVID - Modica esclusa dall'elenco delle terapie intensive

COVID - Modica esclusa dall'elenco delle terapie intensive

Modica esclusa dall'elenco delle strutture di terapia intensiva per la lotta contro il Covid. A darne notizia, l'onorevole Nello Dipasquale che, in commissione sanità regionale, ha chiesto la modifica del piano. Si è riunita questa mattina la Commissione Sanità dell’Assemblea Regionale Siciliana. All'ordine del giorno le misure di prevenzione e contenimento dell’epidemia da Covid-19. Dall’elenco delle strutture da utilizzare in caso di emergenza, per quanto riguarda il bacino Ragusa-Siracusa, è scomparso l’Ospedale Maggiore di Modica. "Ritengo che sia un errore e penso che vada rimesso nell’elenco" ha chiosato l'on. Dipasquale. Nelle tabelle relative ai posti letto in ospedale, divisi tra terapia intensiva, sub-intensiva e degenza, per quanto riguarda la struttura di Ragusa sono previsti 14 posti di terapia intensiva, 60 degenza, ma zero in sub-intensiva. "Anche in questo caso - prosegue Dipasquale - ho segnalato che secondo me c’è un errore nella pianificazione perché sono necessari anche i posti in terapia sub-intensiva e nel caso ne dovessero servire, speriamo nessuno di questi, non si dovranno trovare soluzioni improvvisate. L’assessore Razza, presente ai lavori della Commissione, ha garantito che questi problemi verranno risolti".


Regione Siciliana - Piano Covid da 278 milioni

Regione Siciliana - Piano Covid da 278 milioni

Il governo Musumeci è pronto a sostenere l'imprenditoria siciliana per rimettere in moto l'economia dell'Isola messa a dura prova dall'emergenza Covid. Il Piano messo a punto, dopo l'approvazione della legge di stabilità regionale, prevede una prima tranche di interventi da 278 milioni di euro che provengono dal Po Fesr ed è stato presentato stamane, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Orleans, alla presenza del presidente della Regione Nello Musumeci e degli assessori alle Attività produttive Mimmo Turano, al Turismo Manlio Messina, all'Istruzione Roberto Lagalla, alle Infrastrutture Marco Falcone e all'Economia Gaetano Armao.

«C'è stato - ha sottolineato il governatore Musumeci - un proficuo lavoro di confronto e di concertazione con tutti i gruppi parlamentari dell'Ars e così è stato possibile individuare una serie di obiettivi in maniera realistica e concreta, tenendo conto delle cose possibili». Queste prime risorse a disposizione saranno ripartite tra: microimprese (con un budget totale di 125 milioni di euro), settore turistico (75 milioni di euro), scuola (38 milioni di euro), editoria (10 milioni di euro), confidi (20 milioni di euro) e servizi di trasporto (10 milioni di euro). Un sostegno concreto che dovrà arrivare al più presto a destinazione, senza alcuna perdita di tempo. Andremo avanti con altri bandi a seconda della reazione che registreremo su questi primi avvisi. Ho raccomandato che i bandi fossero più snelli possibili, si tratta di un intervento emergenziale, perché le disponibilità finanziarie devono arrivare subito alle imprese, che sono in condizioni cianotiche. Il piano è stato frutto di un processo di confronto, di concertazione con tutti i gruppi parlamentari della coalizione di governo e opposizione. Ci siamo incontrati, abbiamo comunicato i nostri obiettivi, dal Parlamento sono arrivate le proposte integrative e la legge di stabilità 2020 è stata varata col proposito prioritario di dare sostegno agli operatori economici. In questi mesi ci sono state inevitabili polemiche sui ritardi, ma davvero siamo serenamente convinti di non avere perso un solo giorno per potere arrivare ad oggi in tempi ragionevolmente brevi. Abbiamo dovuto aspettare il 13 luglio, per sapere se il nostro bilancio fosse stato impugnato o meno dal Consiglio dei ministri,e da allora abbiamo lavorato assieme alla burocrazia per raggiungere questo primo risultato».

Al via, dunque, i bandi che permetteranno di ottenere i contributi e per quanto riguarda le imprese, come ha spiegato l'assessore Turano, si procederà con un click day, attraverso una piattaforma informatica dedicata (https://siciliapei.regione.sicilia.it).

Per il settore turistico, come ha chiarito l'assessore Messina, saranno a disposizione 640 mila voucher validi fino al 2023 e si punterà ad acquisire servizi in tutta la filiera in base ai codici Ateco. Due le fasi previste: nella prima si potranno acquistare i servizi che, in un secondo momento, saranno inseriti all'interno di una piattaforma multimediale alla quale avranno accesso solo operatori siciliani. Sono previsti pernottamenti di almeno tre giorni, ma anche sconti sui biglietti aerei.

