Dubbi sulle piste ciclabili e sul ..turismo.
La questione delle piste ciclabili ha aperto un dibattito sul web. A ragione dico io, c’è qualcuno che lamenta il proliferare esagerato di questo tipo di infrastruttura che, a dire il vero, funziona solo un mese l’anno e costringe tanti utenti per tutti i 12 mesi a percorrere strade alternative, strette senza alcuna manutenzione che creano addirittura danni inimmaginabili alla archeologia del territorio( vedi post dell’architetto Giliberto) . E’ proprio il caso dell’ ultimo pezzetto della ciclabile sul lungomare Bisani inaugurato questa sera. Bella da vedersi per carità, anche con la sopraelevazione in legno e alluminio anodizzato, ma a pensarci bene per non più di 150 metri, sacrificati per la gloria del sindaco Cassi, allora in odore di rielezione e quello di Santa Croce bocciato dalla sua popolazione, abbiamo creato un budello impercorribile che va dalla piazzetta di Casuzze fino alla prima rotatoria per poi svoltare verso Marina. Mi chiedo anche se il sindaco Dimartino percorre ogni tanto quella che non è altro che una strada interpoderale, senza asfalto adeguato, piena di fossi, nella quale si riversa il traffico balneare che va da Punta Secca a Marina. Approfittiamo anche per riportare una articolo su Travel no stop autorevole quotidiano on line che si occupa di turismo.: Mentre il Presidente Schifani e la Giunta regionale, ma anche il Sindaco Cassì, parlano entusiasti di una presunta crescita del turismo il riscontro reale che abbiamo dice totalmente il contrario. Ce lo raccontano gli operatori, lo testimoniano le strutture ricettive, i ristoratori, i balneari, i piccoli imprenditori che ogni giorno, con fatica, tengono in piedi un intero comparto”. La denuncia arriva da Cristina Cianti, presidente del Raggruppamento Turismo di CNA Trapani che spiega: “la crisi è sotto gli occhi di tutti, le disdette aumentano, i soggiorni si accorciano, la presenza della clientela italiana, da sempre asse portante della stagione, si riduce sensibilmente. Di contro aumentano, soprattutto a Ibla, i turisti mordi e fuggi, che non pernottano e generano un impatto economico marginale sul territorio”. Per l’Organizzazione le criticità alla base della crisi riguardano innanzitutto la rete dei trasporti e la mobilità turistica. Dal piano voli dell’aeroporto di Trapani Birgi definito all’ultimo minuto, l’inesistenza dello scalo di Comiso, alla rete infrastrutturale al limite del collasso con strade disseminate di cantieri interminabili, interruzioni e deviazioni per non parlare di collegamenti ferroviari inesistenti e trasporto pubblico locale inadeguato e lontano dalle esigenze del turismo moderno. la CNA Trapani denuncia in merito la mancata programmazione del governo regionale, che ancora una volta si è fatto trovare impreparato, senza strategie di prevenzione né sistemi di sorveglianza adeguati e moderni. Dello stesso avviso è stato un comunicato della Cna di Ragusa che giorni fa criticava la gestione del comparto. La CNA in genere chiede dunque risposte immediate: “serve una cabina di regia regionale, che coinvolga operatori, consorzi, istituzioni locali, Camera di Commercio, enti culturali e gestori aeroportuali. Serve un piano operativo strutturato, che parta prima dell’inizio della stagione turistica. Servono strategie e soluzioni innovative per contrastare gli incendi, garantire l’approvvigionamento idrico, potenziare i collegamenti e costruire un’offerta promozionale credibile e coordinata”.
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