Sabato 22 novembre Deluca a Ragusa
Cateno De Luca dopo i suoi problemi di salute e aver subito le lusinghe della maggioranza di destra che lo hanno convinto a dilapidare un piccolo patrimonio di consensi come figura anti Schifani oggi ritorna in se e lancia il tour “Governo di Liberazione”: incontri nelle province siciliane con stampa e sostenitori. Un percorso politico guidato dall’on. Cateno De Luca, sotto l’egida di Sud chiama Nord che attraverserà tutte le province siciliane con una fitta agenda di conferenze stampa, incontri pubblici e momenti di ascolto con sostenitori, amministratori e cittadini.
Un calendario intenso, articolato tra novembre e dicembre, pensato per parlare direttamente ai siciliani e condividere un progetto politico che punta a restituire autonomia, trasparenza e sviluppo ai territori.
Le tappe del tour toccheranno Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Agrigento Messina, Palermo, Siracusa, Trapani e , Ragusa dove l’appuntamento è previsto per sabato prossimo al Mediterraneo. Il messaggio politico è chiaro «La Sicilia è arrivata a un punto di svolta: o si ha il coraggio di rompere gli schemi e liberarla dalle lobby che la tengono ostaggio imponendo un insopportabile PIZZO LEGALIZZATO oppure questa terra continuerà a essere soffocata da giochi di potere e improvvisazione. Ho ormai risolto i miei problemi di salute. A dicembre effettuerò l’ultimo test, ma tutto sembra definitivamente superato. E proprio per questo, in un momento così delicato per la Sicilia, riprendo adesso il percorso che ho dovuto interrompere quasi due anni fa, nell’aprile del 2024, a causa dei miei gravi problemi di salute .
Oggi la Sicilia vive una fase complessa, che richiede serietà, responsabilità e una visione capace di guardare lontano intervenendo immediatamente con riforme strutturali che richiedono il coinvolgimento di uomini e donne di buona volontà sdegnati dalla stucchevole guerra tra conservatori del sistema parassitario ed improvvisati savonarola ben pagati.
La Sicilia negli ultimi dieci anni è stata governata da tutto l’arco costituzionale, ma la situazione è andata sempre peggiorando perché tutti hanno preferito mangiare la mela del peccato gestendo come un bancomat i nostri destini, evitando di imbracciare l’ascia delle riforme per squarciare la cappa di rassegnazione e sudditanza che pervade buona parte dei siciliani».

