Lo dice Sinistra Italiana di Ragusa
La demolizione della parte più antica del vecchio mulino Curiale appare il simbolo della povertà culturale delle istituzioni e di una imprenditoria arrogante.
Da un ventennio il complesso del vecchio pastificio era classificato come esempio di archeologia industriale da poter destinare alla riqualificazione per ridare nuova vita ad una struttura produttiva particolarmente significativa per la città di Ragusa.
Dopo aver cancellato un altro pezzo di storia, con la demolizione in via Archimede della “Siciliana latte” , l’area del vecchio mulino Curiale appare destinata ad ospitare l’ennesimo anonimo enorme scatolone di cemento.
Ancora una volta alle dichiarazioni di progetti di rigenerazione urbana, si preferisce l’assuefazione alla cementificazione selvaggia.
Il partenariato pubblico-privato, in questo caso come in altri avrebbe potuto salvare e consolidare il vecchio pastificio, in una città ben amministrata e in presenza di una imprenditoria capace di coniugare affari ed etica, avrebbe potuto rappresentare l’occasione per creare un esempio, ed una sfida, per affermare le linee di tendenza della moderna urbanistica che aspira a creare un legame emotivo dell’innovazione con le tradizioni di una comunità.
Ma anche questa occasione è andata inesorabilmente sprecata.

