La Giornata Europea dei mari 

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a tutela dei mari rappresenta una delle grandi sfide ambientali del nostro tempo. Oceani e mari svolgono infatti un ruolo fondamentale per il clima, la biodiversità e la produzione di ossigeno, oltre a sostenere economia, turismo e attività produttive. La Giornata europea dei mari nasce proprio con l’obiettivo di sensibilizzare cittadini e istituzioni sull’importanza di proteggere questo patrimonio naturale. Un’occasione per riflettere sui rischi legati all’inquinamento, ai cambiamenti climatici e alla diffusione delle specie invasive, promuovendo comportamenti più sostenibili e responsabili. Nell’ultimo numero di Interris.it, è riportata un’intervista al professor Alberto Felici, docente dell’Università di Camerino e direttore del master Marac che ha dichiarato:

“La tutela del mare riveste una grande importanza perché il mare rappresenta non solo una risorsa fondamentale per la produzione di ossigeno, ma anche un elemento essenziale per l’equilibrio del pianeta. Si stima che una parte significativa dell’ossigeno che respiriamo provenga proprio dai mari e dagli oceani. Inoltre, la Terra è ricoperta in gran parte da acqua e molte popolazioni vivono in prossimità delle coste, beneficiando direttamente dei servizi ecosistemici offerti dal mare. Il mare influisce sulla salute, sul clima, sull’ambiente e sulla qualità della vita delle persone. Tutelarlo significa proteggere anche gli ecosistemi fluviali e, più in generale, l’equilibrio ambientale globale. È quindi una responsabilità che dobbiamo assumerci non solo per il rispetto della natura, ma anche perché siamo noi i primi a beneficiare di un mare sano sotto numerosi aspetti”.

Viemne affrontato anche il tema delle specie aliene che sono sempre più diffuse e difficilmente contrastabili.

“Le specie aliene sono organismi che vivono originariamente in altre aree del pianeta e che si spostano in territori dove prima non erano presenti. Questo fenomeno è sempre esistito in natura, ma oggi è fortemente accelerato dall’intervento umano e dal cambiamento climatico. L’aumento delle temperature marine favorisce infatti l’insediamento di specie provenienti da acque più calde. A ciò si aggiungono fattori legati alle attività umane, come il traffico marittimo, le acque di zavorra delle navi, l’apertura di canali artificiali o il rilascio in mare di specie provenienti dagli acquari domestici. È il caso, ad esempio, del granchio blu o del pesce scorpione. Il problema si aggrava quando, le specie aliene, diventano invasive..  Infatti  il problema principale non è la semplice presenza di una specie aliena, ma il momento in cui questa diventa invasiva. Una specie invasiva si riproduce rapidamente, si diffonde in tempi molto brevi e altera gli equilibri degli ecosistemi locali, arrivando spesso a prevalere sulle specie autoctone. Per contrastare questo fenomeno è necessario ridurre la presenza delle specie invasive attraverso attività di pesca selettiva e interventi di prelievo mirato. In molti casi si tratta anche di specie commestibili, che possono quindi essere utilizzate e valorizzate in ambito culinario”. Quale messaggio si potrebbe lanciare in questa occasione in questa giornata:  “Il messaggio è quello di impegnarsi tutti nella tutela di questa grande risorsa blu che abbiamo davanti. Il mare non deve essere considerato soltanto un luogo di vacanza o uno spazio ricreativo, ma un patrimonio prezioso da rispettare e proteggere. Dobbiamo imparare a guardarlo con occhi diversi, comprendendo tutti i benefici che ci offre quotidianamente. Per questo è importante conoscerlo meglio, studiarlo di più e sviluppare una maggiore consapevolezza ambientale. Solo attraverso il rispetto e la tutela del mare potremo garantire un futuro sostenibile alle prossime generazioni”.

di Redazione20 Mag 2026 23:05
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