Liquidi in aeroporto: Catania ancorata al passato.
Mentre molti aeroporti europei si preparano a dire addio alle annose restrizioni sui liquidi nel bagaglio a mano, i viaggiatori in partenza dall’aeroporto di Catania-Fontanarossa si trovano ancora a fare i conti con le vecchie regole: flaconi da massimo 100 ml e bustine trasparenti da esibire ai controlli. Una situazione che, di fatto, penalizza fortemente i siciliani e chi transita dallo scalo etneo, costretti a procedure più macchinose rispetto ad altre realtà aeroportuali.
La ragione di questa persistente limitazione, come riportato da Sac, la società di gestione dell’aeroporto, risiede in un dettaglio tecnico cruciale: sebbene l’aeroporto di Catania sia dotato di macchinari, a dire di Sac, di controllo bagagli all’avanguardia, il software che li gestisce è attualmente sottoposto a un processo di ricertificazione da parte delle autorità europee. Questo significa che, nonostante la tecnologia hardware sia potenzialmente pronta, l’assenza di una certificazione definitiva per il software impedisce l’applicazione delle nuove normative comunitarie che consentirebbero l’eliminazione dei limiti sui liquidi. Tali norme, infatti, sono strettamente legate all’utilizzo di scanner specifici (Edscb-C3) con software opportunamente certificato, requisito che Catania non può ancora soddisfare appieno.
Per i passeggeri, ciò si traduce in un disagio non indifferente. Mentre altrove si inizia a godere della libertà di viaggiare con flaconi di dimensioni normali e di lasciare i liquidi all’interno del bagaglio senza doverli separare, a Catania, a questo punto per i colpevoli ritardi con cui si è mossa Sac, vige ancora l’obbligo di tirare fuori la bustina con i liquidi, aerosol e gel (sempre nei contenitori da non più di 100 ml e nel sacchetto trasparente da un litro), rallentando le procedure di sicurezza e aggiungendo un pensiero in più al già complesso processo pre-volo.

Questa situazione pone i viaggiatori siciliani in una posizione di svantaggio rispetto ad altri passeggeri europei e italiani. Un disagio che va oltre la semplice comodità, riflettendo una sorta di “ritardo” nell’adeguamento ai nuovi standard che dovrebbero semplificare l’esperienza aeroportuale per tutti. L’attesa per il completamento della certificazione del software diventa quindi un onere aggiuntivo per i passeggeri di Catania, che non possono ancora beneficiare delle semplificazioni normative già attive o imminenti in altri scali.
Sac ha assicurato che informerà tempestivamente i passeggeri non appena il processo di certificazione sarà finalizzato e le nuove procedure potranno essere adottate. Fino ad allora, ai viaggiatori in partenza da Catania non resta che adeguarsi alle vecchie, ma ancora vigenti, regole, sperando in una rapida risoluzione che allinei finalmente l’aeroporto siciliano agli standard di comodità e efficienza europei.
In ogni caso Sac , ancora una volta , ha mostrato l’incapacità di capire le priorità e di muoversi in tempo e a pagare il prezzo di tutti ciò siamo, come al solito, noi figli di questo “sud-est” malgovernato in tanti campi.

