La difesa di Manenti.

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Nonostante le considerazioni positive del sindaco di Ragusa  che continua a detenere, impunemente, la delega del turismo nella città capoluogo, da tutte le parti arrivano lamentele per la forte flessione del settore. Ragusa, tra l’altro è il territorio in provincia che vanta il maggior numero di posti letto, incassa una tassa di soggiorno importante e dovrebbe mettere in campo strategie più serie con obiettivi a breve termine perchè, oggi, tutto  è abbastanza precario e si deve coglier l’attimo e non guardare al 2043.
Gianluca Manenti  entra nel dibattito soprattutto  per scrollarsi da addosso le critiche lanciate a lui come presidente regionale di ConfCommercio che ha dentro la categoria alberghiera più nutrita ma molto assente.  Manenti fa suoi i report diffusi da Istat sulla flessione del turismo in Italia nel 2025  e dice che è un fenomeno nazionale. Le prenotazioni alberghiere segnano un calo medio del 12%, dovuto a cause ben identificate, dall’inflazione, ai costi dei servizi turistici fino alle incertezze geopolitiche internazionali. Una dinamica che coinvolge anche Ragusa come molte aree del Sud, ma che va letta, dice Manenti,  all’interno di un quadro più ampio, senza scivolare in letture localistiche o semplificazioni. “In questo contesto – prosegue Manenti – il tema dell’aeroporto viene utilizzato come casus belli. La realtà, però, è ben più articolata e condizionata da dinamiche che esulano dal potere decisionale e operativo della gestione dello scalo ibleo.
E magari possiamo convenire con lui che le dinamiche sono difficili ma esaltare la gestione catanese è tutt’altra cosa.  Proprio tornando indietro al record del 2016  (oltre 459.000 passeggeri un record per un aeroporto minore nato da pochi anni) si deve ammettere che il declino è abissale non giustifcabile con il covid o altri problemi contingenti. E mentre Manenti  si sbarccia per tenersi buoni i vertici di Sac ( chissà che ne pensa Agen) sui quotidiani nazionali  ci sono articoli che condannano la governance catanese che costringe Comiso alla fame. Qualche giornale attacca pure Schifani ma  lui capisce solo di cargo che rimette in campo ogni settimana senza rendersi costo che se facesse il cargo a Trapani gli tirerebero dietro gli ortaggi e anche il vino. Poi Manenti tenta di instaurare il dialogo: La Sicilia, men che meno la provincia di Ragusa, non ha bisogno di polemiche, ma di un confronto serio e di una strategia chiara, condivisa e soprattutto di lungo termine.  Ma oggi la frittata è fatta le associazioni non fanno altro che cercare tavoli di confronto, mandare comunicati e basta. Quelli che Manenti chiama risultati concreti, come l’apertura dell’aeroporto e la ripresa della connettività aerea, non arrivano di sicuro grazie alle associazioni suddette. Poi c’è il caso Federalberghi finita, giustamente nel mirino del Comitato pro aeroporto . Manenti fa una difesa d’ufficio ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti.  Forse il suo errore maggiore è stato quello di sottovalutare la forza del web e dalle gente che non crede più alle associazioni autoreferenziali.  Se non ci sono risultati ci deve essere per forza una spiegazione e anche qualche colpevole. Per Comiso la pensano tutti allo stesso modo e le colpe sono già state stabilite.

di Direttore08 Ago 2025 14:08
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