Si può fare!

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Ho già detto che non sono un grande esperto di ferrovie ma di sicuro un appassionato ed un estimatore del tipo di trasporto. E’ vero che ci vuole più tempo ma  andare da Catania a Roma in 6 ore non è un sogno e io sarei tra i primi ad usufruire del servizio. Come per Palermo. Ti metti seduto con un buon libro o il tuo computer. Puoi telefonare, guardare un film  e andare in bagno senza patemi d’animo. Insomma  partenza alle 6 e arrivo alle 12 ,30  al centro della capitale,  non sarebbe male. E al mio intervento in Tv postato sulla pagina di Mario Papa si è aggiunto il commento di Renato Vallone,  un lettore che sembra capirne abbastanza ed essere ben informato. Lui scrive : Il governo Draghi aveva previsto una spesa di 180 mln di € a valere sui fondi PNRR per l’acquisto di n. 12 treni AV tipo Frecciarossa “corti”, quindi traghettabili. Due di questi treni sarebbero stati accoppiati, una sezione per Palermo e l’altra per Catania – Siracusa, come era un tempo il Peloritano. Il progetto prevedeva di dotare questi treni di batterie in modo che le due sezioni potessero entrare e uscire autonomamente dal traghetto. Il nuovo governo non ha ritenuto di autorizzare la spesa, ritenendola evidentemente superflua in previsione del Ponte, ma quello che lascia perplessi è che nessuno dalla Regione abbia protestato per tale cancellazione. Per quanto riguarda i tempi di traghettamento, la procedura di entrata e uscita in autonomia dal traghetto è stata già messa a punto con gli attuali Intercity diurni, che sono composti da due sezioni da PA e SR. Dall’arrivo a Messina fino alla ripartenza da Villa il tempo totale, fermate comprese, è di 1 ora e 40 minuti, e secondo una responsabile di RFI si può ridurre a 1:30. Con questi tempi e limitando al massimo le fermare intermedie, praticamente solo Napoli, è più realistico un tempo di 6 ore e 40 minuti RM -CT e 8 ore RM – PA. La domanda che sorge spontanea è perchè non si è voluto allora portare avanti questo progetto che costava appena 120 milioni e ridiceva di qualche ora il tragitto alleggerendo la pressione sull’aeroporto e abbassando anche i prezzi. Chi non ha tutta questa fretta si prende un bel treno e viaggai comodo senza preoccupazioni. Il guaio è che nessuno ne sapeva nulla e quindi è stato facile far scomparire qualunque notizia  in merito. Sono tutti ora impegnati per il ponte che continua a raccogliere pochi consensi per i costi e per la sfida tecnica che sembra davvero ambiziosa.  Io al treno ci penserei comunque.

di Direttore26 Ott 2025 18:10
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