L'assessore Lagalla ha annunciato che il governo, al di là di queste prime risorse, è impegnato a destinare alla scuola complessivamente 120 milioni di euro a riprova di una rilevante sensibilità verso questo settore. A beneficiare del sostegno, ha spiegato l'assessore Falcone saranno anche i tassisti, i titolari di noleggio con conducente, ma anche i proprietari di veicoli a trazione animale che hanno subìto perdite durante il periodo del lockdown e nei mesi successivi. Nel corso dell'incontro con i giornalisti, l'assessore Armao ha annunciato che nel corso della riunione di giunta svoltasi ieri sera è stata inoltre approvata una misura da 70 milioni di euro destinata a professionisti e partite iva siciliane, risorse già disponibili e gli incentivi saranno gestiti attraverso una piattaforma informatica dedicata.


Sicilia: 77 casi nelle ultime 24 ore, 4 a Ragusa

Sicilia: 77 casi nelle ultime 24 ore, 4 a Ragusa

Martedì 15 settembre, in Sicilia si registra un leggero aumento dei contagi. Dopo i 65 casi di ieri e i 61 del giorno prima, l'ultimo bollettino del ministero della Salute riporta 77 casi nelle ultime 24 ore. Rispetto ai giorni precedenti è quasi raddoppiato il numero dei tamponi effettuati. Sono 4.327 contro i 2.158 di lunedì 14 settembre, i tamponi processati nelle ultime 24 ore a fronte dei 2.726 del giorno precedente. I nuovi 77 casi diagnosticati in Sicilia portano il totale degli attuali positivi nell'Isola a 1.919 (ieri erano 1.842 ), di cui 1.761 in isolamento domiciliare, 141 ricoverati in ospedale con sintomi (+116 rispetto a ieri) e 17 gravi ricoverati in Terapia intensiva (1 in più di ieri). I casi totali di coronavirus dall'inizio della pandemia sono invece 5.383, le guarigioni sono 3.172 (come lunedì 14), mentre i decessi restano fermi a 292 (come lunedì 14). La Regione siciliana ha comunicato al ministero della Salute che dei 77 nuovi casi positivi di oggi, martedì 15, 2 sono migranti ospiti presso l'hotspot di Lampedusa. Per quanto riguarda la distribuzione geografica dei casi, continuano a destare preoccupazione i focolai di Palermo, dove si registrano 37 nuovi contagi. Si contano inoltre 20 casi di positività a Catania, 8 ad Agrigento, 4 a Trapani, 4 a Ragusa, 2 a Messina, 2 a Enna, zero a Caltanissetta e Siracusa.

Palazzo Tumino - Il sindaco Cassì fa luce sulla questione

Palazzo Tumino - Il sindaco Cassì fa luce sulla questione

Il sindaco Peppe Cassì replica alle polemiche sollevate circa l'utilizzo di Palazzo Tumino: “La polemica che da Modica sta muovendo contro Ragusa, paradossalmente animata da qualche consigliere comunale ragusano d’opposizione, mi dà l’occasione di tornare sulla questione di Palazzo Tumino, gigantesco immobile alle spalle di Viale Tenente Lena mai utilizzato ma in buono stato, a cui da anni i ragusani chiedono di dare una destinazione e che la nostra Amministrazione vuole inserire nel piano strutturale di rilancio del centro storico. Lo scorso luglio il Comune di Ragusa ha pubblicato sul proprio sito l’avviso tramite il quale l’Ente ricerca soggetti privati con cui stipulare un accordo di partenariato pubblico privato (PPP), disposti cioè ad acquisire e completare l’immobile facendosi carico per intero del costo necessario, per poi vedere remunerato il proprio investimento in parte con un canone annuo pagato dal Comune, ed in parte con la gestione diretta di alcuni servizi (custodia, pulizia, manutenzioni, eccetera) legati all’uso della struttura. Nella stima complessiva dell’operazione occorre tener conto del valore della attuale
sede del Tribunale, che è previsto vada attribuito in permuta: il valore stimato di palazzo Tumino va quindi decurtato di quello dell’immobile di via Natalelli. La cittadella giudiziaria che si insedierebbe nello stabile occuperebbe poco più della metà dell’enorme palazzo, restando la rimanente parte fruibile per altre attività e servizi: potrà trasferirvi la propria sede il comando provinciale della Guardia di Finanza (liberando la attuale sede che potrà essere utilizzata per altre finalità pubbliche), potranno trovare spazio ristoranti, bar, tabacchi, una banca, un ufficio
postale, uffici privati, negozi. Attività i cui canoni di locazione confluirebbero nel canone annuo da versare al privato coinvolto nell’operazione, di fatto azzerandolo (o fortemente mitigandolo).
Raggruppare in un’unica sede tutti gli uffici giudiziari che al momento sono dislocati in varie zone della città è certamente funzionale all’obiettivo di razionalizzare e ottimizzare le attività e ridurre i costi complessivi. Succede così in tutti i moderni Uffici Giudiziari.

