Paga per quello che butti nella spazzatura.
Il circolo Legambiente di Ragusa interviene sulla questione del bando per la raccolta dei rifiuti a Ragusa che deve essere pronto al più presto visto che l’affidamento alla ditta Busso è scaduto da un po’. E’ necessario migliorare alcuni servizi e insistere soprattutto nella comunicazione.
Lunedì 15 settembre, si legge nella nota, abbiamo partecipato ad un incontro presso la sede della SRR, sulla nuova gara
di igiene urbana del comune di Ragusa. Quanto abbiamo appreso nel corso dell’incontro ci ha lasciato
quantomeno meravigliati. E’ certamente meritorio che si voglia introdurre la tariffazione puntuale in
base al principio cardine europeo del PAYT “pay as you throw” ovvero paga per quello che butti, ma
questa buona intenzione viene vanificata dal fatto che non si prevede di fare informazione lasciando
al nuovo gestore alcuni compiti del tutto insufficienti con una stanziamento di appena 24.000 € a
fronte dei 114.000 € dell’appalto uscente. Già è stata insufficiente l’informazione nell’attuale gara,
figurarsi con risorse pari a meno di un quarto.
Per centrare gli obiettivi europei di preparazione al riutilizzo e riciclo dei rifiuti urbani (65% al 2035),
occorre agire per aumentare congiuntamente quantità e qualità della raccolta differenziata e gli
schemi di tariffazione puntuale si sono rilevati efficaci nel conseguire tassi di RD molto elevati come
emerge dalla delibera ARERA 43/2025/Rif/R dell’11 febbraio 2025 “ Chiusura dell’indagine
conoscitiva, avviata con deliberazione dell’Autorità 41/2024/R/rif, sui criteri di articolazione dei
corrispettivi applicati nel servizio di gestione dei rifiuti urbani “. Dalle informazioni rese dai gestori
in tariffa puntuale, emerge la necessità di affiancare alla leva tariffaria opportune “buone pratiche”
gestionali quale l’informazione puntuale la c.d. KAYT – “Know As You Throw”, conosci quello che
butti: frequenti campagne di comunicazione e sensibilizzazione ambientale che hanno bisogno per
avere efficacia di investimenti di almeno 2-3 €/ab./anno.
A ciò vanno affiancati sistemi di segnalazione di violazioni con tempestivo riscontro all’utenza,
attività di vigilanza e controllo capillare per accertare e scoraggiare i comportamenti scorretti, utilizzo
di misure per prevenire fenomeni di abbandono e commistione, in un processo di monitoraggio
continuo anche per individuare eventuali interventi di revisione dell’impostazione. Ù
La realizzazione di un sistema di tariffazione puntuale è un progetto complesso che richiede il
contributo di molteplici fattori e la partecipazione e la sinergia di diverse aree organizzative, oltre al
coinvolgimento attivo degli utenti. Non si improvvisa. Invece tutto ci sembra in balia
dell’improvvisazione. La motivazione addotta alla mancata previsione nel bando di gara di risorse
economiche per l’informazione puntuale è stata che non ci sono risorse.
Riteniamo la decisione profondamente sbagliata perché le risorse si possono recuperare trasferendo
nei costi generali il costo degli attuali dipendenti di ruolo impiegatizio (solo considerando i sesti,
settimi e ottavi livelli e il dirigente si recupererebbero più di 400.000 € anno). Tutti i servizi di igiene
urbana, infatti, si dimensionano in base al personale che va su strada. I costi per attività organizzative
e amministrative rientrano nelle spese generali. Le risorse per la comunicazione, inoltre, si possono
reperire recuperando le somme che dovevano essere spese, e non lo sono state, per la distribuzione
porta a porta dei mastelli (la distribuzione è avvenuta per punto, tanti cittadini non hanno ritirato i kit,
e non avendo i mastelli hanno abbandonato i rifiuti a terra) e recuperando, se non è stato già fatto, le somme dovute al comune dal gestore per il mancato raggiungimento del 75% di raccolta differenziata
e la per la compartecipazione ai maggiori costi di selezione. Le risorse ci sono: basta volerle trovare.

