Nuove regole per la Sanità Siciliana
Ieri il centrodestra ha preso una decisione storica sul fronte delle nomine nella sanità che da adesso in poi non potranno più essere lottizzate dai partiti. Verrà istituita un’Alta Commissione composta dal Presidente della Regione, da un componente espresso dell’Agenas e uno dalla Conferenza dei rettori. Questa proporrà (tra gli idonei) una terna di candidati sulla quale poi il governo deciderà. Sarà il sistema più trasparente tra tutte le regioni. “I nuovi direttori generali non saranno scelti soltanto dalla giunta ma prima saranno selezionati da una commissione composta da tre soggetti nominati, uno dal presidente della Regione, un altro da Agenas e il terzo dalla conferenza dei rettori”. Con queste parole, ieri sera, il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ha annunciato una modifica significativa al sistema di selezione dei manager della sanità, anticipando una riforma che punta a ridurre polemiche e opacità che negli ultimi anni avevano accompagnato le nomine. Nulla di realmente nuovo, in realtà. Il modello annunciato da governatore richiama da vicino lo schema già introdotto durante il governo Musumeci con l’allora assessore alla Salute Ruggero Razza. Fu infatti in quella stagione che, applicando il decreto Lorenzin, la selezione dei direttori generali venne affidata a una commissione terza composta da un rappresentante del Consiglio Superiore di Sanità, un delegato Agenas e un docente universitario nominato dal presidente della Regione.
La differenza proposta da Schifani, e che il governo regionale sta valutando nelle sue applicazioni, è lo scorporo delle fasce, non più gruppi omogenei. Una selezione, quindi, distinta per ogni singola azienda, con la commissione chiamata a formulare terne specifiche. Un modello che restringe ulteriormente il campo, riduce, almeno sulla carta, i margini di discrezionalità politica e punta a consegnare ai governi regionali liste più mirate e meno manipolabili. Tuttavia, quel sistema, pur più ordinato, non fu immune da polemiche. La novità proposta oggi dal governatore, invece, non ha suscitato contestazioni: in Fratelli d’Italia è stata accolta con entusiasmo.

