Allarme di Legambiente per il Tellesimo

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Legambiente Ragusa torna a denunciare la presenza di acque torbide e schiume in un corso
d’acqua affluente del Torrente Tellesimo, in contrada Bibbiola–Rampolo, nel territorio provinciale
di Ragusa. Il fenomeno, documentato anche fotograficamente da pescatori e guide naturalistiche (si
veda la foto allegata), non è episodico ma si ripete da tempo, destando forte preoccupazione per le
conseguenze ambientali, sanitarie e paesaggistiche.
«Tali criticità erano state evidenziate nello stesso comprensorio durante le prime attività di studio
per la redazione della Carta Ittica di bacino del Tellesimo – spiega Legambiente – e più
recentemente sono state già una volta denunciato alle autorità competenti da Legambiente e altre
associazioni lo scorso 12 aprile. A distanza di tempo, constatiamo con rammarico che la situazione
non solo non è stata risolta, ma continua a riproporsi».
Le verifiche effettuate hanno evidenziato la presenza di accumuli di letame a cielo aperto
nell’area. In occasione di piogge significative, le acque di dilavamento convogliano in impluvi e
torrentelli, raggiungendo infine il Tellesimo. Una pratica che configura un grave mancato rispetto
della normativa sulla gestione dei reflui zootecnici, con evidenti ricadute negative.
Secondo Legambiente, le criticità sono molteplici:
• Concorrenza sleale nei confronti delle aziende che rispettano le regole;
• Rischio concreto per la qualità delle acque sotterranee e quindi per la salute pubblica,
data la stretta connessione tra acque superficiali e falda;
• Minaccia per l’integrità ecologica della Valle del Tellesimo, riconosciuta come Zona
Speciale di Conservazione (ZSC ITA090018);
• Compromissione del paesaggio, valore costituzionale dal Piano Paesaggistico Provinciale.
«Il problema della gestione di letame e liquami – sottolinea il presidente del circolo Angelo Rinollo
– sta assumendo dimensioni sempre più rilevanti nella provincia di Ragusa, come dimostrano anche
vicende recenti legate alle sorgenti Oro e Misericordia. È evidente che finora gli interventi messi in
campo non sono stati sufficienti, né sono state prese in considerazione le precedenti denunce della
nostra e di altre associazioni».
Legambiente Ragusa ricorda di aver anche avanzato più volte proposte concrete, che vanno oltre
la sola azione repressiva: una diversa organizzazione delle aziende zootecniche, l’adozione di
sistemi di fitodepurazione, la produzione di biogas, fino a interventi di riqualificazione dei suoli.
Proposte che, ad oggi, non risultano adeguatamente recepite.
Per questo l’Associazione chiede agli enti competenti un intervento immediato, che sia allo stesso
tempo repressivo e gestionale, per affrontare il singolo episodio ma soprattutto per avviare un
cambiamento strutturale nella gestione del comparto zootecnico, a tutela dell’ambiente, della
salute dei cittadini e del patrimonio naturale del territorio ibleo.

di Redazione07 Feb 2026 18:02
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