Chi in modo campanilistico anima la polemica, vede nel nostro progetto la fine delle speranze di riportare il Tribunale a Modica. Ma la nostra prospettiva, a cui lavoriamo fin dal primo giorno di insediamento, è più ampia: quell’enorme immobile può essere sede del Tribunale e contemporaneamente di tante altre cose, diventando attrattore di molte funzioni che nel corso degli anni sono state tolte al nostro centro
storico, svuotandolo. Chi fa polemica a buon mercato trascura completamente le ripercussioni che l’operazione potrà avere sulla comunità ragusana. Recuperare ad una fruizione pubblica un immobile di circa 30.000 mq. al centro della città, ricadente in un’area che sarà interessata nei prossimi anni da interventi strutturali di grande impatto,
quali la riqualificazione di piazza del popolo (lavori già consegnati per 600mila euro), della stazione centrale (progetto da circa 12 milioni di RFI già al vaglio del provveditorato per le Opere Pubbliche, nel contesto dei lavori di realizzazione della metropolitana leggera), dell’ex scalo merci (già acquisito dal Comune per la cui trasformazione è stato affidato un incarico di progettazione), ha una valenza in sé che va ben oltre l’intenzione di allocarvi la cittadella giudiziaria dei comuni iblei. Si
tratta in sostanza di una operazione che si inserisce in un contesto più ampio di riqualificazione funzionale e rigenerazione di una vasta area, che potrà avere ripercussioni benefiche sull’intero centro storico.
I messaggi che si sta tentando di diffondere, che ci sarebbero ingenti risparmi per la collettività se si tornasse ad utilizzare la sede dell’ex tribunale di Modica, e che l’operazione Palazzo Tumino ci esporrebbe a pesanti aggravi economici, sono sbagliati e fuorvianti, dato che la comunità ne ricaverebbe viceversa grandi vantaggi, economici e sociali.
Ho letto in questi giorni dichiarazioni inquietanti secondo cui ci sarebbe “una regia istituzionale dietro le quinte che sta dirigendo le operazioni dettando i tempi” e addirittura che “nel silenzio più assordante si trama”. Ora, non ho mai taciuto sin dal mio insediamento quale fosse l’intenzione dell’Amministrazione a proposito di Palazzo Tumino, ed il recente avviso pubblico è lì a dimostrarlo. Qualcuno ha detto che chi cerca di spiegarsi ogni evento rilevante della vita pubblica dicendo che c’è un'entità misteriosa che tira le fila, si sente scaltro e in grado di capire come stanno
davvero le cose, ma in realtà si sottrae al dovere di comprendere. Le teorie complottiste in genere esentano dal pensare, offrono a buon mercato spiegazioni allettanti che liberano dall’onere di guardare tutte le sfaccettature e al tempo stesso danno la gratificante sensazione di essere parte di un ristretto nucleo di persone che hanno “davvero capito”. Spiegano tutto proprio perché non spiegano nulla e sono impermeabili agli argomenti contrari e alle confutazioni. Sono decenni che i ragusani guardano questo immobile, cercano di intuirne le potenzialità, chiedono che si definisca una strategia: siamo al lavoro per realizzare questo obiettivo”.


Al via il corso per ispettori ambientali. Data e info

Al via il corso per ispettori ambientali. Data e info

Il Comando della Polizia Municipale rende noto che sono state definite le date di inizio del corso di formazione di Ispettore volontario Ambientale. Si precisa che il calendario delle lezioni, che si terranno presso il Centro direzionale comunale della zona artigianale, è stato organizzato nel rispetto delle disposizioni previste in materia di Covid, suddividendo tutti i partecipanti in due gruppi. Le lezioni del primo gruppo, riservate agli iscritti il cui cognome va dalla lettera A alla lettera L, inizieranno il 28 settembre alle ore 15, mentre per il secondo gruppo, dalla Lettera M alla lettera Z, le lezioni prenderanno il via il 29 settembre, sempre alle ore 15. Sei gli incontri in programma, al termine dei quali i partecipanti saranno chiamati a sostenere un esame finale.  Relatori, saranno gli ufficiali del Corpo di P.M. Rosalba Lucenti, Tina Amarù e Massimo Bertone. Previsto anche un intervento introduttivo dell’assessore alla Polizia Municipale Ciccio Barone.


Allagamenti a Ragusa - La controreplica del Pd: "Vogliamo i fatti"

Allagamenti a Ragusa - La controreplica del Pd: "Vogliamo i fatti"

I consiglieri comunali del Pd Ragusa Mario Chiavola e Mario D’Asta, dopo avere preso atto della posizione diffusa dall'amministrazione comunale sui progetti in cantiere per bloccare il fenomeno degli allagamenti in città, hanno diramato una nota di controreplica alle parole dell'assessore Giuffrida: "Tutto questo è assurdo. Ci vengono a raccontare la favoletta che una volta c’erano le foreste e che, adesso, sono sorte le città. Purtroppo indietro non si torna e servono soluzioni concrete e tangibili. L'amministrazione non può dire che soltanto da qualche mese si è messa a lavorare in questo senso, perché è da oltre due anni che il sindaco e la sua squadra sono impegnati a governare la città, quindi ci troviamo quasi a metà mandato e ancora non si registra una soluzione effettiva. Le chiacchiere non servono a nulla. Anzi, stanno a zero. L'auspicio è che si mettano a lavorare per arrivare a risultati concreti che tutta la cittadinanza attende. Bello fantasticare con le parole, ma ora è tempo di fatti".