All’Ars i “franchi tiratori” dominano la scena politica.
All” ARS, dove è in discussione l’importante manovra ter fondamentale per vitali settori della economia siciliana, i franchi tiratori affossano il fondo per l’editoria. Un’aula divisa, una maggioranza che vacilla e un settore, quello dell’informazione, che resta senza un sostegno vitale. All’Assemblea Regionale Siciliana il dibattito si infiamma dopo la bocciatura di alcune norme chiave, tra cui un fondo per l’editoria che avrebbe dovuto iniettare tre milioni di euro nel comparto siciliano. L’esito del voto ha sollevato pesanti accuse di “franchi tiratori” e ha gettato un’ombra sul futuro politico della coalizione di governo.
La norma bocciata era stata elaborata per sostenere l’editoria siciliana, sia cartacea che digitale, garantendo contributi alle testate registrate che avessero almeno due giornalisti con contratto regolare. Un segnale importante in un momento di crisi per il settore, ma che non è riuscito a superare le aule parlamentari.
In particolare, a pesare sulla bocciatura è stata anche la mancata approvazione di una modifica che avrebbe destinato una quota dei fondi ai giornalisti precari, una richiesta avanzata con forza dalla Stampa parlamentare. La decisione di escludere questa proposta ha scatenato la delusione di molti, ma è stata la successiva bocciatura dell’intera norma a sollevare il polverone più grande.
L’episodio non è isolato. I “franchi tiratori” – quei deputati che votano contro il proprio schieramento – sono un fenomeno ricorrente all’ARS, ma in questo caso la loro azione ha avuto un impatto diretto su una norma considerata cruciale. La bocciatura del fondo per l’editoria non è solo una sconfitta per l’informazione, ma è anche un segnale di debolezza politica per la maggioranza, che ora si trova a dover fare i conti con una spaccatura interna che rischia di minare la stabilità del governo regionale.
La ricerca dei “traditori” è già iniziata, ma intanto l’editoria siciliana resta in attesa, sperando che le forze politiche riescano a trovare un accordo per non lasciare un settore fondamentale per la democrazia e l’informazione a sé stesso.
Oggi riprendono i lavori l’appuntamento è alle 11. Si ipotizza una norma per finanziare i progetti dei Comuni, con una quota economica da attribuire a ciascun deputato della maggioranza, soldi da destinare agli enti.
Un tentativo per placare gli istinti famelici degli onorevoli regionali.
Poi le ferie. Ma l’estate calda della maggioranza sembra appena iniziata.

