L’ARS approva la manovra finanziaria.
La politica siciliana si conferma ancora una volta dinamica e imprevedibile. Se solo ieri , come vi abbiamo dato notizia dalle colonne di questa testata, il clima all’Assemblea Regionale Siciliana era teso, con i cosiddetti “franchi tiratori” che avevano bloccato l’approvazione di provvedimenti cruciali come il fondo per l’editoria e altre importanti norme.
Ieri però la svota, la situazione ha subito una accelerazione inattesa. L’assemblea ha infatti approvato la manovrina ter , un atto politico di grande importanza che offre risposte concrete ai problemi più urgenti dell’isola. Questo risultato, visto da molti come un successo del presidente Schifani, dimostra la sua capacità di superare le difficoltà interne e di guidare l’azione di governo, forte anche della sua esperienza di regolamenti pregressa come presidente del Senato.
L’iter è stato, infatti, tutt’altro che semplice, segnato da forti tensioni politiche e dall’uso, per la prima volta nella storia dell’aula, della cosiddetta “tagliola” (articolo 98 quinquies del regolamento).
A rompere gli indugi è stato il presidente della Regione, Renato Schifani, che ha deciso di ricorrere a questa drastica misura per superare l’ostruzionismo di opposizione e di parte della sua stessa maggioranza. La mossa, giudicata “fascista e dittatoriale” da esponenti del PD e del Movimento 5 Stelle, ha inizialmente acceso ancora di più gli animi. Tuttavia, in un secondo momento, Schifani ha adottato un approccio più conciliante, dialogando con i capigruppo di opposizione e riscrivendo alcune norme. Questo cambio di rotta ha permesso di sbloccare la situazione e di portare al voto finale provvedimenti chiave.
Manovra, importante perché come vedremo, presenta tutta una serie di aspetti che danno risposta o cercano di dare risposte a problemi seri che attanagliano la Sicilia.
La manocra finanziaria approvata è bene ricordare, cconsta di bem 339 milioni di euro. ammontare quindi di tutto rispetto.
La nuova legge di bilancio mira a rispondere a diverse emergenze e a sostenere settori strategici per l’isola:
Crisi idrica: sono stati stanziati 11 milioni per la Protezione Civile, 32 milioni per l’attivazione di dissalatori a Trapani, Gela e Porto Empedocle, e 6,2 milioni per la progettazione di interventi sulle dighe.
Enti locali: previsti 45 milioni per aiutare i Comuni a gestire i costi dello smaltimento dei rifiuti, con una premialità di 25 milioni per quelli che raggiungono una raccolta differenziata superiore al 60%. Altri fondi sono destinati a progetti di videosorveglianza (15 milioni) e all’acquisto di scuolabus (8,3 milioni).
Sanità e sociale: la manovra prevede un investimento di oltre 66 milioni per il triennio al fine di ridurre le liste d’attesa sanitarie. Il fondo per la disabilità viene incrementato di 10 milioni, mentre 3 milioni rifinanziano la legge sulla povertà.
Infrastrutture: sono stati destinati 55 milioni per la riqualificazione delle strade provinciali e 5 milioni per la manutenzione delle scuole pubbliche.
L’approvazione della manovra ha scatenato reazioni contrastanti tra le forze politiche regionali:
Forza Italia ha espresso soddisfazione, elogiando la “regia politica” del presidente Schifani per aver saputo affrontare l’ostruzionismo e dare “risposte concrete ai cittadini”.
Il Movimento 5 Stelle, pur riconoscendo alcune bocciature che hanno ridimensionato il governo, ha definito l’uso della tagliola una “pagina buia” nella storia dell’ARS, criticando le misure come insufficienti e chiedendo una verifica sui vertici della sanità.
Totò Cuffaro (DC) ha applaudito Schifani, ma ha duramente attaccato opposizioni e “franchi tiratori” della maggioranza per aver bloccato il sostegno all’editoria e altre norme cruciali, accusandoli di aver smarrito il “senso del bene comune”.
E da oggi tutti in ferie rimandando tutti i problemi politici a settembre.

