E’ tutto da rifare?
Il dibattito sul turismo ibleo si è acceso da alcune settimane con valutazioni contrastanti. Chi ne ha la responsabilità amministrativa cerca di arrampicarsi sugli specchi facendo vedere numeri in crescita che non sono reali o meglio che possono essere spiegati guardando ai regolament regionali. Ma la verità non può essere nascosta. Certo le colpe si devono spalmare su molti degli attori ma non c’è dubbio che è giunto il momento di affrontare il tema con competenza e non bearsi di vedere le piazze piene di turisti che vengono alle 11 del mattino e alle 12 vanno via. Il dibattito dunque dovrebbe essere portato a liveli superiori ma il guaio è come al solito che i responsabili, come dicevamo, non ne vogliono sentire. In una squadra di calcio qualdo le cose vasnno amle si cambia l’allenatore ma a Ragusa l’allenatore, l’assessore al ramo cioè, è lo stesso sindaco e lui non si accorge di nulal e si bea del sagrato della Cattedrale trasformato in sala cinematografica con qualche centinaia si sedie, di plastica, perfettamente allinenate e spesso aoocupate. Oppure, grazie alla solita solfa del bando la città, per esempio Marina, viene consegnata ad organizzatori che non si curano dell’immagine, dell’educazione, delle decenza ma guardano solo ai numeri. Insomma c’è tanto da fare ma bisogna parlarne in altra sede. “I dati allarmanti sul crollo delle presenze turistiche a Ragusa, diffusi da Confimprese e Confcommercio, confermano una preoccupante e dannosa tendenza che sta affossando l’economia locale. Con un calo di oltre il 50% rispetto all’anno precedente, è evidente che le politiche dell’amministrazione di centrodestra guidata dal sindaco Cassì non sono adeguate a sostenere un settore importante come quello turistico”. Lo dichiara Peppe Calabrese, capogruppo del Partito Democratico al Consiglio comunale di Ragusa.
“Nonostante gli sforzi e le iniziative come il rifacimento del lungomare – dichiara Calabrese – la città e ancor di più Marina di Ragusa, non sono più attrattive, e la responsabilità di questo fallimento ricade sull’incapacità di chi amministra. Quella guidata dal sindaco Cassì è un’amministrazione che ha dimostrato una grave disattenzione verso le reali esigenze della città e dei turisti. Il centro storico è sempre più trascurato e poco sicuro, una situazione che allontana i visitatori. A Marina di Ragusa, è stato penalizzato il turismo di prossimità con una vasta Zona a Traffico Limitato (ZTL) che, in assenza di adeguati parcheggi di scambio, ha di fatto scoraggiato l’afflusso di visitatori. A ciò si aggiunge una gestione insufficiente del servizio di trasporto pubblico, rimasto inattivo fino a pochi giorni fa in molte contrade, e la scarsa cura di alcune spiagge periferiche come quelle di Punta di Mola e dell’ex depuratore, che rischiano di restare in uno stato di degrado”.
“La delega al turismo, tenuta personalmente dal sindaco Cassì e gestita con il supporto di una consulenza esterna, ha prodotto risultati disastrosi – dice ancora il Capogruppo dem – e nonostante i costi sostenuti dai cittadini per questa consulenza, i risultati sono pari a zero. Appare evidente che l’amministrazione, più che dedicarsi alla risoluzione dei problemi, preferisca dedicare attenzioni ad altro (alle processioni religiose non manca mai nessuno, anche a costo di creare scandali incredibili), mostrando disinteresse per le questioni determinanti del settore turistico. La mancanza di un piano strategico e la gestione superficiale delle tematiche legate al decoro urbano e alla raccolta dei rifiuti, con un capitolato ormai scaduto, sono ulteriori sintomi di una visione politica fallimentare”.
“La crisi del settore turistico va oltre i confini comunali, interessando l’intera provincia – aggiunge – perché l’assenza di una strategia comune e la scarsa incisività dei rappresentanti di centrodestra nelle istituzioni provinciali, come il Presidente Schembari e il Vicepresidente Cassì, aggravano la situazione. La fine del “traino” dell’effetto Montalbano, un tempo fattore determinante per l’afflusso turistico, doveva essere l’occasione per sviluppare nuove strategie, ma la nostra provincia non sembra essere sui radar della programmazione turistica nazionale e regionale. È evidente – conclude – che su questi temi è necessaria inversione di rotta”.
di Direttore23 Ago 2025 18:08
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