Posto di Polizia al Pronto Soccorso.
Dal prossimo 2 marzo sarà operativo un posto di Polizia all’interno del Pronto Soccorso del Giovanni Paolo II . Senza dubbio una neccessità motivata dai vari episodi di violenza che si sono verificati in tanti ospedali siciliani.. ” Anche se rappresenta un passo concreto verso la sicurezza degli operatori sanitari non non del tutto è sufficiente”. A dirlo è il consigliere comunale di Ragusa Bennardo: “È chiaro che quanto accade è frutto di un senso di rabbia crescente perché i cittadini si vedono ingiustamente sottratto un diritto fondamentale, quello alla salute, come conseguenza di anni di depotenziamento al sistema sanitario nazionale. Occorre però ricordare che gli operatori sanitari – che si trovano in prima linea – non decidono le code, non decidono i tagli alla sanità o al personale. Al contrario li subiscono e pertanto sono parte lesa anch’essi. Non possiamo parimenti ignorare che la richiesta di maggiore sicurezza non si esaurisce nel solo pronto soccorso”. “È fondamentale – prosegue il consigliere comunale che è anche medico – estendere l’attenzione anche ai presìdi di guardia medica e ai servizi territoriali di assistenza, dove non di rado operatori sanitari e personale di turno – spesso soli – si trovano esposti a rischi analoghi, soprattutto nelle ore notturne e nei giorni festivi in luoghi distanti. Spesso alcuni giovani colleghi, per timore, chiedono ad un familiare di accompagnarli durante il loro turno. Recarsi al posto di lavoro non dovrebbe mai costituire motivo di paura o di preoccupazione per la propria incolumità, ma rappresentare un momento di servizio svolto in condizioni di serenità e sicurezza. Per questo motivo, sarebbe opportuno promuovere un rafforzamento delle misure di sorveglianza e di protezione anche nelle sedi della guardia medica, attraverso soluzioni integrate di sicurezza che possano includere maggiore presenza coordinata delle forze dell’ordine nelle ore più critiche e potenziamento dei sistemi di videosorveglianza. Aggredire un operatore sanitario non è uno sfogo, è un fallimento dello Stato e nostro se lo giustifichiamo. La rabbia è comprensibile, la violenza no. Chi dice il contrario sta colpendo solo il bersaglio sbagliato. Il più semplice forse”.

