Prima regione italiana per siti culturali, archeologici e artistici
Forse non tutti sanno che la Sicilia è una delle terre più ricche di patrimonio storico e culturale, con sette siti riconosciuti dall’UNESCO, 188 teatri, 139 musei e 32 parchi archeologici. Questi numeri la rendono la prima regione italiana per siti culturali, tesori, zone archeologiche e patrimoni artistici. Un primato che da un lato ci rende orgogliosi ma che dall’altro ci lascia l’amaro in bocca perche, tutti sanno, invece, che questo ben di Dio non ci porta ad essere tra le regioni più sviluppate d’Italia. lo diciamo da sempre: noi potremmo vivere con i proventi del turismo e della cultura, oltre ad una buona percentuale di agricoltura ed industria e invece, a causa del mal governo , siamo carenti nei servizi, sperperando denaro pubblico, con scuole obsolete, ospedali, mezzi di trasporto ed infrastrutture fatiscenti. Inoltre dilaga la delinquenza e alcune aree naturali, che dovrebbero essere curate con i guanti, sono ancora immerse nella sporcizia e nel degrado assoluto. E riguardo a tali patrimoni artistici-culturali dei dati impietosi arrivano dal rapporto “Sistema Cultura Sicilia” presentato da The European House Ambrosetti. La ricerca fa emergere un paradosso grave, infatti la vasta ricchezza culturale che abbiamo, non vede la partecipazione della popolazione alle attività culturali. Solo il 24% dei residenti ha visitato un sito archeologico, mentre l’80% dei giovani sotto i 35 anni non ha mai frequentato un luogo culturale.
Tant’è che secondo le statistiche, la Sicilia si posiziona all’ultimo posto negli ultimi dodici mesi per partecipazione a eventi culturali, e dall’indagine risulta che il 78% dei giovani afferma di non aver preso parte ad alcuna attività culturale nell’ultimo anno. La ricerca indica che le ragioni per questo interesse derivano principalmente dalla mancanza di tempo, una scarsa informazione, una limitata offerta di eventi accessibili e l’immersione dei giovani nel mondo dei social media di internet, che ha ampliato l’offerta delle attività appetibili con cui svagarsi. Insomma, i giovani sono disinformati, “pigri” ed interessati più al mondo virtuale. Tutto ciò porta inevitabilmente a delle conseguenze e la più eclatante è il fatto che i giovani vanno via dalla Sicilia. Un’emigrazione che sa tanto di sfiducia e rassegnazione sul fatto che le cose possano cambiare. Semplicemente proponendo politiche che migliorino le condizioni di vita della nostra isola. E per “semplicemente” intendiamo che è semplice la risposta, non che sia semplice farlo. E a questa affermazione ci arriviamo per deduzione: perché mai un giovane dovrebbe essere interessato a vedere delle attrazioni di un luogo che non ama, che quasi disdegna perché non gli dà alcuna prospettiva futura? . E se non i ragazzi siciliani non si interessano dei loro siti culturali, è perché evidentemente non sono interessati alla Sicilia. Una terra che potrebbe dargli tutto, ma che invece purtroppo gli da poco.

