MA CHE BEL CASTELLO

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Non abbiamo avuto il piacere di ricevere via mail il comunicato stampa, almeno credo si trattasse di questo, emesso dalla cordata Civita/Logos impegnata a fare da partner al comune di Ragusa per la gestione del Castello di Donnafugata. Un altro segnale di trasparenza! Non si mandano notizie a chi si permette di criticare. Comunque ho avuto modo di leggere su altri siti quanto da loro dichiarato. Mostrano sorpresa, ad esempio, per la tempistica: solo 3/4 giorni dicono loro, tra la firma del funzionario sulla delibera di stop alle trattative e la pubblicazione all’albo pretorio senza un ulteriore confronto o altro. Chi vi scrive non sa cosa possa essere successo ma sembra scontato che dei funzionari comunali, di lungo corso, si siano trovati di fronte a problematiche insormontabili soprattutto essendo a conoscenza di quanto si era impegnato il sindaco. Torno un attimo sulla tempistica e sulla trasparenza senza preoccuparmi di chi siano le società e quanto valgano nel settore. Si lamentano, dicevamo dei pochi giorni trascorsi tra delibera dirigenziale e la immediata pubblicazione. Non dovrebbero parlarne proprio. Pensate che a luglio scorso, del 2024, il funzionario incaricato aveva fatto una delibera nella quale dichiarava letta e valutata la proposta di partenariato addirittura 3 giorni prima che arrivasse al protocollo del comune. Più veloce della luce quindi! In seguito a questa approvazione sospetta veniva pubblicato un bando che chiedeva ad altre eventuali pretendenti di proporre un progetto migliore. Tutto nel giro di un mese, in piena estate, entro i primi di settembre. Impossibile naturalmente perchè si sa che in quel periodo c’è poca attenzione e poi, per studiare qualcosa di valido sul Castello, che fosse concorrenziale all’altro già presentato, ci vuole tempo, disponibilità del Comune, esperti, assessori, responsabili del bene, dirigenti compresi, come si evince dalle relazioni presenti agli atti. Era certamente un escamotage per far passare tutto sotto silenzio e poi, una bella mattina, il sindaco ci avrebbe detto che, essendoci una sola proposta di partenariato l’aveva scelta, “ob torto collo”, e il castello passava ai privati. E sono state proprio queste le motivazioni che hanno suscitato le proteste dei ragusani ( qualcuno invece era d’accordo come ci ha tenuto a scrivere un lettore) compreso la Provincia ed anche il Prefetto che ha convocato il sindaco “pregandolo” di allungare i termini del bando. Certo dopo 18 mesi di lavori, di commissioni, di indagini di mercato, sembra strano che la vicenda sia andata a finire così. Leggendo le lunghe relazioni dei funzionari comunali, puntualissime nelle descrizioni dei passaggi compiuti, le loro precise richieste, non soddisfatte, penso che sia difficile rimettere in piedi il progetto neanche per vie legali. Ma è pur vero che il Castello ha bisogno di interventi precisi e dispendiosi ma non basta mettere del personale in più. Occorre cambiare del tutto il metodo della gestione e delle visite investendo anche in multimedialità per far comprendere meglio i personaggi e il loro periodo storico. Lo si fa in tantissimi castelli dove, con la realtà aumentata, si da vita ai personaggi che raccontano le loro vicende rivolgendosi direttamente ai visitatori Da noi, invece, molta gente fa la fila, paga, entra, fa un giro veloce nelle stanze, va nel parco, sale sulla terrazza ed esce senza riuscire a cogliere la vera essenza del palazzo. Nessuno spiega chi fosse il barone e neanche in quale contesto è vissuto. Eppure Donnafugata, non per niente è inserita tra le “case della memoria” ha tanto da raccontare di quel periodo tra le due Ragusa, l’unità d’Italia, la politica e il quieto vivere in campagna.
Ribadisco infine la mia idea relativa al “Mudeco” che considero fuori contesto non per il periodo storico ma per la mancanza, negli abiti esposti, di un qualunque collegamento con la famiglia che abitò Donnafugata. Liberando spazi vitali nel castello lo avrei spostato a Palazzo Zacco ampliando l’offerta culturale cittadina che al momento è davvero bassa. Concludo nella speranza che il comune pensi ad un grande progetto di restauro mettendo a bando la gestione con precise direttive per trasparenza e tempistica. Il progetto presentato da Civita e soci probabilmente è buono ma avranno tempo di riproporlo partecipando ad un bando vero.
di Direttore14 Dic 2025 17:12
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