Una fotografia “parla da sé”.
Si suole dire che una fotografia “parla da sé”
È un modo di dire che indica che un’immagine è così chiara, esplicativa ed eloquente da non richiedere ulteriori spiegazioni o didascalie. Ma cosa ci dice la fotografia in testa a questo articolo? Ci parla di tradimenti politici collettivi, di tradimenti individuali ed è esplicativa di un modo di fare politica in maniera “classica” che è l’esatto contrario di quello che si voleva far intendere da parte del Sindaco Cassì e dei suoi sodali fino a poco tempo fa.
Andiamo con ordine. Il “tradimento politico collettivo” a cui si faceva riferimento, è che tutti questi amministratori che hanno aderito a Forza Italia, e che avevano iniziato il loro percorso politico e amministrativo da civici, ora improvvisamente folgorati sulla strada di Damasco, anzi sulla strada per Palermo, si accorgono che solamente l’appartenenza a un partito può garantire la prosecuzione della loro azione politica/amministrativa.
Si badi bene: qui non siamo di fronte al classico cambio di casacca da un partito o movimento a un altro a cui purtroppo siamo abituati. In questo caso, i politici della foto hanno messo in atto un tradimento di quelli che erano i loro ideali e dei principi politici con cui hanno iniziato l’attività amministrativa a Ragusa e con cui si erano presentati alla città. Un livello di “tradimento politico” sicuramente più elevato e di cui gli elettori dovranno tenere conto nelle prossime tornate elettorali, non premiando chi ha mostrato disprezzo proprio per quegli elettori che in loro avevano riposto fiducia premiandoli con il voto.
L’archetipo di tutto questo è, ad esempio, l’Assessore Simone Digrandi, giovane politico, attivo nei settori a lui spettanti, che sembrava veramente lontano da logiche di partito ma che oggi ritroviamo in Forza Italia per motivi che si possono forse ritrovare unicamente nella sua stretta e indissoluble vicinanza a Cassì.
La foto ci parla anche di un clamoroso “tradimento politico individuale”. È quello perpetrato dal vicesindaco nonché Assessore ai Lavori Pubblici Giovanni Giuffrida. Quest’ultimo, negli ultimi anni, ha intessuto una fitta interlocuzione politica con l’onorevole Giorgio Assenza e quindi con Fratelli d’Italia perché riteneva di poter trovare in quel partito la sponda per la sua candidatura a Sindaco una volta finita l’epoca Cassì.
Adesso però, rompendo i legami poltici e personsli creati, sceglie la strada di Forza Italia, abbandona Assenza e cerca di avere la benedizione di Schifani quando il centrodestra si riunirà per decidere la candidatura a Sindaco per Ragusa. Si aspettano ora le contromosse di Assenza. È bene ricordare, infatti, che l’onorevole Assenza all’interno della maggioranza che sostiene Cassì l, ha un suo rappresentante fidato che è il consigliere Salvatore Battaglia. Assenza, a questo punto, farà aderire Battaglia ufficialmente a Fratelli d’Italia per dare anche maggiore peso al gruppo consiliare del partito, quando possibilmente si dovrà effettuare un ragionamento sull’azzeramento della giunta Cassì? Questo passaggio è ora ipotizzabile che venga chiesto a ben ragione dalle altre forze del centrodestra.
Sono tutte mosse possibili da parte dell’onorevole Assenza, che deve incassare il tradimento politico attuato da Giuffrida, il quale sceglie di legare il suo futuro percorso politico a quello del suo sindaco con un atteggiamento di deferenza e ossequio, nella speranza di arrivare alla carica di primo cittadino e di completare, finalmente, le tante opere pubbliche da lui messe in cantiere che però hanno accumulato ritardi di anni per il loro completamento.

La fotografia ci dice, infine, un’altra verità. Il Sindaco Cassì, privo dei “fondamentali” della politica, si presenta a Palermo direttamente dal Presidente Schifani con i suoi sodali e li porta come dono, come regalo che egli fa al nuovo partito di appartenenza. Ma in questo sostanzialmente sbaglia perché scavalca, ancora una volta platealmente, il livello locale del partito che fino al giorno prima non era a conoscenza della transumanza in atto.
Cassì non è abituato a cogliere la necessità di sviluppare dei ragionamenti con la base, e ritiene che questo suo rapporto preferenziale con Schifani e ipoteticamente con Tajani, gli garantisca un’immunità all’interno del partito, e lo metta al di sopra delle dinamiche interne. Cassì scorda che dentro Forza Italia, soprattutto a livello provinciale, vi sono figure forti, una su tutte quella dell’appena rientrato in Forza Italia onorevole Nino Minardo che, seppur in un comunicato stampa plaude all’arrivo dei nuovi amministratori, non era presente a Palermo e manca, in maniera evidente nella foto che si sta analizzando.
L’ABC della politica, di cui Cassì non ne conosce l’esistenza, avrebbe imposto che a Palermo si sarebbero dovuti presentare insieme al Sindaco e a tutti gli altri amministratori anche l’onorevole Minardo, il segretario comunale e quello provinciale per dare plasticamente l’idea di un partito forte, unito e coeso, ma al contrario la foto ci dice altro e di diverso contenuto.
Le ripercussioni di tutto ciò potrebbero essere molto forti in vista della possibile competizione per le regionali a cui aspira il nostro Sindaco. Aspirazioni che lo hanno portato a “dimenticare” la sua matrice originale del civismo e aderire per “opportunismo politico”, come lui stesso ha scritto in un post su Facebook, a Forza Italia. Scelta che potrebbe essere stata giusta ma che ha in sé anche tanti aspetti che potrebbero essere particolarmente negativi.
In conclusione, è proprio vero che una fotografia parla da sé, e i molteplici contenuti che dalla stessa si possono trarre sono, alle volte, molto interessanti.

