Stato di Emergenza in Sicilia. Stanziati 100 Milioni
Il Consiglio dei Ministri ha deliberato oggi, 26 gennaio 2026, lo stato di emergenza nazionale per le regioni Sicilia, Calabria e Sardegna. Il provvedimento si è reso necessario per fronteggiare i danni catastrofici causati dal passaggio del ciclone “Harry”, che tra il 18 e il 22 gennaio ha flagellato il Sud Italia e le isole maggiori con venti di tempesta e mareggiate record.
Il Governo ha sbloccato un primo pacchetto di aiuti pari a 100 milioni di euro, attingendo dal Fondo per le emergenze nazionali. La gestione della crisi è stata affidata direttamente ai presidenti delle Regioni coinvolte: Renato Schifani (Sicilia), Roberto Occhiuto (Calabria) e Alessandra Todde (Sardegna), nominati Commissari Straordinari.
I Governatori avranno poteri di deroga alla normativa vigente (fatti salvi i principi generali dell’ordinamento e le norme penali) per accelerare le procedure di appalto, il ripristino delle infrastrutture e l’erogazione di indennizzi immediati ai privati.
Un bilancio provvisorio.
Sebbene i 100 milioni rappresentino una boccata d’ossigeno per i soccorsi urgenti, la stima reale dei danni è di gran lunga superiore:
Per la Sicilia, il presidente Schifani ha parlato di una stima vicina al miliardo e mezzo di euro. Particolarmente colpita la zona ionica, da Messina a Siracusa, con anche il litorale ibleo e Marina di Ragusa in particolare, in cui sono andate distrutte gran parte delle attività commerciali presenti sulla costa.
il Ciclone Harry è stato definito dai meteorologi come un “Medicane” (ciclone mediterraneo) di rara intensità. Le raffiche di vento hanno superato i 120 km/h, mentre le boe ondametriche hanno registrato onde di altezza significativa superiori ai 9 metri nel Mar Ionio, una misura che ha letteralmente “mangiato” chilometri di costa e distrutto stabilimenti balneari e porticcioli.
Lo stato di emergenza avrà una durata iniziale di 12 mesi. Entro i prossimi 30 giorni, i Commissari dovranno presentare al Dipartimento della Protezione Civile un piano degli interventi dettagliato. Il Governo ha già anticipato che, una volta terminata la fase di “somma urgenza”, si valuterà un ulteriore stanziamento per la ricostruzione del territorio.
Il monitoraggio passerà ora ai tavoli tecnici. regionali per la conta definitiva dei danni subiti dai privati e dalle imprese.

