Domiciliari per Cuffaro ed altri

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La notizia anche se in molti se la aspettavano ha fatto un certo scalpore. Gli arresti, anche se domiciliari, di Totò Cuffaro  fanno pensare ad un quadro accusatorio pesante, più di quanto speravano .  A venti giorni dagli interrogatori di garanzia la Gip Carmen Salustro ha assunto le sue decisioni. Oltre che per Cuffaro, gli arresti domiciliari sono stati decisi per Roberto Colletti, ex manager dell’azienda ospedaliera Villa Sofia e per Antonio Iacono. A parte gli arresti domiciliari per Cuffaro, Colletti e Iacono, di fatto il Gip ha respinto tutte le richieste della Procura che certo non può ritenersi soddisfatta e non è escluso che presenterà ricorso al Tribunale del riesame confermando la richiesta delle misure cautelari. Disposto per i tre anche un “assoluto divieto di comunicazione così da escludere qualsiasi possibilità di mantenere contatti con altri coindagati o con soggetti terzi, comunque appartenenti alla pubblica amministrazione e all’imprenditoria”. Per il braccio destro di Cuffaro, Vito Raso, ha deciso l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Per Mauro Marchese e Marco Dammone, rispettivamente rappresentante legale e funzionario della ditta Dusmann ha disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e il divieto, per un anno, di esercitare attività imprenditoriali. Per tutti gli altri indagati (Antonio Abbonato, Ferdinando Aiello, Paolo Bordonaro, Alessandro Caltagirone, Giuseppa Di Mauro, Sergio Mazzola, Paolo Emilio Russo, Giovanni Giuseppe Tomasino e Alessandro Vetro) il gip ha respinto la richiesta di domiciliari e non ha applicato alcun provvedimento cautelare. Lo stesso (cioè respinta la richiesta di arresto e nessun provvedimento cautelare) anche per gli altri due indagati eccellenti, ossia Saverio Romano, deputato nazionale e coordinatore di Noi Moderati, e Carmelo Pace, deputato regionale e capogruppo della Democrazia Cristiana all’Assemblea Regionale.

 

di Redazione03 Dic 2025 23:12
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