Castello: nuove direttive ministeriali per il partenariato.
Dopo la vicenda del luglio scorso che ha avuto come protagonista la gestione del castello di Donnafugata in molti sapranno che il metodo del partenariato speciale pubblico-privato consentiva di superare le rigidità di alcuni strumenti che regolano il rapporto tra l’amministrazione pubblica nella gestione e lo sviluppo del patrimonio culturale.
In questa prospettiva però – si legge nella nuova circolare emanata ad agosto del 2025 il partenariato speciale viene inquadrato nell’ambito dei contratti gratuiti che non rientrano nel perimetro della disciplina dei contratti pubblici, fermo restando l’obbligo di rispettare le norme generali sul procedimento amministrativo e i principi generali del Codice dei contratti pubblici. In particolare, nell’escludere che il partenariato possa trovare applicazione in relazione ad attività estranee alla valorizzazione di beni culturali come i servizi di vigilanza, bigliettazione, pulizia e gli altri servizi strumentali (assoggettati alle procedure ordinarie previste dal Codice dei contratti pubblici) viene invece ribadito che l’applicazione del partenariato speciale possa trovare attuazione, in particolare, per i beni in disuso o sottoutilizzati, nei casi in cui il bene necessiti, per renderlo fruibile, di un progetto gestionale e culturale nel suo complesso. IL castello non era e non èp certo un bene in disuso o sottoutilizzato e la formula usata dal Comune è contestabile. A questa nuova circolare è inoltre allegato uno schema di Avviso pubblico quale punto di riferimento nella definizione ed elaborazione delle procedure. Naturalmente tale schema è lontano anni luce dal bando, contestato, emanato lo scorso anno in gran segreto dal Comune di Ragusa. Alla luce di quanto detto sopra sarebbe opportuno rivedere tutta la progettazione e l’iter tecnico politico che ha portato l’amministrazione Cassì alla decisione di affidate uno dei patrimoni più importanti del territorio ad alcuni privati. E’ anche vero che ancora la delibera non è andata neanche in consiglio e forse questa nuova circolare, permettendo a chiunque di fare un bel ricorso, potrebbe mescolare le carte ed ingarbugliarle un bel po’. Intanto arrivano lamentele sulla attuale gestione del castello che è diventato un bene ” buono per tutte le occasioni”. Spettacoli, banchetti, matrimoni, festival, picnic, feste in maschera, diciottesimi e chi più ne ha più ne metta. Da aggiungere che il viale d’entrata sembra un suk tunisino cancellando l’atmosfera che dovrebbe rievocare una traquilla casa di campagna negli iblei. Dicono, ma sono sempre le solite malelingue, anche se autorevoli personaggi me lo hanno confermato, che nei giorni scorsi c’è stata una festa, in bianco, alla quale hanno partecipato molte persone, molte ma molte in più di quelle che per sicurezza si sarebbero dovuto ospitare. Ma che problema c’è. Nelle altre città, non in Sicilia badate bene, si supera tutto mettendo dentro l’organizzazione un assessore, un esperto o un consulente, fino ad arrivare ai vertici. Ma a Ragusa no! Quindi se fosse vero che effettivamente a questa festa, fuori luogo tra altro per il contesto che offre il maniero, c’erano il doppio o il triplo delle persone autorizzate dovrebbe intervenire il sindaco a fare un po di pulizia. Purtroppo ora lui non è più un sindico civico!!!!
I

