I dubbi sulla legislatura.
Tutta la giornata di oggi è stata incentrata sullla doamnda che riguarda le possibili dimisisoni di Schifani.
Sappiamo che In Forza Italia stanno lavorando per tentare di ricomporre la frattura che si è aperta con il governatore della Sicilia Renato Schifani dopo le dichiarazioni del commissario del partito nell’isola, Nino Minardo, sulla necessità di “una proposta politica completamente nuova” che chiuderebbe la porta all’ipotesi del bis alle regionali del 2027. Un chiarimento a tre – Tajani, Schifani, Minardo – è sul tavolo, ma non c’è ancora certezza e data. A dire il vero le dimissioni bloccherebbe la vita amministrativa dell’ARS causando la chiusura anticipata della legislatura. Nel caso di dimissioni non ci sarebbe manovra di stabilità a fine anno e la Regione andrebbe in esercizio provvisorio, con spesa compressa e problemi di non poco conto durante i mesi cruciali della campagna elettorale. La prima finestra utile per andare al voto sarebbe il 13 dicembre e fino a quella data il governo si limiterebbe all’ordinaria amministrazione.
Ma sappiamo che più dell’onore può l’interesse personale. Sul piano politico, il voto a dicembre avrebbe inoltre un effetto diretto sui deputati regionali al primo mandato, perché la soglia previdenziale dei 4 anni, 6 mesi e 1 giorno matura solo a maggio 2027. Sciogliere l’Assemblea in anticipo significherebbe quindi interrompere la legislatura prima della maturazione del requisito pensionistico per molti parlamentari. Dopo lo scontro aperto con il commissario azzurro in Sicilia Nino Minardo e la presa di posizione nel tardo pomeriggio di oggi (“valuterò le decisioni da assumere”), il governatore ha riunito i suoi nella ‘war room’ di Palazzo d’Orleans. C’è stata anche una telefonata con Tajani che sarebbe stata a tratti tesissima. Schifani avrebbe rappresentato al leader di Forza Italia il proprio disappunto per le dichiarazioni di Minardo nel merito e nel metodo. Quest’ultimo aveva parlato della necessità di aprire “una nuova fase politica” per il partito nell’Isola. “Prendo atto delle dichiarazioni dell’onorevole Minardo – ha affermato nel pomeriggio di ieri martedì 6 ottobre Schifani -. In queste ore sto valutando, con senso di responsabilità, le decisioni da assumere, che comunicherò a breve”. Un effetto anche della preoccupazione che monta tra i quadri azzurri rispetto alla vicenda giudiziaria che ha colpito Gaetano Armao. Il legale, ex capo della Cts regionale, è stato consigliere giuridico di Schifani fino allo scoppio dell’inchiesta, poi si è dimesso. Su di lui pende una richiesta d’arresto avanzata dalla procura di Palermo con l’accusa di corruzione. Le immagini di Armao con in mano il denaro di presunte mazzette, tratte dalle telecamere nascoste piazzate dagli investigatori, hanno impressionato non poco Roma che così ha deciso di accelerare sulla “svolta”.

